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Campagne per la promozione dell’esercizio fisico (anche in acqua): un esempio dal Regno Unito

Una delle immagini recuperabili dal toolkit creato per una campagna promossa alla britannica NHS

In Italia da tempo sono molti che si prodigano per promuovere stili di vita sani e attivi, ma prendere in esame quanto viene fatto oltreconfine travolta aiuta a migliorare l’impegno che deve coinvolgere tutti

L’erba del vicino non deve necessariamente essere sempre più verde della nostra. In Italia sono in tanti che stanno attivamente contribuendo alla promozione dell’esercizio fisico: sono evidenti l’impegno di governo, istituzioni, associazioni come Anif, confederazioni come Ciwas, fornitori e gli stessi operatori del settore che sul territorio danno un sostanziale sostegno a campagne di sensibilizzazione e ad azioni concrete. Nel nostro piccolo anche noi, come Wbox e HA Wellbeing, cerchiamo di fare la nostra parte.

Forse in Italia mancano una programmazione e un coordinamento per dare più forza al messaggio e all’opera di sensibilizzazione, rilevando che, pur aumentando il numero di notoriamente attivi, come Paese siamo ancora indietro nella lotta alla sedentarietà, con troppi minori che ancora non praticano sport e una penetrazione sulla popolazione che, per palestre e piscine, resta sempre su un valore al di sotto del 10%.

Quanto viene fatto in Gran Bretagna, con un’azione coordinata volta a coinvolgere pure le aziende fornitrici anche in merito a campagne promozionali, conferma che l’approccio sinergico può avere un impatto più significativo a beneficio della crescita della cultura dell’esercizio fisico. Questo quanto viene riportato su LinkedIn in merito alla iniziativa “Every Move Matters”, sperando presto si possa imbastire qualcosa di simile pure in Italia, escludendo frammentazioni e distinguo che impediscono la coralità di cui la campagna in oggetto è espressione. Interessante, oltre a motivare al movimento suggerendo di fare quello che più piace, è il richiamo alla ricerca dell’ American Journal of Health Promotion  circa i costi sociali e sanitari dell’inattività fisica, che riportiamo dopo il comunicato menzionato.

Una delle locandine ambientata in acqua per promuovere l’esercizio fisico facendo quello che più piace: sicuramente anche le attività acquatiche in verticale, accessibili a tutt i e spesso divertenti

È bello vedere la campagna “Every Move Matters” del sud-ovest di NHS England e OHID Department of Health and Social Care che incoraggia la popolazione del sud-ovest a muoversi di più a modo suo.
 
Altrettanto bello vedere che sono state create alcune risorse basate sull’acqua per incoraggiare i fornitori di aquaticactivity e swimming a partecipare e ad allineare le loro offerte con la campagna.
 
Si tratta di una grande opportunità per i fornitori di sport, tempo libero e physicalactivity nel sud-ovest di collegarsi a una campagna locale del NHS: è stato sviluppato un toolkit con una serie di risorse, contenuti per i social media, immagini e infografiche da utilizzare localmente sui propri canali.
 
Per scaricare l’intero toolkit, accedere alle immagini e alle infografiche, vai alla home page:

https://lnkd.in/egC6zZeG e crea un account, quindi una volta creato vai su:

https://lnkd.in/emP6sVny chiedere l’autorizzazione per accedere e scaricare il toolkit.



L’INATTIVITÀ FISICA GENERA 192 MILIARDI DI DOLLARI DI COSTI SANITARI ANNUALI NEGLI STATI UNITI
 
Il costo dell’inattività fisica è sbalorditivo e continua a crescere. Uno studio pubblicato di recente sul American Journal of Health Promotion stima che l’inadeguata attività fisica aerobica nel tempo libero rappresenti 192 miliardi di dollari di spese sanitarie annuali tra gli adulti statunitensi. Si tratta del 12,6% della spesa sanitaria nazionale totale.

Utilizzando i dati auto-riferiti esistenti, i ricercatori hanno analizzato la frequenza e la durata dell’attività aerobica settimanale dei partecipanti, classificata come vigorosa, moderata o di intensità leggera. Hanno raddoppiato i minuti di attività vigorosa e li hanno aggiunti ai minuti di attività leggera o moderata per classificare gli individui in tre gruppi:
– Inattivo: meno di 10 minuti a settimana
– Attività insufficiente: da 10 a 149 minuti a settimana
– Attività attiva: 150 o più minuti a settimana, rispettando le linee guida aerobiche

La spesa sanitaria media per persona durante questo periodo è stata di $ 6.566.

Rispetto agli adulti attivi:
Gli adulti non sufficientemente attivi hanno sostenuto 1.355 dollari in più di costi sanitari annuali (IC 95%: 983-1.673 dollari)
– Gli adulti inattivi hanno sostenuto $ 2.025 in più (IC 95%: $ 1.681 – $ 2.313)

Questi risultati sottolineano una verità potente: l’attività fisica è una necessità per una vita sana e può anche far risparmiare denaro.

Al Physical Activity Alliance, chiediamo ai leader di tutti i settori di agire:
– Integrare l’attività fisica nell’erogazione dell’assistenza sanitaria
– Dare priorità agli ambienti attivi nella cultura del posto di lavoro
– Sostenere il cambiamento delle politiche e dei sistemi per rendere il movimento più facile per tutti

Fonte ricerca: https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/08901171251357128

Scritto da redazione