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Catalogna: restrizioni nell’utilizzo dell’acqua per piscine, palestre e centri sportivi

GOFit, la catena fitness con palestre e piscine: gli operatori del fitness catalani sono scettici sulle restrizioni

L’emergenza siccità non sta preoccupando l’Italia in questa stagione piovosa, ma il problema, per la crisi climatica, tornerà. Ce lo ricorda la Spagna dove nella regione di Barcellona sono stati annunciati limiti sensibili

L’emergenza climatica non può essere dimenticata solo perché piove abbondantemente per un paio di mesi. È molto probabile, se non quasi certo, che seguirà un altro periodo di scarsità di pioggia, con conseguente siccità e grandi rischi per diversi comparti, fra cui quello dei centri sportivi e particolari disagi e difficoltà per piscine e palestre. In Italia abbiamo già sperimentato restrizioni, ancorchè territoriali e limitate ad un arco temporale stagionale, per l’uso dell’acqua di piscine private, talvolta anche pubbliche, e per le docce di palestre e centri sportivi.

Metropolitan Club, diffusi in Catalogna, hanno eleganti aree fitness e piscina: quanto verranno limitati dalle restrizioni annunciate?

Serve un programma di emergenza ben impostato per fronteggiare emergenze future. Ma in Italia siamo campioni della reazione emotiva e, solo a fatto conclamato e riproposto, ci destiamo abbandonandoci a grandi propositi a posteriori di pianificare (domani) ed organizzare soluzioni al problema, dimenticandoci poi di agire.

È auspicabile, infatti, che in questi tempi in cui l’emergenza non ha ragione di essere considerata, si stia procedendo con una adeguata programmazione, con la realizzazione di invasi per la raccolta di acqua e con la realizzazione di altre opere volte a scongiurare le conseguenze dovute alla siccità.

Staremo facendo veramente qualcosa oggi per evitare che domani ci si trovi a dover ridurre o impedire l’uso di acqua per piscine, palestre, campi da calcio e centri sportivi in generale? A noi sorge qualche (fondatissimo) dubbio.

Il campo centrale, teatro di grandi match di tennis, del Real Club Tenis Barcelona subirà limitazioni per docce e manutenzione dei campi?

A tenere desta l’attenzione sul problema arriva dalla Spagna la notizia che le restrizioni piuttosto rigorose sono state applicate in questi giorni in Catalogna, colpendo palestre e piscine, con una prevedibile reazione negativa degli operatori. Solo questo segnale dovrebbe tenerci desti e allertati in chiave ampiamente preventiva, ma anche noi operatori restiamo in letargo finchè il problema si ripropone con azzerate possibilità di soluzione.

Per sommi capi questo è quello che sta accadendo nel capoluogo Barcellona e nella sua regione: da un articolo pubblicato da palco23.com riportiamo alcuni passaggi, rilevando che lo scenario che emerge potrebbe tranquillamente essere quello configurabile nell’Italia sportiva a fronte di restrizioni sull’utilizzo dell’acqua.

SCETTICISMO DA PARTE DEL FITNESS SULLE RESTRIZIONI ANTI-SICCITÀ IN CATALOGNA

Il Ministro per il Clima, l’Alimentazione e l’Agenda Rurale della Generalitat della Catalogna, David Mascort, ha annunciato diverse restrizioni che interesseranno campi da calcio, piscine pubbliche e docce sportive . 

Le restrizioni si applicheranno a partire da gennaio 2024 , a meno che “a metà gennaio non cada abbastanza acqua e questa situazione duri fino a febbraio”.

Piscina Municipal de Montjuïc – Barcelona

Tra le principali proposte c’è l’obbligo di chiudere le docce nei centri sportivi della Catalogna, poiché, secondo Mascort, è lì che si consuma più acqua. Tuttavia, il settore del fitness vede con cautela le misure studiate dalla Generalitat e ritiene che “la possibilità che ciò accada sia molto remota”. 

Secondo alcuni operatori… Bisogna fare una distinzione tra i centri sportivi con strutture acquatiche e quelli che non ne sono dotati, poiché il settore ritiene che “l’impatto se verranno applicate restrizioni sarà molto diverso in entrambi i casi “.

Secondo gli operatori del fitness in Catalogna “se le misure verranno applicate non ci dovrebbe essere un impatto diretto sul numero di iscritti; “Nelle nostre previsioni non teniamo conto del fatto che i clienti abbandonino i club perché non possono fare la doccia nelle palestre “. 

Alcuni operatori del settore sono molto critici nei confronti del ministro, perché capiscono che “il fatto che un politico dica così senza la dovuta chiarezza crea panico e può essere avventato”.

L’associazione catalana delle palestre, Adecaf chiede consenso. Il suo presidente, August Tarragó, spiega che “ si è generata un po’ di confusione , le misure dovrebbero essere concordate e chiarite”.

Fonte: palco23.com

Scritto da redazione