L'A.I. sta rivoluzionando il modo di interpretare l'attività fisica da parte di ogni persona, atleta o sedentario pentito con l'obiettivo di una vita più lunga e in salute ph freepik

Serie “Technology Longevity and Active Life Span”: quanto può incidere l’Intelligenza Artificiale sulla longevità e sull’esercizio fisico, rallentando il processo di invecchiamento e aiutando a vivere più a lungo e in salute

Questo articolo è stato pubblicato su HA Wellbeing di gennaio-febbraio 2024

vincenzo@flitfit.com

Immaginate un futuro in cui l’invecchiamento non sia più una conta degli anni che passano, ma una celebrazione di vita vissuta con vigore e saggezza. In quest’epoca rivoluzionaria, l’intelligenza artificiale (AI) non è solo un concetto futuristico, ma una realtà tangibile che promette di trasformare il modo in cui viviamo, invecchiamo e prosperiamo. Mentre ci addentriamo in questa nuova era, esploriamo come l’AI sta ridefinendo il concetto di longevità, trasformando ogni candela aggiunta alla nostra torta di compleanno in un simbolo di una vita più ricca, più sana e più felice. Benvenuti in un mondo dove l’età è un numero, ma la qualità della vita è una scelta.

L’AI sta ridefinendo il concetto di longevità: ogni candela aggiunta alla nostra torta di compleanno è un simbolo di una vita più ricca, più sana e più felice

ULTRACENTENARI: LE NUOVE ROCKSTAR

Non è un segreto che tutti vogliono sapere cosa mangiano a colazione (se la fanno) gli ultracentenari, ma quelli di domani potrebbero essere molti di coloro che oggi abbracciano l’IA per primi. Immaginate un futuro dove i nostri anziani – che potremmo essere benissimo noi – non racconteranno solo storie del passato, ma saranno gli idoli del nuovo sport di massa, la Longevità Attiva, coloro che ammireremo e penderemo dalle loro labbra per capire come ottimizzare il metabolismo, ai cui consigli ci si affiderà per arrivare alla loro età ed essere ancora così in forma. Malgrado ognuno pensi di ottenerlo in modi radicalmente differenti, ciò a cui tutti aspirano è stare Bene, quell’ineffabile Benessere (well-being o wellness per il marketing) che pochi hanno davvero e ancora meno riescono a mantenerlo a lungo.

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Gli ultracentenari di domani potranno essere gli idoli del nuovo sport di massa, la Longevità Attiva

VITA MEDIA E MASSIMA

Le statistiche sull’aumento del numero di centenari nel corso degli ultimi decenni sono piuttosto sorprendenti e confermano che l’aspettativa di vita sta migliorando significativamente a livello globale. Nel 1990, c’erano 2,9 centenari ogni 10.000 adulti di età superiore ai 65 anni in tutto il mondo. Quel numero è cresciuto a 7,4 nel il 2015 e si prevede che salirà almeno a 23,6 entro il 2050. A livello globale, il numero di centenari è aumentato a circa 573.000 e si è certi di un ulteriore aumento. Negli Stati Uniti, la prevalenza dei centenari è quasi raddoppiata negli ultimi vent’anni e la popolazione mondiale di centenari è prevista incrementare otto volte entro il 2050, raggiungendo i 3,7 milioni. In Italia, al 1° gennaio 2021 si contano 17.177 persone di 100 anni e oltre. Nell’83% dei casi si tratta di donne. Soltanto dal 2009 al 2021 le persone di 100 anni e oltre sono passate da poco più di 10 mila a 17 mila. Quelle di 105 anni e oltre sono più che raddoppiate (+136%), passando da 472 a 1.111.

Questi dati devono far aprire gli occhi agli operatori del Benessere, non solo verso i centenari, ma per adeguare i loro servizi per coloro che lo diventeranno

Questi dati devono far aprire gli occhi a chi lavora nel settore del Benessere, non solo verso i centenari, ma adeguando i loro servizi per coloro che non sono ancora tali ma che lo diventeranno sempre più spesso nei prossimi anni, aprendo a una nuova classe di consumatori che non può essere sottovalutata da chi davvero ha intenzione di mantenere la propria azienda al vertice del mercato.

Mentre l’aspettativa di vita media è stata notevolmente incrementata, l’aumento della massima età raggiunta appare molto modesta. È emersa l’idea che la durata della vita umana possa aver raggiunto un limite naturale di circa 125 anni, sebbene non ci sia un limite chiaro negli altri animali, dove l’appartenenza a diverse specie e le manipolazioni di ingegneria genetica sui geni della longevità ne possono già aumentare radicalmente la durata.

Questo pone interrogativi interessanti sull’efficacia delle tecnologie e delle pratiche di stile di vita attuali, e come l’IA e altre innovazioni potrebbero essere necessarie anche per superare questo apparente plateau.

Vi è anche una previsione che l’età massima umana possa raggiungere i 135 anni entro il 2100, anche senza interventi specifici per l’estensione della vita, ma per alcuni questo progresso incrementale è considerato troppo riduttivo​​. Con le nuove tecnologie anche questi limiti potrebbero essere decisamente superati, e il bello è che non si sa di quanto. Ci sono molti che iniziano a parlare di “Age Reversal” con alcuni studi come quelli del gruppo di David Sinclair – il celebre professore di Harward – che sembrano confermare come si possa già andare indietro nell’età biologica.

