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Domande e risposte: questioni lavorative e fiscali dal chinesiologo al massaggiatore

L'Esperto risponde su questioni riguardanti lavoratori sportivi con ruoli diversi ph freepik

Un nuovo intervento della nota commercialista Beatrice Masserini (Studio Cassinis) per rispondere ad alcuni quesiti su argomenti che possono interessare a molti operatori e a ASD e SSD

beatrice.masserini@studiocassinis.com

“Vorrei sapere se sono detraibili le prestazioni erogate da un chinesiologo LM-67, che svolge servizi di “attività fisica adattata” (Afa).”

Il chinesiologo LM-67 è uno specialista del benessere riconosciuto dal D. Lgs. 36/2021. Nell’articolo 41, comma 3, di tale Decreto, è precisato che, per esercitare l’attività professionale di chinesiologo delle attività motorie preventive ed adattate, è necessario il possesso della laurea magistrale in Scienze e tecniche delle attività motorie preventive ed adattate (classe LM-67).
Tale norma evidenzia, inoltre, che «l’esercizio dell’attività professionale di chinesiologo delle attività motorie preventive ed adattate ha per oggetto:

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a) la progettazione e l’attuazione di programmi di attività motoria finalizzati al raggiungimento ed al mantenimento delle migliori condizioni di benessere psicofisico per soggetti in varie fasce d’età ed in diverse condizioni fisiche;

b) l’organizzazione e la pianificazione di particolari attività e di stili di vita finalizzati alla prevenzione delle malattie ed al miglioramento della qualità della vita mediante l’esercizio fisico;
c) la prevenzione dei vizi posturali ed il recupero funzionale post-riabilitazione finalizzato all’ottimizzazione dell’efficienza fisica;

d) la programmazione, il coordinamento e la valutazione di attività motorie adattate in persone diversamente abili od in individui in condizioni di salute clinicamente controllate e stabilizzate».
In relazione all’attività fisica adattata (Afa), coloro che l’hanno praticata in qualità di paziente possono fruire anche quest’anno del credito d’imposta, fiscalmente riconosciuto dalla Legge di Bilancio per il 2022 (n. 234/2021), che può essere portato in diminuzione delle imposte dovute indicandolo con codice 12 nel quadro G, sezione XIII, del modello 730, oppure nel quadro CR, sezione XII, del modello Redditi PF. La quota non utilizzata può essere riportata nelle dichiarazioni dei redditi relative ai successivi periodi d’imposta.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è possibile presentare l’istanza per il riconoscimento del credito d’imposta per le spese sostenute per lo svolgimento dell’attività fisica adattata.

L’emissione della fattura elettronica dal 1° gennaio 2024 è obbligatoria anche per la figura del massaggiatore ph freepik

“Il massaggiatore capo bagnino degli stabilimenti idroterapici è obbligato ad emettere fattura elettronica nei confronti dei pazienti, in particolare nel caso in cui venga effettuata una prestazione (per esempio, un massaggio) senza preventiva prescrizione medica?”

La risposta è affermativa.

Dal 1° gennaio 2024 tutte le fatture e le note di variazione devono essere emesse in formato elettronico. Ciò anche se si tratta di soggetti in regime forfettario ed indipendentemente dall’ammontare dei ricavi/compensi dell’anno precedente. A partire da tale data, infatti, cessa il periodo transitorio nel quale era consentito continuare ad emettere fatture in modalità cartacea, peraltro solo ai contribuenti in regime forfettario (di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89, della legge 190/2014, di Stabilità per il 2015) od in regime di vantaggio (di cui all’articolo 27, commi 1 e 2, del DL 98/2011), che nell’anno 2021 avessero conseguito compensi/ricavi non superiori a 25.000 euro. Lo stesso vale per tutte le associazioni sportive dilettantistiche e le società sportive dilettantistiche che hanno esercitato l’opzione per l’applicazione del regime speciale ai fini dell’Iva e delle imposte sui redditi (articoli 1 e 2 della legge 398/1991), anche se con ricavi commerciali annui inferiori ai 25.000 euro. Rimangono escluse dal perimetro di applicazione le fatture emesse dai medici a fronte di prestazioni sanitarie rese a favore di privati.

I versamenti in contanti sul conto corrente espongono più facilmente a controlli dell’Agenzia delle Entrate, peraltro legittimi ph katemangostar by freepik

“Sono un lavoratore dipendente, non ho altri redditi e non svolgo alcuna attività d’impresa o di lavoro autonomo. L’Agenzia delle Entrate mi ha notificato un accertamento bancario, contestandomi alcuni versamenti in contanti sul mio unico conto corrente di circa 2.000-3.000 euro ciascuno. È legittimo?”

La risposta è positiva. Secondo il consolidato orientamento della Suprema Corte, infatti, le presunzioni bancarie hanno portata generale e si riferiscono a qualsiasi contribuente, quale che sia l’attività da questi svolta e quale che sia la fonte dei suoi redditi. I prelevamenti, però, non possono essere utilizzati come presunzione di reddito per le persone fisiche che non svolgono attività d’impresa o di lavoro autonomo (senza partita Iva), mentre i versamenti sono indicativi di reddito per tutti i contribuenti (tra le tante, Cassazione 28314/2022, 10187/2022, 18332/2021, 18065/2016), pensionati e dipendenti compresi. Inoltre, i dati risultanti dai conti correnti bancari possono essere utilizzati sia per dimostrare l’esistenza di un’eventuale attività occulta (impresa, arte o professione), sia per quantificare il reddito da essa ricavato (Cassazione 8599/2023).

Scritto da redazione