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E’ il paese dei balocchi: con la proroga del safeguarding continua la farsa delle proroghe

Proroga SafeGuarding ph MPS

A tre giorni (3!) dalla scadenza prevista da mesi, arriva l’ennesimo intempestivo posticipo che, per accontentare pochi, scontenta e prende in giro tutti coloro che si erano preparati per rispettare la data del 1° luglio

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Non è una novità, ma istituzioni sportive e governo si stanno superando. Già in passato avevano brillato con annunci fuori tempo massimo di proroghe relative a scadenze di norme o adempimenti che l’indomani erano attesi nella loro piena applicazione.

Aveva poi sconcertato (eufemismo, perché molti erano piuttosto alterati), tre giorni fa, il posticipo fuori tempo massimo del vincolo sportivo, suonando come l’ennesima beffa per chi da mesi si era adoperato per essere in regola dal 1° luglio. Tant’è che FIPAV e FIP coralmente hanno dichiarato che per loro la norma sul vincolo sportivo vale dal 1° luglio, ignorando la proroga per rispetto di atleti, dirigenti e società affiliate alle loro federazioni.

ph CSI

Ma mai sottovalutare le decisioni tardive e un filino imbarazzanti di chi calpesta puntualmente l’operato di società e dirigenti corretti che da mesi sono pronti per rispettare le date indicate.

A tre giorni dal 1° luglio, data prevista perché entri in vigore a tutti gli effetti il safeguarding – curioso che in Italia, Paese notoriamente poco portato a parlare le lingue straniere, si usino espressioni anglofone per istituti che devono essere molto radicati nel nostro sistema normativo sportivo – che avrebbe il non sottovalutabile compito di tutelare e proteggere i minori da violenze, discriminazioni e abusi, i bontemponi, che a Roma occupano le poltroncine del potere, incuranti di programmare le comunicazioni per tempo, hanno stabilito ancora una volta che “dai, abbiamo scherzato… anche in questa circostanza si posticipa“.

Non di una settimana, non di un mese, di sei: pertanto il safeguarding – relativamente alla formalizzazione/nomina del responsabile contro abusi, discriminazioni, violenze all’interno di ogni società sportiva: ma era così complicato indicare/nominare un responsabile a tal punto da giustificare una proroga? – ora ha una nuova scadenza, 31 dicembre 2024.

Possiamo concludere che essere retti in Italia, nel settore sportivo in particolare, è un vezzo da non considerare. Purtroppo  questo è lo specchio di un Paese in declino che riflette sì la pochezza di chi è ai vertici istituzionali in tutti gli ambiti del potere (a vedere cosa accade oltreoceano o i molti paesi europei la musica non  è molto differente), ma che ritroviamo pari pari in un popolo che, evidentemente, votando per certe figure decisamente inadeguate al ruolo e che, a loro volta, poi scelgono funzionari e burocrati da cui lo sport dipende, preferisce replicare il degrado di cui i social sono la più fervida espressione. Non è un caso che il 51% degli italiani non voti: possiamo auspicare sia la maggioranza sana che non si identifica in chi guida (o è minoranza la sostanza non cambia) il Paese dei balocchi.

Prendiamo comunque buona nota: il safeguarding non è più da considerare entro il 1° luglio, bensì dal 31 dicembre del corrente anno.

ph MPS

Questo il laconico comunicato diffuso dal CONI:

“Con la presente per comunicare che, con delibera presidenziale n. 159/89, assunta in data odierna,  anche in attesa della emanazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri o dell’Autorità politica da esso delegata in materia di sport, di cui all’articolo 33, comma 6, del d.lgs. n. 36/221, si è provveduto a prorogare sino al 31 dicembre 2024 il termine di cui al punto 3 della deliberazione del Consiglio Nazionale n. 255 del 25 luglio 2023, secondo il quale le “Associazioni e le Società sportive affiliate devono nominare entro il 1° luglio 2024 un Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, con lo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui tesserati nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi, anche ai sensi dell’art. 33, comma 6, del d.lgs. 36/2021”.

Scritto da Marco Tornatore