Si tratta di un’operazione da 2 miliardi di sterline nel segno del premium; in Italia sono solo due i club del prestigioso marchio
L’8 settembre TDR Capital ha annunciato la vendita della propria partecipazione in David Lloyd Leisure a un nuovo continuation vehicle, denominato TDR Capital Titan, che ne acquisisce il controllo di maggioranza.
L’operazione coinvolge investitori come la Children’s Investment Fund Foundation (TCI), S3, Coller Capital, CVC Secondary Partners e Hollyport Capital, e prevede risorse fresche per oltre 800 milioni di sterline, di cui circa 100 milioni destinati allo sviluppo dell’azienda. Il resto – circa 1,2 miliardi di sterline– riguarda il debito preesistente che viene incorporato nella nuova struttura. Financial TimesReutersCVC

TDR aveva acquisito David Lloyd nel 2013 per circa 190 milioni di sterline, supportati da 528 milioni di debito, e già entro il 2021 aveva recuperato oltre 550 milioni di sterline attraverso dividendi e rifinanziamenti Financial Times+1. Sotto la sua gestione, il gruppo è passato da circa 90 a oltre 130 club (soprattutto nel Regno Unito, con presenza in Europa) e ha investito circa 46 milioni di sterline in innovazione e miglioramenti nel 2023 Financial Times+1. Il piano ora è dedicare ulteriori 100 milioni di sterline a apertura di nuovi club, ampliamento delle spa, del padel e delle aree evolute. Financial TimesCVC
Tom Mitchell, Managing Partner di TDR, ha affermato che l’operazione “ha consentito ai nostri attuali investitori la possibilità di un’uscita totale” e che restano “molto soddisfatti di poter continuare a lavorare con l’intero team di David Lloyd” Reuters.
Perché questo è un segnale strategico anche per l’Italia
Ricordiamo che David Lloyd ha stanziato recentemente 4 milioni di euro per riqualificare i due club presenti sul territorio italiano, quello di Malaspina_Milano e quello, ben più recente, di Modena. La presenza di David Loyd in Italia, se comparata a quella in altri paesi, fra cui la Spagna, è veramente ridotta al minimo, anche se in passato dal gruppo inglese sono state valutate possibili acquisizioni di centri sportivi nella Capitale e in altre grandi città per rafforzare la propria presenza nella Penisola.

Al di là dei tentativi non andati a buon fine in passato e della scelta di rinnovare i due club italiani, considerando il mercato nazionale e il peso strategico di gruppi come David Lloyd vale la pena considerare quanto segue:
- Segmento premium ancora appetibile: l’interesse di investitori qualificati per un brand wellness/refined conferma che prodotti simili continuano ad attrarre capitale, anche in scenari complessi come quello attuale.
- Capex mirato re-styling più che espansione forzata: il modello David Lloyd si basa sulla valorizzazione degli spazi esistenti (spa, racquet, padel, family), strategie replicabili anche in contesti urbani italiani dove fare leva sulla qualità è più sostenibile di aprire nuove strutture.
- Modelli alternativi di exit M&A: l’uso di un continuation vehicle offre un’opzione elegante quando il mercato picchi non è accessibile. In Italia, ancora in fase embrionale per il consolidamento del settore fitness/wellness, questo approccio può essere una leva per generare valore senza necessità di una vendita tradizionale.
Breve cronologia dell’operazione
| Elemento | Dato principale |
| Valutazione | Circa 2 miliardi di sterline Financial TimesReuters |
| Equity fresca | Circa 800 milioni sterline totali, di cui £100 milioni su investimenti Financial TimesCVC |
| Debito trasferito | Circa 1,2 miliardi di sterline Financial Times |
| Espansione | Da 90 a 130 club; spinta su spa e innovazione Financial Times+1 |
