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Ci vuole il boccaglio, oltre alla maschera, per immergersi nelle difficoltà del periodo

Tuffarsi ed immergersi nel contesto attuale delle piscine richiede abilità maggiori rispetto al passato - ph Patrick Case by Pexels

I segnali di ripresa di un settore molto provato non sono confortati da una coesione programmatica, prevalendo individualità in ordine sparso e un’endemica assenza di cultura acquatica che permetta di esprimere il reale potenziale del comparto

gurnari@benaquam.com

Tra le riaperture del post – Covid (che comunque gira ancora tra noi …) va segnalata la ripresa delle Fiere, esposizioni che anche il settore dell’acquaticità ha ben frequentato fino al 2019.  Le recenti expo in tutta Europa registrano un notevole incremento di espositori e di visitatori: sembra quasi un rilancio appieno del business in tutti i comparti merceologici, forse con rinnovato impegno e forse per la voglia di ricominciare quella che era la “normalità”, nonostante l’accattivante proposta che viene dal web.

Ripensare il sistema piscina approfondendo una cultura dell’acqua ancora troppo superficiale fra gli oepratori ph Rafael Silva by Pexels

Le persone cercano le persone ed un luogo di incontro per eccellenza è anche quello delle esposizioni fieristiche. Durante i giorni di kermesse ovunque non sono mancati e sono proposti convegni, seminari e work-shop destinati a suscitare interessi e curiosità, ma anche oggetto di verifica del polso della situazione, sia in termini di mercato che di analisi delle attese. Con lo spauracchio degli esiti delle guerre in corso…

Più o meno le formule sono quelle del passato, ma con una voglia di ricominciare a lavorare forse meno pretestuosa, ma più determinata a superare le attuali difficoltà.

La realizzazione di nuove strutture si scontra con la carenza di finanziamenti e con nuove assillanti procedure burocratico-amministrative

Ma con quali novità e quali prospettive?

Il contesto socio economico non è certo roseo: sempre più piscine chiudono o lasceranno la gestione; molti impianti, già in sofferenza nel passato, non si sa se avranno la forza di riprendersi o rilanciarsi; la realizzazione di nuove strutture, programmate da tempo, deve fare i conti con la carenza di finanziamenti e nuove assillanti procedure burocratico-amministrative e persino le vasche per la riabilitazione in acqua o addirittura alcuni stabilimenti termali probabilmente non andranno in esercizio.

Nuove realizzazioni e cantieri da ultimare sono frenati dall’aumento sconsiderato dei costi e da appesantimenti burocratico-amministrativi – ph Get Pools Done, G Orsatti

Le cause le conosciamo: difficoltà economiche, gli aumenti dei costi fissi, gli incredibili incrementi delle spese energetiche, i listini dei consumabili che cambiano continuamente verso l’alto, i problemi del personale, la minor capacità di spesa degli utenti. Ma a fronte di questo quadro quanto meno preoccupante non si avverte uno sforzo comune o di singoli gruppi imprenditoriali alla ricerca di soluzioni praticabili. Come se tutto accadesse fatalmente e quindi rendesse inermi i più, anche se dotati di buoni propositi.

Sembra quasi che si aspetti un miracolo: che il potere politico o i colossi finanziari intervengano per dare una mano, offrire soluzioni e sostenere un possibile sviluppo. Ed i colossi del sistema produttivo, magari consci del fatto di essere sopra le parti, hanno altro a cui pensare!  Nel frattempo, molte centinaia di titolari e gestori di impianti auspicano di non fallire.

Purtroppo bisogna annotare che ancora una volta si tratta di un problema irrisolto: quello culturale.

Le difficoltà storiche portano alla mancanza di una visione prospettica e non consentono di ipotizzare le possibilità di mettere a frutto le grandi potenzialità del comparto “acquatico”

Da una parte incredibili successi agonistici degli sport acquatici e dall’altra un comparto fatto di tanti singoli, ognuno con i propri convincimenti, le proprie capacità ed un modesto o trascurabile interesse a prestarsi ai necessari confronti, a creare scuole gestionali, preparazione tecnico scientifica, corporativismi o almeno condivisioni. Queste difficoltà storiche portano inevitabilmente alla mancanza di una visione prospettica del futuro e non consentono di ipotizzare le possibilità di mettere a frutto le grandi potenzialità connesse all’impiego dell’acqua non solo per il nuoto o l’aqua-gym, ma per l’enorme gamma delle possibilità di impiego nella prevenzione, cura sanitaria e socio-sanitaria.

Queste affermazioni nascono anche dalla constatazione che gli interessi per lo sviluppo del comparto sono ancora limitati. La riprova nasce dalla scarsa o estremamente ridotta presenza di addetti alle piscine nelle esposizioni non strettamente connesse a vasche e piscine.

La recente fiera K-Energy tenutasi a Rimini

Eppure, ad esempio, durante i quattro giorni di K Energy alla Fiera di Rimini (8-11 novembre 2022), di proposte che interessano anche l’acquaticità ce ne sono state tante: dai numerosi appuntamenti culturali (tra tutti, quelli sulle Comunità Energetiche) ad un numero elevato di proposte tecnologiche in tema di recupero energetico, ricorso alle rinnovabili e risparmio su tutti i centri di costo per far funzione in modo sostenibile (per tasche ed ambiente) anche un impianto natatorio. Queste assenze dobbiamo collegarle al fatto che ci si affida ai professionisti per queste scelte? Forse, ma anche probabile che non esista ancora una sensibilità adeguata per questi temi che rappresentano invece un avvio di futuro. Senza contare che il tema dell’acqua e delle sue potenzialità, anche energetiche, costituisce un elemento culturale di primaria, se non assoluta, importanza per il sostegno e lo sviluppo del comparto acquatico.

Sarebbe fondamentale che il popolo dell’acquaticità promuovesse iniziative volte alla ricerca di nuove soluzioni sia in campo culturale che tecnico scientifico e divulgativo

Sarebbe auspicabile che il popolo dell’acquaticità si facesse promotore di iniziative, oltre quelle sindacali e promozionali, finalizzate alla ricerca di nuove soluzioni sia in campo culturale che tecnico scientifico e divulgativo. Una spinta in questo senso potrebbe portare a interessi specifici nei Centri di Ricerca, gruppi di lavoro mirati, favorendo la creazione di start up o progetti di innovazione che davvero possano far nascere diverse e concrete prospettive per l’acquaticità in tutte le sue espressioni. Strano a dirsi, persino in Portogallo alcune start up (finanziate anche da Programmi di Ricerca e Sviluppo europei) stanno portando avanti progetti davvero innovativi, come quello dei pannelli fotovoltaici flottanti e riposizionabili.

Anche in una palestra, rilanciare l’idea di acquaticità significa elevare il proprio potenziale di offerta per una clientela alla ricerca di esperienze uniche e complete – ph istock

In Italia alcune organizzazioni come EAA, con corsi di formazione e proposte educazionali, sono nella loro unicità ed isolamento un vero valore aggiunto, ancor più se ci confrontiamo con altri Paesi. Serve un processo più allargato e meno didascalico-istituzionale per poter attingere a qualcosa di diverso, sicuramente strategico ed arricchente per la cultura dell’acqua da cui non si finirà mai di apprendere. Ma non può essere che si basi su poche organizzazioni quando il percorso dovrebbe essere sistemico.

Scritto da Gianni Gurnari

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