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Alluvioni e siccità: due facce della stessa medaglia nell’acquaticità

Il sistema piscina e le calamità naturali dovute all'emergenza climatica: le scelte da operare ph freepik

Le scelte progettuali e ambientali errate espongono molte piscine a rischi che un aggiornamento culturale sull’acqua e sull’ambiente aiuterebbe ad evitare, prevenendo disastri e danni per il nostro comparto

gurnari@benaquam.com

Esiste un grande pericolo, culturale e generale: l’assuefazione. Ci stiamo abituando anche ad eventi drammatici, a volte tragici, come le alluvioni. Siamo indifferenti alle periodiche condizioni di siccità.

Semplicemente siamo contenti che non sia successo a casa nostra e speriamo che la fortuna ci assista per i successivi eventi calamitosi. Ma nel frattempo la nostra mentalità non cambia ed il nostro agire rimane quello di sempre. E ci stiamo abituando alle relative immagini ed ai conseguenti bollettini delle news. Come se tutto accadesse lontano da noi, in altra parte del Pianeta e quindi non ci deve preoccupare.

Esterno del complesso acquatico Saline di Senigallia inondato ph senigallianotizie.it

I media spesso finiscono per descrivere gli eventi come se fossero fatti di routine a cui dobbiamo abituarci, inermi e asettici. I dibattiti sull’accaduto infestano tutte le reti radiofoniche e televisive e finiscono ancora una volta per essere solo vetrine dei soliti politici, tuttologi, e pseudo esperti. E, di fatto, rappresentano solo teatro degli scontri ideologici, di cui il giorno dopo tutti, o quasi, si sono dimenticati. Aspettando le successive catastrofi e, meglio per l’indice di audience, la conta di vite umane perdute.

Sia la siccità che le alluvioni rappresentano un serio problema per la sopravvivenza di piscine ed impianti natatori

Eppure, la natura ci sta dimostrando che non possiamo continuare a far finta di nulla, a rimandare le decisioni strategiche, a porre termini temporali di intervento che siano il più lontano possibile per questioni di sostenibilità economica.

Da un estremo all’altro, vasche abbandonate e senz’acqua per emergenza idrica ph huertas19 by freepik

Uno dei settori maggiormente a rischio è proprio quello dell’acquaticità: sia la siccità che le alluvioni rappresentano un serio problema per la sopravvivenza di piscine ed impianti natatori. Il problema è gigantesco e da ormai molti anni viene sistematicamente trascurato auspicando un fato clemente. Ed entrambi gli eventi non sono altro che le due facce di una stessa medaglia: il clima cambia rapidamente e molto più di quanto studi e ricerche di decenni non avessero previsto.

In tutti questi ultimi anni si è continuato a realizzare, ristrutturare o implementare piscine ed impianti con gli stressi criteri di sempre. Le ragioni sono tante, ma tra tutte va ancora una volta annoverata una certa carenza culturale, la troppa attenzione al solito fattore estetico a penalizzare i contenuti e l’inevitabile collo di bottiglia rappresentato dall’economia.

La stragrande maggioranza delle piscine, con i loro vani tecnici normalmente realizzati in interrati o seminterrati, sono a rischio inondazione

Consideriamo allora i fatti: meno di un terzo della penisola è costituto da pianure. Qui è concentrata la maggior parte degli impianti acquatici in maggioranza impianti natatori (piscine, vasche singole, aquapark, resort, etc.). Ci sono poi i fondivalle di colline e montagne e poi altre zone semi pianeggianti dove troviamo un numero comunque elevato di vasche. Infine i pendii dove si trova il resto delle vasche. La stragrande maggioranza delle piscine, dunque, per non parlare dei vani tecnici normalmente realizzati in interrati o seminterrati, sono a rischio inondazione.

ph loren rudenko by freepik

Quando, per mille motivi diversi, questi impianti acquatici  sono coinvolti in una alluvione, la piscina o la vasca ed ancora più le sale tecniche diventano un bacino di raccolta di acque e fango. Con tutti i danni immaginabili e possibili. Gli esempi sono innumerevoli. Ma di fronte a questi eventi, naturali sì, ma in gran parte dovuti all’antropizzazione senza regole, ben poco si parla delle conseguenze sulle piscine.

Ben altre, infatti, sono le priorità a livello sociale ed economico. Non ci si può assuefare a questi tipi di passive considerazioni. Bisognerebbe andare oltre: la natura ci insegna che anche quando le togliamo qualcosa di piccolo, prima o poi il ciclo degli eventi del Pianeta se lo riprende con interessi mai calcolabili. E ripercussioni di tutti i tipi.

Come modificare atteggiamento? Beh intanto cambiare l’approccio alla progettazione e realizzazione delle nostre strutture acquatiche. Che significa che il bordo vasca deve essere posto ad una quota superiore a quella del p.c. circostante: in questo modo si evita che lo specchio idrico della piscina diventi il ricettacolo di un eccesso di afflussi più o meno sul terreno. Poi è indispensabile conoscere bene le condizioni idrogeologiche al contorno. Piscine costruite nei pressi di corsi d’acqua o in zone depresse circa la quota dei terreni all’intorno rappresentano sempre un potenziale rischio. Quasi mai valutato adeguatamente (…tanto lì non è mai successo!).  

ph PadovaOggi alluvione Montegrotto Terme hotel piscina

Poi progettare vani tecnici interrati o seminterrati che possano divenire stagni in condizioni di allerta meteo. Come dei bunker. Infine, e questa è una condizione irrinunciabile, realizzare una vera valutazione di impatto ambientale, dove i fattori variabili sono strettamente connessi alla geomorfologia dei luoghi, alle posizioni altimetriche rispetto le condizioni di rischio idrogeologico, e, ma non da ultimo, alla variabilità del clima dove gli eventi estremi sono sempre più ricorrenti ed intensi.

Tanto per fare il solito esempio, il calcolo delle precipitazioni atmosferiche di massima intensità oraria in molte aree viene ancora considerato di entità pari ad alcune decine di mm, quando i pluviometri di tutta Italia continuano a registrare portate orarie (soprattutto all’inizio di una perturbazione climatica) anche superiori a 150 mm.

Anche in questo caso serve ripensare il mondo della piscina partendo dalla necessità di perseguire una diffusa e completa cultura dell’ambiente

Qui non si tratta della questione di dover investire altro denaro quando già i bilanci di settore sono in fase critica, ma di valutare se non sia opportuno, alla luce dei fatti, prevenire i danni prima di subirli in modo devastante. Come la cronaca mensile ci sta mostrando.

Ancora una volta siamo costretti a ripensare a tutto il mondo della piscina partendo dalla necessità di perseguire una diffusa e completa cultura dell’ambiente. L’acqua è nemica solo quando noi effettuiamo scelte non consapevoli dei rischi che questa risorsa comporta quando non ne rispettiamo le regole naturali.

Buona riflessione a tutti!

Vasca Saline dopo l’operazione di rimozione del fango a seguito dell’esondazione ph sinigallianotizie.it

Scritto da Gianni Gurnari