in , ,

Armonizzazione del nuovo CCNL per palestre ed impianti sportivi con la riforma dello sport

Il rinnovato contratto colletivo nazionale, fra i tanti punti che prende in esame, prevede anche le tutele per i co.co.co. ph freepik

L’accordo di rinnovo del nuovo contratto collettivo nazionale dei lavoratori sportivi: i punti chiave e cosa cambia

beatrice.masserini@studiocassinis.com 

Con decorrenza 1° gennaio 2024 e scadenza al 31 dicembre 2026 è stato stipulato tra Confederazione Italiana dello Sport – Confcommercio rappresentanza datoriale e Slc-Cgil, Fisascat-Cisl e Uilcom nella veste di OO.SS., l’accordo di rinnovo del nuovo contratto collettivo nazionale dei lavoratori sportivi (dipendenti ed anche co.co.co.).

In primo luogo, si evidenzia l’avvenuta armonizzazione di tutte le disposizioni contrattuali con la Riforma dello Sport entrata in vigore il 1° luglio 2023. In particolare, i sistemi di classificazione delle figure professionali sarebbero stati aggiornati con l’aggiunta delle figure previste dalla Riforma e riconducibili al contratto di collaborazione coordinata e continuativa sportiva (quali atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, direttori sportivi, preparatori atletici e direttori di gara). Sempre in tema di inquadramento, si segnala il superamento del doppio regime contrattuale, relativo ai dipendenti assunti precedentemente o a partire dal 22 dicembre 2015.

ph vh studio by freepik

Sulla parte economica l’intesa contempla un aumento a regime per il IV livello medio di 200 euro, da riparametrare per tutti gli altri livelli, di cui 100 euro già erogati a titolo di acconto in virtù di un accordo di transizione siglato tra le parti nel 2022. I restanti 100 euro verranno erogati in tre tranche: 40 euro con la retribuzione del mese di luglio 2024, 30 euro con la retribuzione del mese di luglio 2025, 30 euro con la retribuzione del mese di luglio 2026.

Attraverso alcuni assorbimenti di EDR definiti dalla contrattazione precedente, ed attraverso l’erogazione di giorni di ferie ed ore di permesso, dal 1° gennaio 2024, inizia il percorso di parificazione economica e normativa tra gli assunti ante e post 2015, che si concluderà completamente fra cinque anni, dando così pari dignità a tutti i dipendenti che operano nel mondo dello sport.

È stata, infatti, sanata la dicotomia tra vecchi e nuovi assunti a dicembre 2015, con il superamento del doppio regime contrattuale, che divideva i lavoratori sia dal punto di vista normativo che dal punto di vista economico, in due categorie. 

Tale superamento si esprimerà attraverso la parificazione della paga base, della 14a mensilità, che successivamente sarà spalmata su 13 mensilità per tutti i lavoratori dipendenti, nonché concordando ulteriori due giorni di ferie e 40 ore di permesso per tutti gli assunti post 2015.

ph freepik

È stata, inoltre, interpretata contrattualmente la nuova normativa prevista dal Decreto Legislativo 36 del 2021, che prevede una nuova figura di lavoratore sportivo al quale, in base alla legge, può applicarsi la regolamentazione della collaborazione coordinata e continuativa.

Individuata, altresì, la figura dell’“hostess e dello steward di impianto”: sono lavoratori dipendenti che, per la particolare mansione svolta per qualche ora al mese e durante le manifestazioni sportive, soprattutto calcistiche, saranno assunti con contratto intermittente e retribuiti con i minimi contrattuali previsti nelle tabelle economiche del nuovo CCNL, aumentate del 20%.

Sono previste co.co.co. nel dilettantismo con minimi retributivi maggiorati del 25% rispetto a quelli dei lavoratori dipendenti, a compensazione di straordinari, mensilità aggiuntive, ferie, permessi e/o altri istituti riconducibili al rapporto di lavoro subordinato. Ed è prevista, sempre per i collaboratori, una proroga del contratto di 180 giorni in caso di gravidanza. Regolamentazione della flessibilità nel part-time e nel lavoro stagionale.

Una delle novità più importanti, quindi, è l’inserimento dei collaboratori tra i beneficiari delle tutele contrattuali. E ciò significa far rientrare nel nuovo contratto collettivo la maggioranza dei lavoratori sportivi, visto che il settore è caratterizzato da un elevato ricorso al lavoro autonomo. Prima della riforma, questi lavoratori rientravano nell’alveo dell’art. 67 del Tuir (i cosiddetti redditi diversi), senza praticamente nessuna tutela assicurativa e contributiva, né obblighi dichiarativi per i datori (con riferimento al dilettantismo). Attualmente, il contratto è applicato da poco più di 7.000 datori di lavoro e copre circa 41.000 dipendenti, ma le prospettive sono quelle di una crescita consistente alla luce delle novità della Riforma.