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Fattori di rischio e sedentarietà le due facce della stessa medaglia

L'obesità è contrastabile con sani stili di vita per evitare da anziani di soffrire di patologie serie ed invalidanti ph freepik

La maggiore aspettativa di vita nasconde un serio problema: si vive più a lungo ma in condizioni di salute precarie, prevenibili con un corretto stile di vita i cui perni sono esercizio fisico e nutrizione veri rimedi a patologie e sovrappeso

Questo articolo è stato pubblicato su HA Wellbeing di maggio-giugno 2024

scazzosigianluca@gmail.com

Nel mese di febbraio 2024 è stata pubblicata la seconda edizione del rapporto “Osservatorio Valore e Sport “a cura di “The European House – Ambrosetti” (potete scaricare il PDF del documento a questo link https://www.ambrosetti.eu/think-tank-ambrosetti/osservatorio-valore-sport/ ).

I dati che si evincono da questo prezioso documento sono alquanto sconfortanti, per lo meno dal punto di vista sociosanitario e del benessere della popolazione in generale. L’elemento che mi ha colpito maggiormente è quello legato all’aumento continuo dell’aspettativa di vita che cresce progressivamente; questa crescita però non coincide con l’aumento significativo della speranza di vita in buona salute alla nascita che è di oltre 22 anni inferiore ovvero, statisticamente, c’è una grande fetta di popolazione che vive gli ultimi vent’anni della sua “lunga” vita NON in salute! (Tabella 1)  

C’è una grande fetta di popolazione che vive gli ultimi vent’anni della sua “lunga” vita non in salute

Si parla sempre maggiormente di “Longevità” ovvero, secondo la definizione che si torva nel vocabolario, longevità significa durata di vita superiore alla media. Ma che significato ha vivere più a lungo se negli anni che viviamo in più siamo affetti da malattie invalidanti?     

Proviamo a ragionare su questa equazione: invecchiamento della popolazione + sedentarietà = aumento dei fattori di rischio e diminuzione della speranza di vita in salute. Tutto ciò impatta considerevolmente sulla spesa sanitaria e sulla qualità della vita degli individui. In questo contesto, lo stile di vita diventa il primo fattore determinante per la salute individuale e per la prevenzione.

Invecchiamento della popolazione + sedentarietà = aumento dei fattori di rischio e diminuzione della speranza di vita in salute

Lo stile di vita comprende due elementi determinanti che hanno un effetto estremamente significativo sulla speranza di vita in salute e sono: l’esercizio fisico e l’alimentazione. Tralasciamo l’alimentazione, che è un argomento estremamente complesso, e occupiamoci del “core business” dei centri sportivi, ovvero l’attività fisica che è il contrario della sedentarietà.

Non è mai troppo tardi per dedicarsi all’esercizio fisico e vivere a lungo e in salute ph freepik

La sedentarietà rappresenta un fattore di rischio per 7 classi di macro-patologie la cui insorgenza può essere ridotta con la pratica di un’attività fisica costante. Queste macro-patologie sono le seguenti: diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari, malattie neurodegenerative, malattie psicologiche, malattie respiratorie, malattie osteoarticolari, tumore al seno e al colon retto. Per curare tutte queste malattie avremmo bisogno dell’intero scaffale di una farmacia a nostra disposizione quotidianamente.

E qui entra in gioco il nemico numero uno dell’attività fisica, ovvero l’industria farmaceutica (il nemico numero due è l’industria alimentare). L’attività fisica è il miglior farmaco preventivo naturale, gratuito e con zero effetti collaterali se dosato correttamente. Capite che questo confligge con i profitti colossali che le industrie farmaceutiche realizzano, producendo farmaci che curano i sintomi delle macro-patologie.

La sedentarietà rappresenta un fattore di rischio per 7 classi di macro-patologie

Un’altra grande patologia per la quale la sedentarietà rappresenta un significativo fattore di rischio è l’eccesso di peso corporeo e l’obesità. Nel novembre 2023 la Food and Drug Administration (l’ente americano che approva la commercializzazione dei farmaci) ha approvato la distribuzione di un farmaco denominato Mounjaro a base di Tirzepatide (sostanzialmente un prodotto farmaceutico antidiabetico) per la cura dell’obesità e dei pazienti sovrappeso. Nel primo trimestre del suo ingresso sul mercato questo farmaco è già stato prescritto, e quindi venduto, per un importo pari a 176 milioni di dollari!

Capite quanto è faticoso convincere le persone a praticare regolarmente attività fisica per contrastare il sovrappeso quando con un’iniezione a settimana si ottengono – forse – gli stessi risultati.    

La sedentarietà porta spesso all’obesità, patologia che, soprattutto fra gli anaziani, è fonte di complicazioni: meglio servirsi della piscina per l’esercizio fisico ph freepik

Secondo una ricerca coordinata dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) sulla popolazione italiana adulta tra i 18 e i 69 anni, si evince che oltre 4 adulti su dieci sono in eccesso ponderale (ovvero con un BMI – indice di massa corporea – tra 25 e 29,9) e oltre 1 adulto su 10 è obeso (BMI>= 30). L’eccesso ponderale, purtroppo, è una caratteristica che viaggia di pari passo con l’invecchiamento, ma è anche correlata con il livello di istruzione e il potere d’acquisto. Si stima che più del 50% degli adulti ultrasessantacinquenni sia in eccesso ponderale di cui il 14% sia obeso.

L’attività fisica è il miglior farmaco preventivo naturale, gratuito e con zero effetti collaterali se dosato correttamente

Tornando quindi all’argomento longevità, va da sé che l’attività fisica regolare rappresenta l’elemento portante di questo progetto che è diventato anche un business di dimensioni considerevoli e che, ovviamente, sta attirando l’attenzione delle industrie coinvolte nella ricerca scientifica al fine di produrre risultati adatti al mercato di massa.

Per i centri sportivi la cosiddetta ricerca della longevità rappresenta un’opportunità enorme.

L’esercizio fisico è il miglior farmaco per una vita lunga e in salute ph freepik credit wave break media-micro

Riuscire a conquistare questi potenziali clienti significa attingere ad un bacino d’utenza composta da più di 20 milioni di persone. Per fare questo però è necessario innescare un cambiamento culturale del servizio offerto qualificando meglio la propria proposta con protocolli di accoglienza ed allenamento validati dalla comunità scientifica ed erogati da trainer molto preparati e in target con la clientela.

Allungare la speranza di vita in buona salute significa, parafrasando Balise Pasca, il filosofo e teologo del Seicento, “non cercare solo di aggiungere più anni alla nostra vita, ma di aggiungere più vita ai nostri anni”.      

Scritto da Gianluca Scazzosi