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CONGEPI: assemblea annuale e documento programmatico

Il Direttivo di CONGEPI all'assemblea annuale tenutasi ad ForumPiscine il 14 febbraio

A ForumPiscine, ad un anno dalla fondazione della Confederazione, si è tenuta l’assemblea annuale nel corso della quale è stato presentato e approvato il documento programmatico

Un anno fa, nel corso di ForumPiscine 2023, veniva presentata CINGEPI, frutto dell’intesa fra Associazioni di categoria più o meno storiche e territoriali, e il paziente lavoro di sintesi svolto annche da Marco Sublimi e ForumPiscine per facilitare le convergenze necessarie.

È così nata la Confederazione che, prima fra tutte nel comparto sportivo, ha dimostrato come sia possibile unire realtà rappresentative fino al giorno prima distanti e incapaci di convergere verso un progetto basato su coesione e condivisione.

In questo modo, il settore piscina, con specifico riferimento alle società di gestione degli impianti acquatico-natatori, oggi può contare su un’unica voce e rappresentanza delle istanze degli operatori, stagliandosi nettamente per il numero di società e per la forza rappresentativa che esprime.

Un percorso che, come ha espresso il presidente Luca Bosi in un’intervista a HA Wellbeing, pubblicata poi anche su wbox.it, è aperto a chiunque desideri essere parte del progetto confederativo, dalla singola società ad altri aggregati rappresentativi del settore o di comparti contigui.

Il documento programmatico presentato il 14 febbraio nel corso dell’assemblea, viene integralmente riportato, ritenendo questo programma utile e fondamentale per chi è parte di CONGEPI, ma sicuramente anche per larga parte degli operatori dei settori piscine e sportivo.

Il testo inviato alla nostra redazione viene introdotto da un commento pubblicato sul sito di CONGEPI https://www.congepi.it/

AL FORUMPISCINE 2024 SI È TENUTA L’ASSEMBLEA ANNUALE DI CONGEPI

Esattamente un anno fa, proprio qui al ForumPiscine Expo & Congress, Congepi nacque grazie al contributo e all’impegno di tante realtà decise ad unirsi per il bene del settore natatorio.

In quella sede ci facemmo una promessa solenne: che avremmo fatto di tutto per difendere e rilanciare un settore in grave difficoltà, portando istante e proposte ai diversi livelli istituzionali.

Un impegno che abbiamo cercato di onorare in ogni modo e che continueremo a perseguire, con ancora più forza e concretezza, per il futuro.

Un ringraziamento speciale a ForumPiscine Expo & Congress, per l’ospitalità e a tutto coloro che hanno partecipato a questa giornata così importante e simbolica per Congepi e per il settore.

DOCUMENTO PROGRAMMATICO ASSEMBLEA CONGEPI

14 febbraio 2024

IVA per corsi nuoto Associazione Sportiva Dilettantistica e SSD e IVA al 5% per tutte le attività presso le strutture natatorie

La Commissione Bilancio ed Affari Costituzionali della Camera ha approvato un emendamento in sede di conversione in legge del D.L 51/2023, noto come Decreto omnibus, con il quale è stato previsto il rinvio al 1° luglio 2024 dell’esenzione IVA per gli enti non commerciali. Di fatto si posticipa al 1° luglio 2024 l’entrata in vigore di alcune modifiche alla disciplina IVA che mirano a ricomprendere una serie di operazioni, come l’attività corsistica, tra quelle aventi natura commerciale, seppure esenti ai fini IVA.

E’ da tener conto che in fase di conversione del decreto il legislatore non ha recepito la proposta legislativa iniziale legata all’estensione dell’esenzione IVA (prevista per organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale con ricavi annui inferiori a 65.000€) alle attività didattiche rese da ASD/SSD.

L’entrata in vigore di tale norma il 1° luglio 2024 crea un impatto negativo molto significativo, in particolare per le realtà che nei propri meccanismi gestori hanno anche diverse poste che già sono soggettate ad aliquota IVA, ma soprattutto appare profondamente complessa la gestione di un tale cambiamento nel pieno di un anno fiscale.  

CONGEPI quindi propone:

  • che si riprenda la prima formulazione con la previsione che anche ASD/SSD rientrino tra i soggetti che possono proseguire nella gestione della pratica sportiva verso i tesserati in regime di esenzione IVA
  • che si posponga comunque l’entrata in vigore della norma al 1° gennaio 2025

Ma soprattutto:

Inoltre si ribadisce la necessità di una norma che inserisca tutte le attività a regime IVA con un’aliquota del 5%, provvedimento che risulterebbe di certa “convenienza” anche per lo stesso erario. Se lo sport è salute e benessere appare davvero inverosimile che abbia un’aliquota che è doppia, ad esempio, a quella dei ristoranti. Si ritiene invece che un’aliquota al 5% possa essere quella maggiormente compatibile con il tipo di attività proposta

Proposta di introduzione di detrazione fiscale per la pratica sportiva in quanto si tratta di un presidio sanitario a tutti gli effetti

Le “Linee di indirizzo sull’attività fisica per le differenti fasce d’età e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione” del Ministero della salute” rendono evidente la necessità di un’azione coordinata tra Governo, Regioni, PA e gestori che sappia colmare un gap particolarmente presente in Italia rispetto alla facilità di accesso alla pratica sportiva, anche con un meccanismo incentivante mediante detrazioni delle spese sostenute. Con la consapevolezza che un tale provvedimento ha effetti sul bilancio dello stato (minori entrate) ma che, a nostro avviso, risultano nettamente compensate dalla minore spesa sanitaria a fronte di una popolazione che pratica abitualmente e massivamente sport. Studi accreditati e consolidati dimostrano ampiamente come 1 euro destinato allo sport produca un risparmio ospedaliero di almeno 5 euro.

