Non deve preoccupare solo il costo dell’energia: acquisti, fornitori e standard operativi, ancor più se considerati in chiave qualitativa e non basati sul prezzo più basso, determinano nel loro complesso la sostenibilità economica
Quando si analizzano i costi di una piscina pubblica o commerciale, l’attenzione si concentra quasi sempre sull’energia. Tuttavia, una quota rilevante dei costi operativi deriva dal procurement ovvero approvvigionamenti/acquisizioni: prodotti chimici, materiali di consumo, manutenzione tecnica e servizi esterni.

In molti impianti italiani, questa area è gestita in modo frammentato. Fornitori multipli, acquisti non standardizzati e mancanza di controllo sui consumi generano inefficienze significative. Il risultato è un aumento dei costi difficilmente percepito, ma costante nel tempo.
Il primo problema è la mancanza di visione. Spesso non esiste un quadro chiaro delle principali voci di spesa: quanto si spende per metro cubo d’acqua, per manutenzione o per prodotti chimici. Senza questi dati, è impossibile intervenire in modo strutturato.
Nei modelli più evoluti europei, il procurement è gestito in modo centralizzato e strategico. Vengono utilizzati:
- contratti quadro con fornitori
- standardizzazione dei materiali ancor più se la qualità è una priorità
- monitoraggio continuo dei consumi

Questo consente di ridurre variabilità e costi, migliorando al contempo la qualità del servizio.
Dal punto di vista operativo, un elemento chiave è il controllo dei consumi. Prodotti chimici e materiali devono essere utilizzati in modo preciso, evitando sprechi, purché non vengano mai meno qualità del servizio erogato e, soprattutto, la sicurezza e la salute dei lavoratori e della clientela. Questo richiede procedure chiare e formazione del personale.
MODELLI A CONFRONTO
Gestione tradizionale: acquisti frammentati → costi elevati
Gestione evoluta: procurement strategico → riduzione della spesa operativa (OPEX)
Le implicazioni economiche sono rilevanti. Una gestione più efficiente del procurement può ridurre i costi operativi del 5–10%, senza alcun investimento infrastrutturale. In un settore caratterizzato da margini ridotti, questo può fare la differenza tra equilibrio e perdita.
Un altro aspetto spesso trascurato è la relazione con i fornitori. Passare da una logica transazionale a una logica di partnership (che, in Italia, ritroviamo nel progetto Piscine d’Eccellenza che sta trovando diffusione negli impianti sensibili a credibilità propria e del comparto, nonché qualità e sicurezza da garantire ad ogni cliente) consente di ottenere condizioni migliori e maggiore supporto tecnico.
DOVE SI NASCONDE IL COSTO
- variabilità prezzi fornitori
- consumo non monitorato dei materiali
- duplicazione forniture
SEGNALI DI INEFFICIENZA
- più fornitori per la stessa categoria
- assenza di standard prodotti
- nessun KPI sui consumi
In Italia, questa opportunità è ancora poco utilizzata. La gestione delle piscine è spesso focalizzata sull’operatività quotidiana, mentre il controllo dei costi resta secondario. Tuttavia, proprio qui si trova uno dei margini di miglioramento più immediati.
Il procurement, quindi, non è una funzione amministrativa, ma un fattore altamente strategico di gestione. Ottimizzarlo significa aumentare la sostenibilità economica senza cambiare l’impianto.

INDICATORI CHIAVE
- costo chimici €/m³ acqua
- costo manutenzione annuo
- numero fornitori attivi
- consumo materiali per mese
LEVE OPERATIVE
- centralizzare acquisti
- standardizzare forniture
- introdurre controllo consumi
- negoziare contratti quadro in una logica di partnership con ogni fornitore qualitativo