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Capire se la piscina funziona davvero: pochi numeri per decidere meglio – La Piscina del Futuro, capitolo 12

Raccogliere dati domandandoci quante ore di apertura della piscina sono realmente utilizzate, da chi e per quale attività ph Wbox_AI

Ingressi, corsi pieni e fatturato raccontano soltanto una parte della storia; per prendere decisioni migliori la piscina di domani deve imparare a leggere insieme utilizzo degli spazi, frequenza dei clienti, ricavi, costi e qualità del servizio

Nella puntata della scorsa settimana abbiamo preso in esame come una piscina possa aumentare la propria capacità di produrre valore senza rinunciare alla funzione sportiva e sociale che, soprattutto nell’impiantistica pubblica, rimane fondamentale.

Ma c’è una domanda che viene ancora prima.

Come sappiamo se la piscina sta davvero funzionando bene?

La risposta apparentemente più semplice è guardare il numero degli iscritti o il fatturato. Si tratta di dati importanti, ma non bastano.

Una piscina può avere molti iscritti e corsie utilizzate male. Può avere corsi con liste d’attesa e contemporaneamente fasce orarie quasi vuote. Può aumentare il fatturato mentre energia (voce altamente critica in questi ultimi due anni), personale e manutenzione crescono ancora più velocemente.

La Piscina del Futuro deve quindi imparare a misurare non di più, ma meglio.

IL PROBLEMA NON È AVERE I DATI

Quasi ogni impianto possiede già una quantità sorprendente di informazioni.

Il controllo accessi sa chi entra. Il gestionale conosce iscrizioni e pagamenti. Il planning racconta l’occupazione delle vasche. L’amministrazione conosce costi e ricavi. Gli impianti tecnici registrano consumi e parametri di funzionamento.

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Il problema è che molto spesso questi numeri vivono separati. E un dato isolato racconta poco.

Sapere che una vasca è aperta quattordici ore non significa sapere se quelle quattordici ore stanno producendo valore.

La questione davvero utile deve vertere sul tema di quante di quelle ore sono realmente utilizzate, da chi e per quale attività. È qui che il numero comincia a diventare gestione.

DALLE PRESENZE ALL’UTILIZZO REALE DELLA PISCINA

Pensiamo alle corsie. Due impianti possono registrare entrambi 1.000 ingressi al giorno e avere performance completamente diverse.

Il primo concentra quasi tutta la domanda fra le 17 e le 20, soffre sovraffollamento e lascia grandi spazi inutilizzati durante il giorno.

Il secondo distribuisce meglio scuole nuoto, attività verticali, anziani, riabilitazione, nuoto libero, società sportive e altre attività lungo l’intera giornata.

Gli ingressi sono gli stessi, la qualità economica dell’utilizzo dell’impianto no.

Per questo uno degli indicatori più interessanti potrebbe essere semplicemente il riempimento delle vasche per fascia oraria.

Non occorre chiamarlo yield management.

Basta verificare un punto chiave ovvero quando la nostra acqua produce valore e quando rimane inutilizzata.

ANCHE IL CLIENTE VA LETTO IN MODO DIVERSO

Lo stesso principio vale per gli utenti. Contare gli iscritti dice quante persone hanno acquistato qualcosa.

Misurare la frequenza dice invece quanto stanno realmente usando ciò che hanno acquistato.

Un bambino iscritto alla scuola nuoto che frequenta regolarmente, una persona che partecipa tre volte alla settimana a un’attività acquatica e un abbonato che non entra da un mese compaiono tutti nel database clienti; ma rappresentano tre relazioni completamente differenti.

La Piscina del Futuro dovrebbe quindi osservare anche:

frequenza, continuità, abbandono, riacquisto e passaggio fra attività diverse. Perché dietro ogni numero esiste un comportamento.

IL FATTURATO SENZA I COSTI PUÒ INGANNARE

C’è poi un’altra particolarità che rende la piscina diversa da quasi ogni altra struttura sportiva: far funzionare l’acqua costa anche quando viene utilizzata poco.

