Il fondo proprietario di VivaGym avrebbe presentato un’offerta vicina ai 600 milioni di euro per le attività francesi di Fitness Park; intanto il marchio ha aperto a Roma e prepara nuove sedi italiane, entrando in un mercato nel quale prezzo, qualità dell’esperienza e identità dei club saranno decisivi
Il consolidamento del fitness europeo potrebbe conoscere una nuova operazione di grande portata. Secondo quanto riportato dalla testata spagnola Palco23, riprendendo informazioni di Expansión, Providence Equity Partners, fondo statunitense proprietario di VivaGym, avrebbe presentato un’offerta vicina ai 600 milioni di euro per Fitness Park Francia.
La notizia trova riscontro anche su 2Playbook, Gym Factory e Athletech News. La trattativa, coordinata da JPMorgan, vedrebbe ancora quattro potenziali acquirenti e potrebbe concludersi entro l’anno. Non si tratta, dunque, di un’acquisizione già perfezionata.

Per Providence, che ha acquisito VivaGym nel 2024, l’operazione rappresenterebbe un ulteriore passo nella concentrazione del mercato europeo. I due marchi potrebbero rimanere distinti, condividendo però lo stesso azionista e alcune risorse strategiche.
Fitness Park ha chiuso il 2025 con 461 milioni di euro di fatturato, in crescita del 9%, e 403 palestre nel mondo. In Spagna la rete ha raggiunto 107 club, secondo i dati comunicati da Upgyms, società che gestisce autonomamente il marchio nel Paese attraverso un accordo di master franchising e che precisa come l’eventuale acquisizione delle attività francesi non modificherebbe la propria autonomia societaria e gestionale.
L’INGRESSO IN ITALIA E LA SFIDA DEL MERCATO NAZIONALE
La prospettiva assume particolare interesse per l’Italia. Fitness Park ha inaugurato il 9 luglio il suo primo club nazionale, nel centro commerciale RomaEst: oltre 2.000 metri quadrati dedicati a cardio, forza, cross-training e HYROX, con attrezzature di marchi internazionali. Un secondo club romano è previsto entro la fine del 2026, mentre altre due aperture sono annunciate per i primi mesi del 2027.
L’espansione, tuttavia, dovrà misurarsi con un mercato diverso da quello francese e spagnolo. In Italia le preferenze dei clienti variano sensibilmente fra territori e fasce d’età, così come le aspettative su assistenza, corsi, relazione con lo staff e qualità complessiva del servizio.
Inoltre, Fitness Park incontra una concorrenza nazionale già strutturata. Catene come FitActive hanno costruito una forte riconoscibilità attraverso prezzi accessibili, servizi inclusi, orari flessibili e una rete capillare. FitActive dichiara di essere presente fra i primi venti operatori europei per numero di iscritti e club.

La dimensione internazionale e la qualità delle attrezzature rappresentano importanti leve competitive, ma non garantiscono automaticamente la fidelizzazione del cliente italiano.
Per Fitness Park la sfida sarà trasferire il proprio format senza rinunciare alla capacità di interpretare le esigenze locali. Per gli operatori già presenti, invece, l’arrivo di nuovi concorrenti costituisce un’ulteriore occasione per ripensare prodotto, organizzazione e valore percepito.
Il vero confronto non sarà basato solo sul prezzo dell’abbonamento o sul numero delle aperture, ma sulla capacità di trasformare l’iscrizione in frequenza, soddisfazione e continuità.
È proprio questa la questione che l’Osservatorio WBOX considera centrale: mentre i grandi gruppi investono per conquistare nuovi mercati, ogni palestra deve continuare a dimostrare ai propri clienti perché valga la pena sceglierla e, soprattutto, restarle fedele.