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Basic Fit: obiettivo più di 3.000 palestre entro il 2030

Ascesa dirompente di Basic Fit e grandi obiettivi per i prossimi anni ph Basic Fit

Sull’onda della crescita verticale della catena olandese i vertici ostentano ulteriore ottimismo ed alzano l’asticella degli obiettivi a medio-lungo termine

La prevista chiusura dell’anno su valori mai raggiunti e in deciso aumento, rafforzata da una forza finanziaria indiscutibile e da un modello di business e servizi vincente, spinge Basif Fit ad annunciare di puntare a superare i 3000 club entro la fine del terzo decennio del millennio.

Per un gruppo che solo nel 2023 chiuderà con all’attivo 260 nuove aperture nell’anno e oltre 130 contratti firmati per il lancio di altrettanti club, l’obiettivo non sembra così irragiungibile.

ph Basic Fit

Oggi, come riportato nel recente articolo che celebrava i fatturati record a fine settembre (link:   ) e la prospettiva di fatturare più di 1 miliardo di euro al 31 dicembre 2023, conta 1.402 club (saranno circa 1-600 a fine anno) che accolgono 3,8 milioni di abbonati, la cui spesa media mensile è di 23,50 euro.

Nei primi nove mesi del 2023 l’aumento di iscritti ha toccato il 18% che si accompagna all’incremento del fatturato addirittura del 36% raggiungendo 765 milioni di euro: numeri che in Italia sono irraggiungibili per qualsiasi catena, anche perché a fatica la leader per numero di centri supera le 100 unità.

Basic Fit è ben altra cosa e, per esempio, solo in Spagna, conta di toccare quota 700-750 club entro il 2030. Indagare sul perché in Italia ad oggi Basic Fit non abbia alcuna mira, aiuta capire quanto faticoso sia operare in terra italiana, considerando talvolta eroici gli imprenditori nazionali che investono nel fitness e aprono nuove paletre o aggiornano quelle di proprietà da tempo.

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Basic Fit, per riuscire a superare i 3.000 club nei prossimi sette anni, conta su nuove acquisizioni, che in genere sono perfettibili a costi molto convenienti (anche perché con la politica low cost del gruppo olandese sono diverse le palestre concorrenti che faticano o affrontano difficoltà poco arginabili), o rafforzando la formula del franchising che è noto, in Italia, nel fitness, ha incredibilmente poco appeal.

Certo, Basic Fit deve sanare ancora delle passività, ma come è nella politica dei grandi gruppi, avere delle perdite è quasi fisiologico, ancor più se queste voci negative vengono velocemente risanate dalle entrate straordinare come quelle che sta registrando al catena low cost olandese.

Attendiamoci quindi un crescendo imperioso, con la quasi certezza che i 3.000 club verranno raggiunti prima del 2030.

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Scritto da Marco Tornatore