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Aquatic therapy un universo dai tanti risvolti positivi

L'acqua in chiave riabilitativa e terapeutica porterebbe in piscina gente che in vasca non è mai venuta ph SwimEx

Che l’acqua aiuti a superare, curare o migliorare patologie o la condizione di persone penalizzate nel movimento e nell’equilibrio è risaputo, ma alcuni punti non sono così chiari ai più: da una nomenclatura codificata alla differenze fra esercizio attivo e passivo

Collegare l’acqua alla salute, minimizzando, sarebbe elementare, perché l’elemento fluido è una vera panacea per gran parte della popolazione, giovane, giovanissima e meno giovane.

Il problema è che da un lato dovremmo uscire da schemi rigidi che ci confinano alla tradizionale attività, dall’altro che pochi sanno dare valore terapeutico all’acqua, per un approccio poco professionale o per mancanza di preparazione e specializzazione.

Certo, in molti casi ci vogliono ambienti dedicati e attrezzature giuste e di qualità, ma spesso basta riservare spazi e temperature idonee in qualsiasi piscina, per rendere l’ambito acquatico ottimale per migliorare la condizione fisica e mentale di tantissime persone.

Quando si parla di acqua in temini più medici e comunque collegati al fisioterapista, lo scenario muta e solo i centri abilitati possono operare secondo certe procedure e condizioni. Ma quanti sono i laureati in scienze motorie che potrebbero ricoprire un ruolo dedicato a questa branca fondamentale dell’acquaticità, offerta non eccezionalmente, bensì come universale proposta delle piscine al servizio (vero) della collettività, in chiave autenticamente inclusiva – e con effetti positivi anche per gli incassi degli impianti?

Dagli States, un articolo  di EWAC Medical semplice ed accessibile, che aiuta a fare chiarezza anche in merito ad una certa nomenclatura che sovente nelle piscine segue criteri molto personali e naif, confondendo le idee di chi dovrebbe scegliere un’attività specifica. Un fenomeno molto diffuso nei centri acquatici, che nelle palestre non ritroviamo, perché il gergo internazionale è quello che guida e aiuta chiunque, anche il profano, a capire quale sia l’attività denominata con una certa terminologia.

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Terapia acquatica attiva e passiva, termini comunemente usati

Molti termini correlati

Esistono diversi termini utilizzati per descrivere la pratica del trattamento dei pazienti in acqua. Alcuni di questi termini si riferiscono a forme passive di trattamento dei pazienti, altri a forme attive e altri a entrambe. Per porre fine alla confusione, abbiamo elencato di seguito i termini e i concetti acquatici più comunemente utilizzati:

TermineDescrizioneAttivo o passivo
AquarunningCorrere in acqua, spesso con una cintura di galleggiamento, per fornire resistenza senza impatto.Attivo
Aquatic ExerciseAttività fisiche strutturate svolte in acqua.Attivo
Burdenko MethodUn approccio che combina esercizi in acqua e a terra per promuovere riabilitazione, condizionamento e allenamento.Attivo
Halliwick ConceptUn metodo incentrato sull’insegnamento del nuoto e dell’indipendenza in acqua, spesso utilizzato per persone con disabilità.Attivo
Water AerobicsEsercizio aerobico in acque poco profonde.Attivo
Ai ChiUna pratica di rilassamento a base d’acqua che combina i principi del Tai Chi con le tecniche Shiatsu e Qigong.Entrambi
Aquatic RehabilitationEsercizi riabilitativi e movimenti in acqua.Entrambi
Aquatic TherapyInterventi terapeutici in piscina o ambiente acquatico.Entrambi
Bad Ragaz Ring MethodUna forma di terapia acquatica che utilizza anelli galleggianti per posizionare il paziente, focalizzata sulla rieducazione neuromuscolare.Entrambi
IdroterapiaUtilizzo dell’acqua per scopi terapeutici, che comprende una vasta gamma di trattamenti.Entrambi
JaharaUna tecnica acquatica che enfatizza movimenti e allungamenti dolci e continui, utilizzando galleggianti come supporto.Entrambi
BalneoterapiaTrattare i problemi di salute facendo il bagno, spesso in acque ricche di minerali.Passivo
Danza curativaUn tipo di terapia acquatica che combina elementi di danza, massaggio e stretching in acqua.Passivo
Oceanic BodyworkUna forma di terapia acquatica che prevede massaggi e lavori energetici in acqua, ispirata alle tradizioni polinesiane.Passivo
WatsuCombinazione di massaggio, mobilizzazione articolare e shiatsu con galleggiamento in acqua calda.Passivo
Water DanceUna forma di bodywork acquatico in cui il ricevitore viene delicatamente spostato, allungato e massaggiato sia sopra che sotto la superficie dell’acqua.Passivo

Scopri di più sulle modalità di trattamento sopra indicate

Terapia acquatica attiva o passiva, qual è la differenza?