Usando uno slogan si potrebbe facilmente asserire che “un abbonamento annuale in piscina costa meno di un posto letto giornaliero in ospedale” e fornisce un benessere diffuso alla persona.

Per queste ragioni la proposta di CONGEPI è:

Ampliare quanto previsto all’art. 15 i-quinques del TUIR (le spese, per un importo non superiore a 210 euro, sostenute per l’iscrizione annuale e l’abbonamento, per i ragazzi di età compresa tra 5 e 18 anni, ad associazioni sportive, palestre, piscine ed altre strutture ed impianti sportivi destinati alla pratica sportiva dilettantistica rispondenti alle caratteristiche individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, o Ministro delegato, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, e le attività sportive) a ogni fascia di età e con un innalzamento dell’importo massimo da 210 euro a 300 euro.

Questo significherebbe dare un senso autentico e compiuto al connubio sport e salute, definendo così lo sport una sorta di bene essenziale, in ragione degli evidenti impatti positivi sia sul piano sanitario che su quello sociale.

Efficientamento energetico, strutturale e architettonico del patrimonio impiantistico.

Nel 90% dei casi i gestori di impianti sportivi, in particolare quelli natatori, sono concessionari di strutture pubbliche. Come in molti ambiti dello sport italiano, anche questi impianti sono nella maggior parte vetusti e certamente poco performanti da un punto di vista energetico. La contingenza del “caro bollette” ha solamente acuito una situazione nota da tempo, ma è evidente che le società di gestione (anche in ragione delle caratteristiche delle convenzioni: tariffe imposte, costi alti, patrimoni sociali scarsi) non hanno avuto la possibilità di fare investimenti in tal senso.

Questo è un assunto che sino a poche settimane fa supportavamo dall’esperienza diretta dei gestori, oggi, invece, grazie al 1° Rapporto Nazionale sul Consumo Energetico degli Impianti Natatori, realizzato da FIRE (Federazione Italiana per l’uso razionale dell’energia) in collaborazione con il Comitato Scientifico di FORUM PISCINE e la stessa CONGEPI, siamo in grado di dimostrarlo con dati scientifici ed oggettivi.

Questi dati parlano chiaro: vi è un elevato consumo di natura energetica che potrebbe essere sensibilmente ridotto con interventi massivi di efficientamento. Una progettualità di questo tipo avrebbe un triplo effetto positivo: ambientale (con la riduzione delle emissioni), economico (con la riduzione dei costi correlata a quella dei consumi), patrimoniale (con il miglioramento dei fabbricati e degli impianti, per la maggior parte pubblici, in questione).

Mai come oggi, quindi, sarebbe importante un intervento massiccio ma mai come oggi risulterà impossibile realizzarlo senza risorse e/o garanzie pubbliche.

CONGEPI propone che:

  1. Tutte le norme che prevedono incentivi/bonus siano estese alle società che gestiscono impianti sportivi.
  2. Siano erogati contributi a fondo perduto per progetti di efficientamento energetico e che tali contributi diano una copertura almeno del 60-70% dell’ammontare complessivo dell’investimento, con un limite di 200.000 a singolo intervento.
  3. Sia messo in campo un fondo nazionale di garanzia (tramite MCC, SACE, Sport&Salute,…) a cui possano accedere le società che vogliono ricorrere al credito bancario per fare interventi di efficientamento e/o revamping complessivo dei loro impianti. Senza una misura di questo tipo l’accesso ai finanziamenti bancari di tali società è pressochè inibito e di conseguenza non sarà possibile intervenire.
  4. Sia previsto un meccanismo normativo che consenta, a fronte di investimenti da parte dei gestori, una sorta di automatismo di allungamento dei tempi concessori, senza il quale mancherebbe lo spazio temporale necessario per l’ammortamento degli stessi interventi.

Risparmio idrico a contrasto del fenomeno siccità

Gli impianti natatori sono per definizione energivori sotto ogni punto di vista e hanno un elevato consumo di acqua potabile. Diversi fattori ambientali stanno sviluppando fenomeni di evidenti crisi idriche ed è quindi importante trovare forme di risparmio.

CONGEPI propone:

  • che siano effettuati adeguati studi volti a verificare la possibilità di ridurre sensibilmente la percentuale di ricambio d’acqua, stimando che tale limite possa essere ridotto all’1,5% del volume dell’acqua su base giornaliera. Ciò anche in ragione dell’evoluzione tecnologica dei trattamenti chimici, che sono in grado di abbattere facilmente le cariche batteriche per mantenere nella norma i parametri di legge.
  • Che si definisca, almeno a livello delle singole Regioni, un costo dell’acqua unico (oggi varia da provincia a provincia con tariffe che vanno da 0,90€/mc a 4€/mc) e che per l’impiantistica sportiva sia applicata la medesima tariffa applicata agli Enti Pubblici.

In termini generali saper nuotare è prima di tutto un “dispositivo” di sicurezza poiché salva la vita delle persone. Per questa ragione insistere su politiche sociali e di investimenti che favoriscano la pratica sportivo-natatoria aumenterà la sicurezza e il benessere della collettività.

Scritto da redazione