I transalpini dispongono di un numero di piscine pubbliche quasi doppio dell’Italia, contando su impianti in genere moderni o aggiornati e ripensati per soddisfare la domanda della popolazione non limitata a quella natatoria
La Francia ha sicuramente perso parte della sua Grandeur, come attestano i fatti dell’ultimo decennio (inclusi quelli di questi mesi) e hanno confermato pure i Giochi Olimpici 2024 che, se in terra francese ancora vengono evocati per le fasi topiche del loro successo, nel resto del mondo sono ricordati per flop e figure mediocri che poco assonano con organizzazione riuscita e perfetta.
Basta ricordare la molto discutibile cerimonia d’apertura, le gare in acqua libere nella Senna, uno dei fiumi più inquinati d’Europa che, anche per giustificare oltre 1,4 miliardi di euro di investimento, si voleva far passare per balneabile; gli alloggi per gli atleti, decisamente troppo spartani, giustificati da un credo “green” che è significato notti insonni per i partecipanti, causa caldo e rumori eccessivi senza possibilità di avere l’aria condizionata – diverse squadre nazionali hanno lasciato il villaggio olimpico per sistemarsi in costosi hotel – e, oggi, edifici e vani in degrado, per la pochezza qualitativa dei materiali impiegati; senza dimenticare la mensa del Villaggio Olimpico dove il cibo era di bassa qualità e insufficiente per gli atleti, costretti ad alimentarsi altrove. Insomma, fosse capitato all’Italia organizzare così male una grande manifestazione sportiva, apriti cielo.

In Francia, pur fra tante critiche, l’Olimpiade è stata archiviata dai francesi come un successo e, per il quieto vivere fra cugini, li lasciamo volentieri nella loro illusione di grandezza ribadita anche dai loro giochi olimpici.
Tuttavia, la parte non certo negativa è stata quella degli impianti sportivi realizzati per l’Olimpiade di Parigi: opere ultimate con ampio anticipo – ecco, su questo la Francia surclassa nettamente l’Italia, paese dove i cantieri sono da completare anche a manifestazione conclusa… -, strutture di prim’ordine e modernissime, pensate per il grande evento, ma senza dimentica il dopo.
Fra le strutture sontuose, bellissime e smart anche il complesso acquatico di riferimento per le gare olimpiche di nuoto e tuffi: un gioiello, ancorché un po’ criticato perché la vasca centrale è risultata meno scorrevole di quella di Rio – questa è stata una scelta del committente, Il Comitato Olimpico francese, non cero del costruttore, eccellenza del Made in Italy, Myrtha Pools -, progettato non solo per essere la sede ideale per le gare di alto livello, ma soprattutto per essere l’ottimale complesso acquatico-sportivo-leisure per tutta la popolazione, facendo molta astrazione dall’idea di vasche rigorosamente agonistico-natatorie, altrimenti destinate ad un uso limitato al solo circuito sportivo.
Modernità degli impianti sportivi, dovrebbero saperlo bene tutti gli enti locali nazionali che finanziano la realizzazione di piscine e centri sportivi pubblici, significa renderli accessibili a tutta la popolazione ed essere gestionalmente sostenibili attraverso la massima trasversalità di utilizzo e soluzioni tecnologiche al passo con i tempi.
Questo accade ordinariamente in Francia nel caso delle piscine pubbliche, ancor più s riqualificate e ammodernate. Questo in genere non accade in Italia, dove le piscine vengono ancora pensate per mero uso natatorio e con inutili omologazioni CONI, quindi dotando le piscine di generose ed inutili tribune, puntando su profondità delle vasche ideali per le discipline natatorie, ma assolutamente non adeguate per il 95% della popolazione, volumi esagerati delle strutture, antieconomici e assolutamente contrari alla sostenibilità gestionale, salvo interventi dell’ente pubblico per sanare i buchi di bilancio della gestione o per pagare mutui di entità smisurata.