La terapia acquatica , nota anche come idroterapia o terapia in piscina, è una forma di terapia fisica che si svolge in acqua, tipicamente in una piscina terapeutica specializzata. La galleggiabilità, la resistenza e le proprietà termiche dell’acqua offrono vantaggi unici per la riabilitazione e l’esercizio. Sia le tecniche di terapia acquatica attiva che quella passiva vengono utilizzate per trattare una varietà di condizioni, ma differiscono nel loro approccio e applicazione. Ecco le principali differenze tra la terapia acquatica attiva e passiva:

  1. Natura della partecipazione :
    • Terapia acquatica attiva : coinvolge il paziente nell’esecuzione attiva di esercizi e movimenti in acqua. Questi esercizi possono variare da movimenti semplici, come camminare o fare stretching, a esercizi più complessi utilizzando attrezzature acquatiche.
    • Terapia acquatica passiva : il paziente rimane relativamente immobile e gli effetti terapeutici provengono da fonti esterne. Ciò potrebbe includere getti d’acqua per il massaggio, una delicata manipolazione manuale da parte di un terapista o semplicemente il galleggiamento per alleviare la pressione sulle articolazioni.
  2. Obbiettivo primario :
    • Attivo: per migliorare la forza, la flessibilità, l’equilibrio e la resistenza cardiovascolare. La resistenza dell’acqua lo rende un mezzo efficace per rinforzare e condizionare.
    • Passivo: per favorire il rilassamento, diminuire il dolore, migliorare la circolazione e ridurre lo spasmo muscolare. Si tratta più di sfruttare le proprietà lenitive e galleggianti dell’acqua.
  3. Attrezzatura :
    • Attivo: può utilizzare kickboard, noodles, pesi, paddle di resistenza e altri strumenti acquatici per migliorare il regime di esercizi.
    • Passivo: potrebbe utilizzare dispositivi di galleggiamento, getti d’acqua o altri strumenti progettati per fornire relax e sollievo.
  4. Ruolo del terapeuta :
    • Attivo: il terapista spesso guida il paziente attraverso una serie di esercizi, garantendo la forma e la progressione corrette. Il terapista potrebbe anche essere in acqua con il paziente.
    • Passivo: il terapista può manipolare delicatamente il corpo del paziente, assicurandosi che sia in una posizione comoda o utilizzando strumenti come getti d’acqua per colpire aree specifiche.
  5. Condizioni trattate :
    • Attivo: utile per la riabilitazione post-chirurgica, l’artrite, le condizioni neurologiche, le lesioni ortopediche e altro ancora.
    • Passivo: spesso utilizzato per la gestione del dolore, il sollievo dallo stress, il rilassamento muscolare e alcune condizioni in cui il movimento attivo potrebbe essere controindicato.
  6. Durata e intensità :
    • Attivo: può essere più intenso e durare più a lungo, a seconda della resistenza del paziente e degli obiettivi della terapia.
    • Passivo: tipicamente più delicato e può essere di durata più breve, focalizzato sul rilassamento e sul sollievo.
  7. Progressione :
    • Attivo: man mano che il paziente progredisce, gli esercizi possono diventare più impegnativi e la resistenza può essere aumentata.
    • Passivo: l’attenzione rimane sul rilassamento e sul sollievo, quindi la progressione potrebbe comportare sessioni più lunghe o mirare a diverse aree di disagio.

Mentre sia le terapie acquatiche attive che quelle passive sfruttano le proprietà uniche dell’acqua per ottenere benefici terapeutici, la terapia attiva enfatizza il movimento e l’esercizio, mentre la terapia passiva si concentra sul rilassamento e sul sollievo. La scelta tra i due dipende spesso dalle condizioni del paziente, dagli obiettivi e dalle raccomandazioni del terapeuta.

Fonte: https://www.ewacmedical.com/active-versus-passive-aquatic-therapy-commonly-used-terms/

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Scritto da redazione