(per chi non è troppo a suo agio con l’inglese attivare i sottotitoli di YouTube con traduzione in italiano)

Molti iniziano a parlare di “Age Reversal” ovvero andare indietro nell’età biologica

AI COME NUOVO WELLNESS COACH

Proviamo ora a considerare l’AI come un Digital Wellness Coach, sempre a fianco degli anziani o di chi non è ancora tale ma vuole diventarlo lentamente, nella versione migliore di sé stesso nel tempo, che li guida attraverso una routine di movimento fisico accuratamente calibrata. Con una maestria che sfida e affianca   l’esperienza dei migliori personal trainer, l’AI può già adattare ogni esercizio alle capacità e alle esigenze di un corpo che ha raccolto saggezza e storie per molto tempo. Si potrebbe dire che l’AI è il migliore amico di quelle articolazioni e di quei muscoli che iniziano a scricchiolare, ma non hanno intenzione di diventare come una vecchia porta di legno.

E non è solo una questione di muoversi; se si tratta di nutrirsi al meglio, l’AI diventa il nutrizionista e lo chef personale che conosce l’intimo segreto dei sapori e del benessere: un regime alimentare che sa di buono e di salute. Con una generosa quantità di dati raccolti e un pizzico di algoritmi del gusto, l’AI può già preparare un menu partendo anche solo dall’immagine dei cibi già presenti nel nostro frigo, che gioca armonicamente con il nostro metabolismo, rendendo ogni pasto un piccolo passo verso un domani più lungo e saporito.

l’AI può già adattare ogni esercizio alle capacità e alle esigenze di un corpo che ha raccolto saggezza e storie per molto tempo

Ma aspettate, c’è di più. Dopo una giornata ricca di movimento e un pasto che nutre corpo e anima, l’AI promette di trasformare il nostro solito letto in un santuario della rigenerazione. Monitorando i cicli del sonno attraverso anelli o smartwatch, regola temperatura, illuminazione e suoni per invitare Morfeo a farci visita e garantendo che ogni notte sia un riposo ristoratore e rigenerativo. Attraverso le musiche funzionali evolute, che rappresentano già una nuova frontiera del Benessere, i nuovi sistemi di AI – con l’analisi istantanea della nostra condizione emotiva e i dati raccolti sulle attività che abbiamo svolto – possono proporci le musiche più adatte per il raggiungimento dello stato emotivo che richiediamo in quel preciso momento, personalizzando e rigenerando automaticamente le canzoni che fanno parte del nostro bagaglio emozionale.

Malgrado chi ne sa davvero sia convinto da tempo che i risultati duraturi di miglioramento fisico si raggiungano solo ed esclusivamente attraverso un preventivo cambiamento psicologico del soggetto, gli operatori del benessere si sono focalizzati sull’allenamento del corpo e poco, o per niente, su quello psicologico dei loro clienti. L’AI, in particolare, potrebbe avere un ruolo cruciale nel fornire assistenza, compagnia e sostegno relazionale a tutti, ma in particolare ai non più giovani. Con l’impossibilità di essere costantemente in contatto con i professionisti, con la famiglia e gli amici spesso occupati, l’AI può intervenire in ogni momento come un Wellness Coach o un compagno amichevole, offrendo conversazioni stimolanti, avvisi per la gestione dei farmaci, assistenza nelle attività fisiche, e persino al monitoraggio della salute.

Gli operatori del benessere sono focalizzati sull’allenamento del corpo e poco su quello psicologico dei loro clienti: l’AI può porre rimedio agendo come un Wellness Coach

Robot umanoidi e assistenti virtuali potrebbero diventare i nuovi caregiver, offrendo un supporto emotivo e fisico, aiutando gli anziani a rimanere attivi e connessi con le loro comunità. La possibilità di avere un interlocutore costantemente disponibile può ridurre la solitudine, migliorare la salute mentale e fornire un senso di sicurezza, il tutto contribuendo a un “Active Life Span” più lungo e più felice.

l’AI potrebbe adattarsi alle preferenze personali di ogni individuo, creando esperienze su misura che mantengano l’engagement mentale e il benessere emotivo. Questa personalizzazione può portare a una nuova era di assistenza agli anziani centrata sulla tecnologia, dove la qualità della vita è valorizzata tanto quanto la sua durata.

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CONCLUSIONE: Mentre proviamo a immergerci nelle acque rinvigorenti della vita, guidati dalle correnti mutevoli della tecnologia, è l’intelligenza artificiale a prendere il timone, promettendoci un viaggio verso orizzonti di longevità che un tempo potevamo solo sognare. L’AI, con la sua velocità di apprendimento fulminea e la precisione degli algoritmi, non è solo un salvagente in un mare di incertezze, ma un capitano sagace che ci conduce verso nuove possibilità di esistenza. Mentre allacciamo le nostre scarpe da ginnastica o ci tuffiamo con entusiasmo in piscina, si può sognare di festeggiare non solo decenni, ma secoli di vita, con l’AI come nostro alleato più fidato. Ora, più che mai, è il momento di riflettere su come la tecnologia non solo estende la nostra vita, ma arricchisce ogni momento di essa. E ci porta a chiederci: se l’AI può aiutarci a vivere più a lungo, quanto tempo ci vorrà prima