In Francia, come racconta questa presentazione di un impianto pubblico riqualificato, che conta solo due vasche indoor, ma di altre soluzioni gradevoli e pensate per la collettività, nonché di uno spray park estivo e outdoor per i bambini con l’obiettivo di passare dalle 150.000 presenze del vecchio impianto a 260.000 con la struttura ammodernata.
Esempi eccellenti cui dobbiamo tutti ispirarci, soprattutto gli amministratori locali italiani.
FRANCHEVILLE: RICOSTRUZIONE E OTTIMIZZAZIONE DEL CENTRO ACQUATICO
Il nuovo centro acquatico Aquavert, situato a Francheville (69), è dotato di diverse soluzioni tecniche per ottimizzare i suoi consumi.
I rappresentanti eletti del Sindacato intercomunale monofunzionale (SIVU) hanno esaminato le diverse opzioni tra ristrutturazione, ampliamento o delocalizzazione. La scelta è ricaduta sulla demolizione dell’edificio esistente e sulla ricostruzione nel sito storico, con uno scaglionamento dei lavori che consentisse di mettere in funzione la piscina esistente durante la costruzione del nuovo edificio.
L’operazione è stata avviata secondo la procedura del Global Performance Market (MGP), affidando quindi la progettazione, la costruzione e la manutenzione a un gruppo il cui rappresentante era Eiffage Construction Rhône Loire, con l’agenzia TNA in qualità di architetto.

Spazi polivalenti
Aquavert dispone di due piscine (pulite con robot Mariner 3S ): una piscina olimpionica da 25 x 15 m (6 corsie) e una piscina polivalente da 350 m² dedicata all’apprendimento (area nuoto per principianti con 4 corsie da 16 m e profondità di 1,20 m), alle attività acquatiche (area aquasport profonda 1,40 m) e al relax (grazie a colli di cigno, cascate, panche massaggianti o piastre a bolle). La sala piscina (illuminata con faretti LED Disano ) è completata da una piscina per bambini di 60 m2 e da due scivoli : il family tube (lungo 48,70 m, alto 6,19 m e pendenza del 12%) e il turbo gliss (lungo 40,10 m, alto 6,24 m e pendenza del 14,70%).
Inoltre, all’esterno, gli utenti hanno a disposizione un’area giochi con acqua di 200 m2 , dotata di una ventina di giochi ( Aqua Pro Urba ).
Energia solare, filtri in perlite e gas cloro
La struttura è dotata di due unità di trattamento aria ( Ecoenergy ). Se la produzione di calore è fornita da una caldaia a gas (990 kW), 118 m2 di collettori solari sul tetto e 5 pompe di calore solari con una potenza complessiva di 150 kW producono 906 MWh/anno di energia solare rinnovabile. Questa energia viene utilizzata per riscaldare e mantenere la temperatura dell’acqua nelle piscine.
Inoltre, il gruppo aziendale si è impegnato a non superare i 96 litri di acqua/bagnante/giorno e 0,4 mg/litro di cloro combinato nell’acqua. Per questo motivo, i decisori hanno optato per filtri in perlite (3 circuiti indipendenti), forniti da Evoqua. Inoltre, le pompe sono dotate di un variatore di velocità per ridurre la portata quando le piscine sono vuote.
La disinfezione dell’acqua viene effettuata utilizzando cloro liquido con un sistema di decantazione che consente di trasferire il liquido direttamente dal camion di consegna al serbatoio nel seminterrato. L’impianto è inoltre dotato di declorazione con UV a bassa pressione sui due circuiti maggiormente a rischio di inquinamento (piscina ricreativa e piscina per bambini).
Infine, il sistema di trattamento dell’acqua è completamente automatizzato.
L’obiettivo di Aquavert è di ospitare circa 260.000 persone all’anno, rispetto alle 150.000 precedenti.
Trovate l’articolo completo sulla nostra rivista n°187 di Centres Aquatiques.