Non diciamo nulla di nuovo ai Gestori: temperatura, trattamento acqua, ventilazione, illuminazione, personale e manutenzione generano una struttura di costo importante. Una corsia vuota non spegne automaticamente il relativo costo. Per questo il fatturato dovrebbe essere letto insieme ad almeno altri due argomenti fondamentali per le nostre strategie

quanto costa produrre quel servizio

e

quanto spazio-acqua utilizza per produrlo.

Un’attività con molti partecipanti, buona continuità e utilizzo efficiente della vasca può avere un valore gestionale molto diverso da un’attività apparentemente redditizia ma estremamente dispendiosa in termini di spazio e personale.

La Piscina dovrebbe mutuare molto della capacità strategica evolutasi nelle palestre e il mix fitness- vasca oggi facilita un’interpretazione più adeguata dei dati raccolti

NON SERVONO TRENTA INDICATORI

Il rischio, naturalmente, è passare dall’assenza di misurazione all’eccesso opposto.

Dashboard enormi, decine di grafici, report che nessuno legge.

La Piscina del Futuro potrebbe invece partire da sei domande semplici.

Cosa voglio sapereCosa posso osservare
Quante persone utilizziamo?ingressi e utenti attivi
Quanto tornano?frequenza media
Quanto utilizziamo l’acqua?occupazione per vasca e fascia
Quanto valore produciamo?ricavo per cliente e attività
Quanto ci costa produrlo?costo operativo e costo energetico
Come ci percepiscono?soddisfazione, reclami e rinnovi

Il valore non nasce dalla sofisticazione dell’indicatore, ma prende forma  dalla decisione che quel numero permette di prendere.

DAL NUMERO ALL’AZIONE

Se una fascia oraria è vuota, il dato dovrebbe generare una domanda: possiamo inserirvi scuole, senior, attività terapeutiche, aziende o nuovi format?

Se un corso ha una lista d’attesa: possiamo replicarlo?

Se un’attività perde partecipanti: è cambiata la domanda, l’istruttore, l’orario o la qualità percepita?

Se i consumi aumentano: dipende dal prezzo dell’energia oppure dal funzionamento dell’impianto o altre variabili?

Ogni numero dovrebbe quindi seguire una sequenza molto semplice:

dato → domanda → decisione → verifica.

Altrimenti rimane soltanto statistica.

UN CRUSCOTTO ANCHE PER LA PICCOLA PISCINA

Non occorre necessariamente acquistare piattaforme sofisticate. Anche un impianto indipendente, ovvero non facente parte di un grosso gruppo gestionale o di una catena, può iniziare con un cruscotto mensile di una pagina.

1. Presenze e utenti attivi. Non solo iscritti.

2. Frequenza. Quanto realmente tornano i clienti.

3. Utilizzo delle vasche. Confrontato per giorno e fascia oraria.

4. Ricavo per attività. Nuoto, corsi, attività verticali, servizi complementari.

5. Principali costi operativi. Energia, personale e manutenzione.

6. Soddisfazione e rinnovo. Per capire se il valore economico coincide con quello percepito.

Dopo alcuni mesi, emerge qualcosa di ancora più importante del singolo dato: la tendenza. Solo così la gestione comincia davvero a vedere la piscina.

L’IDEA WBOX

La Piscina del Futuro non è quella che possiede più dati., bensì è quella che riesce a trasformare pochi numeri comprensibili in decisioni migliori.

Misurare non significa controllare ossessivamente l’impianto, significa capire.

Capire quali attività stanno crescendo, quali spazi sono sottoutilizzati, quali clienti stanno cambiando comportamento, dove aumentano i costi e dove esistono opportunità ancora invisibili.

Perché una piscina piena non è necessariamente una piscina efficiente; e una piscina efficiente non è necessariamente una piscina capace di creare valore.

La vera sfida è tenere insieme utilizzo, sostenibilità economica e qualità dell’esperienza. Quando questi tre elementi cominciano a essere letti insieme, i numeri smettono di descrivere il passato.

Cominciano ad aiutare il gestore a costruire il futuro.

E proprio da qui può partire il prossimo capitolo: come trasformare le fasce orarie più deboli della piscina in nuove occasioni di servizio, domanda e ricavo, senza riempire semplicemente il planning di attività.

Scritto da redazione

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