La Spagna mette soddisfazione, redditività e retention al centro delle priorità 2026; indicazione che vale anche per l’Italia dove la domanda cresce, ma aumentano pure concorrenza, costi e aspettative dei clienti
Il mercato fitness spagnolo offre oggi una fotografia particolarmente utile anche agli operatori italiani. Il primo Informe Anual del Sector del Fitness en España, realizzato da Fundación España Activa con Deloitte e FNEID, descrive un settore in espansione ma sempre più attento alla qualità della crescita. Nel 2025 il mercato ha raggiunto 3,235 miliardi di euro, 8,35 milioni di utenti e 5.806 centri. Solo il 31% delle strutture è gestito da catene, ma queste concentrano il 65% degli utenti e il 68% degli abbonati. Deloitte Italia

È però la graduatoria delle priorità gestionali a essere più interessante. Secondo l’analisi ripresa da Palco23, al primo posto c’è la soddisfazione del cliente, con 7,6 punti su 10, seguita dalla redditività e dalla riduzione dell’abbandono. Sul fronte delle preoccupazioni, invece, dominano proprio redditività, perdita di iscritti e apertura di nuovi competitor nelle vicinanze. palco23.mundodeportivo.com
Non è una contraddizione: è semplicemente il segnale di un settore che cresce ma diventa più competitivo. L’83% degli operatori spagnoli prevede un aumento degli abbonati nel 2026 e il 65% si attende prezzi più alti; allo stesso tempo, oltre metà del campione prevede un aumento delle operazioni di M&A. palco23.mundodeportivo.com
Anche il quadro europeo va nella stessa direzione. Come già segnalato a più riprese dal nostro portale, nel 2025 il fitness europeo ha raggiunto 75,5 milioni di iscritti, 39,1 miliardi di euro di ricavi e 67.515 club, con ricavi in crescita del 9,1% e membership del 5,8%. I venti maggiori operatori hanno aumentato ancora più rapidamente utenti e fatturato, mentre sono state registrate 27 operazioni rilevanti di M&A. EuropeActive
E l’Italia? I segnali di domanda sono positivi. Istat rileva che nel 2024 oltre 21,5 milioni di italiani praticavano sport nel tempo libero, pari al 37,5% della popolazione dai tre anni in su, con una crescita soprattutto della pratica continuativa. Istat Ma per capire lo stato di salute del fitness non basta osservare quante persone fanno sport.
Occorre guardare anche alla struttura dell’offerta. FitActive dichiara circa 180 club e 452.000 iscritti e punta ad arrivare a 250-280 strutture in Italia; contemporaneamente nuovi operatori internazionali stanno entrando nel mercato. Fitness Park (come segnalato la scorsa settimana da Wbox, è probabile il cambio di proprietà della catena francese, con un offerta presentata per 600 milioni di euro), per esempio, ha aperto a RomaEst un club di oltre 2.000 metri quadrati, proponendo un format basato su strength, cardio, cross training e HYROX. Health Club Management

L’indicazione che arriva dalla Spagna, quindi, non è semplicemente “aprite più palestre”, è quasi l’opposto: più l’offerta cresce, più diventano strategici soddisfazione, retention e redditività per metro quadrato e per cliente.
Un nuovo iscritto ha valore solo se frequenta, rinnova, utilizza altri servizi e percepisce l’esperienza come sufficientemente distintiva da non cambiare centro alla prima promozione concorrente.
Per il mercato italiano, WBOX ritiene che questo sia il punto da osservare con maggiore attenzione: secondo il nostro Osservatorio, la competizione futura sarà sì tra grandi catene e indipendenti e magari basata sul prezzo, ma il fattore prevalente e decisivo sarà soprattutto quello che mette a confronto gli operatori capaci di conoscere i propri clienti, aggiornare le strutture, controllare i costi e trasformare il servizio in un’esperienza riconoscibile.
La salute del fitness italiano non si misura e si esamina solo attraverso il numero delle nuove aperture, ma considerando la capacità dei club di crescere senza perdere redditività, identità e relazione con il cliente.