Come sta cambiando o dovrebbe cambiare l’etica del lavoro e quali sono i benefici per la salute mentale e fisica dei dipendenti, attraverso programmi e servizi che prevedano esercizio fisico o recupero mentale: la situazione americana
Si fa un gran parlare di welfare aziendale e di soluzioni che favoriscano il benessere fisico e mentale, oltre alla prevenzione e alla salute dei dipendenti.
Ma oltre al parlare, troppo spesso, non si va.

Anche i datori di lavoro – invero non tantissimi in Italia, considerando che pure le aziende fornitrici del comparto palestre e piscine non si distinguono in tal senso – che provano ad offrire benefit che si sostanzino in spazi/tempo per l’esercizio fisico o per il recupero mentale spesso si trovano a fronteggiare un “muro” da parte degli stessi dipendenti, ben poco orientati allo schiodarsi dalla sedentarietà, per insensibilità verso le proposte salutari e preventive offerte ad ognuno.
In Italia mancano e la cultura dell’esercizio fisico e l’attenzione delle imprese (e lavoratori) al corporate fitness/piscina che sarebbero una panacea per la salute e il benessere di ogni operatore (anche dei dirigenti), nonché una garanzia per migliorare la produttività ed evitare l’assenteismo per patologie lievi o croniche.
In questo quadro, chi si sta spendendo perché ci sia una crescita sensibile del corporate fitness (fra gli altri, uno dei professionisti più attivi su tale fronte è sicuramente Gerardo Ruberto, autore del libro “Vivi meglio” e di diversi articoli sul tema) alle volte sembra essere una voce isolata nel deserto.
Tuttavia, il processo di cambiamento su questo fronte, anche se lento, sta un po’ alla volta prendendo consistenza, mutuando modelli di altri Paesi, fra cui gli USA, decisamente più evoluti in tale ambito. Lo documenta bene l’articolo che segue di Fitt Insider, che si appella addirittura ad una nuova “etica” del lavoro, collegata proprio al benessere della persona. Ma l’insegnamento e il segnale vengono dalle nuove generazioni: meno stress lavorativo, anteponendo la salute e il benessere allo stipendio e alla carriera.
Sicuramente quella del corporate wellness è una gigantesca opportunità che le stesse palestre e piscine nazionali potrebbero cogliere, sempre che chi le guida abbia la consapevolezza della fenomenale occasione che non andrebbe assolutamente trascurata.
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Il lavoro ha bisogno di una nuova etica

L’anno scorso il coinvolgimento dei dipendenti negli Stati Uniti ha toccato il minimo decennale, con quasi il 60% sull’orlo delle dimissioni a causa di problemi di salute mentale e il 61% che ritiene che nessuno al lavoro si preoccupi di loro.
Bloccato in un ciclo tossico, l’83% è costantemente stressato dal lavoro, ma l’insicurezza del lavoro alimentata dall’intelligenza artificiale e i licenziamenti stanno rendendo le persone spaventate all’ idea di prendersi del tempo libero. Non è infondata, la ricerca suggerisce che i dipendenti che stabiliscono limiti riparatori hanno maggiori probabilità di essere scartati per le promozioni.
Perennemente esaurito, il 60% utilizza il proprio tempo libero per riprendersi dal lavoro, senza mai godersi la vita. Incolpando la presa del lavoro, il 36% ha smesso di fare esercizio, il 32% ha smesso di socializzare e il 25% non si diverte.
ETICA DEL LAVORO
Ripensando i contratti, la metà dei millennial e della Gen Z accetterebbe una retribuzione più bassa per lavorare per un datore di lavoro più consapevole del benessere, con la maggioranza che concorda sul fatto che una mente calma, un corpo sano, relazioni forti e una vocazione allineata ai valori siano una flessione maggiore del denaro.
Vedendo le aziende tagliare ruoli senza rimorsi, i dipendenti non vedono alcun motivo per essere fedeli, lasciando il 75% dei settori in difficoltà per trattenere i migliori talenti. Infrangendo le regole per bilanciare la bilancia, sempre più persone rivelano pubblicamente gli stipendi, saltano da un’azienda all’altra e prendono “micro-pensionamenti” per ricaricarsi.

SISTEMI DI SUPPORTO
I pacchetti benessere aziendali sono la posta in gioco, ma alleviare lo stress quotidiano richiede spazi sani e connessione umana.
Campus creativi. A fare da ponte tra arti e scienze, SHACK15 di San Francisco, Moss di Los Angeles e Loom di Londra combinano comunità professionale, corsi di benessere e socializzazione interdisciplinare.
Mettendo il fitness al primo posto, palestre come Kollective e MNTSTUDIO stanno seguendo le orme di Life Time ed Equinox aggiungendo scrivanie ai centri ricreativi.
Progettando pensando alla neurodiversità e alla natura, concetti come The Hive di Katz Architecture vedono le strutture multiuso, con asili nido, doc ed energia dinamica, come il futuro. All’estero, Little Houses reinventa il villaggio locale con santuari incentrati sulla famiglia che incontrano il lavoro e il gioco.
Effetti di rete. Gli approcci top-down, The Founder Health Coalition e la Virgin StartUp Community di Richard Branson aiutano i fondatori a scalare senza sacrificare la salute mentale.
Allo stesso modo, gruppi sociali come Art of Mondays e Rally riuniscono i costruttori per sudare, scambiare idee e ottenere finanziamenti, mentre Monday Girl e The Female Quotient curano esperienze per le donne.
CAMBIAMENTI POLITICI
Diventando creative, le aziende offrono palestre in loco, supporto per la pianificazione familiare e stipendi per il benessere per distinguersi, con Roblox che copre anche CGM e scansioni DEXA. Ma con l’ingresso dell’intelligenza artificiale nei flussi di lavoro, il momento attuale richiede di più.
Sfruttata in modo responsabile, la tecnologia può rimodellare le aspettative di vita lavorativa, consentendo politiche di benessere aziendale di nuova generazione come settimane lavorative di quattro giorni, PTO prolungato e periodi sabbatici periodici.
Battuta finale: Con l’aumento della disuguaglianza di ricchezza e il declino del benessere, le manette d’oro stanno perdendo fascino. Un passaggio generazionale, i dipendenti più giovani stanno mettendo in discussione lo scopo del lavoro, cercando un lavoro mirato, mettendo la salute prima del denaro e lasciando andare il percorso lineare.