Dalla prima palestra negli anni ’70 alla leadership capitolina e nazionale, fra primati sportivi, imprenditoriali, istituzionali sintetizzabili in due pietre miliari del comparto: Forum Sport Center di Roma e ANIF
Questa intervista è stata pubblicata su HA Wellbeing di maggio-giugno 2026. Se non ricevi gratuitamente la rivista specializzata su Fitness, Piscina, Benessere e sei interessato, richiedila a info@wbox.it
Nota della redazione: la bellissima intervista a due fra i più grandi protagonisti del settore sportivo e wellness, essendo piuttosto lunga e pertanto non agevole da leggere online, viene divisa in due parti. La seconda parte uscirà domani 27 maggio
Non basterebbe un libro per raccontare la prima parte della loro storia. La seconda parte, poi, è ancora da comporre e la costruiranno, sempre a quattro mani, i protagonisti dello sport e del wellness nazionali: chi se non Giampaolo Duregon e Walter Casenghi, amici e soci da quasi sessant’anni? Hanno scritto alcune delle pagine più significative del nostro settore, osando dove pochi avrebbero solo ipotizzato di avventurarsi, ergendosi per merito a guide culturali, professionali e imprenditoriali, definendo l’idea d’impresa percorribile e sostenibile nel sistema sportivo italiano. Più dedicato uno – Walter Casenghi – alla parte gestionale dell’enorme patrimonio strutturale sportivo che hanno saputo costruire e sviluppare, più impegnato sul fronte politico-istituzionale, l’altro – Giampaolo Duregon –, tessendo relazioni e battendosi nelle sedi politiche per dare dignità e voce al comparto in Italia e in Europa.
Se Forum Sport Center è il monumento impiantistico che sintetizza la grandezza della progettualità imprenditoriale-sportiva del gruppo diretto da Casenghi-Duregon, ANIF è per antonomasia l’associazione di categoria dei centri sportivi, da sempre guidata da Duregon, sostenuto puntualmente da Casenghi che figura fra i soci fondatori.
Insomma, due eccellenti atleti di ieri, spinti da una componente passionale poco eguagliabile, con il loro disegno di così ampio respiro hanno costruito qualcosa di irripetibile, che prosegue grazie all’entusiasmo che ancora oggi alimenta le loro idee e sogni. Una parte di questo cammino ce lo raccontano attraverso le proprie parole, ricordi, considerazioni, rivelazioni.
“Abbiamo il sogno di cambiare la vita alle persone vivendo il benessere” Giampaolo Duregon-Walter Casenghi

Siamo certi che, se l’anagrafe dice che non siete esponenti della nuova generazione, vi sentite ancora giovani per intraprendenza e idee perché lo spirito di atleta di qualche anno fa ancor alberga immutato nel vostro pensare e agire: che bilancio vi sentite di fare di una parte così sensazionale del vostro percorso destinato a proseguire nei prossimi anni?
Quando, seduti su una panchina fuori dalla Canottieri Aniene, dopo gli allenamenti, sognavamo il futuro, volevamo realizzare un circolo sportivo tutto nostro: a Roma c’erano solo i circoli storici, e noi fondammo il Villa Pamphili Sporting Club;
poi negli anni seguirono il Villa Aurelia Sporting Club, Il Forum Sport Center, il Villa York Monteverde, il Villa York Gianicolo e altri ancora…
Il bilancio, oggi, è di aver realizzato i nostri sogni trasformando con la passione il lavoro in divertimento, anche se è pur sempre un lavoro che cerchiamo di fare con la massima professionalità.
Confucio diceva “nella vita fai il lavoro che ti piace e non lavorerai nemmeno un giorno”. Noi abbiamo voluto fortemente coinvolgere il maggior numero di persone a vivere gran parte del loro tempo per star bene, muoversi il più possibile in maniera centrata ed equilibrata, provando delle esperienze nuove, naturali, con tanti insegnamenti, perché ne facessero tesoro e cambiassero il senso della propria vita.
Il bilancio, oggi, è di aver realizzato i nostri sogni trasformando con la passione il lavoro in divertimento, anche se è pur sempre un lavoro
Parlare di un fitness club, oggi, è quasi banale e scontato: ma cosa significava negli anni ’70 avviare una palestra e come ha progressivamente preso forma il meraviglioso disegno da voi sviluppato che ci porta ai giorni nostri?
Una palestra negli anni Settanta era un luogo dove fare soprattutto esercizio fisico, una palestra del 2026 è un luogo dove fare “sempre” esercizio fisico, ora però c’è tutto un metodo e c’è un protocollo che spaziano in almeno 20 diverse tipologie d’esercizio, attrezzi, coreografie, musiche, che sicuramente invogliano anche i giovani a “muoversi”.
Fin dall’inizio abbiamo voluto fortemente indirizzare l’attenzione di tutti verso tre cose importanti: il benessere generale, vivere il momento di attività sportiva più socialmente possibile e, ancora, cercare di tenere e mantenere la cultura dell’esercizio fisico più viva ed impattante. Chiedendo a tutti coloro che lavoravano con noi di usare l’energia, quindi di attingere dalla passione più profonda e di dispensare più amore possibile verso i propri allievi.

Forum Sport Center: quando venne realizzato, con i suoi 33.000 mq di area coperta, era la struttura sportiva più grande d’Europa. Che valore ha per voi e cosa vi ha spinto a questa realizzazione che, forse, ancora oggi prevede sviluppi e aggiornamenti?
“Gli esami non finiscono mai… e non si smette mai di studiare”.
Gli aggiornamenti sono il nutrimento dello sviluppo e un centro come Forum è in continua innovazione, sia funzionale che strutturale: un “work in progress” senza sosta.
Trentacinque anni fa ritenevamo che un centro sportivo avrebbe dovuto essere una seconda casa per tante famiglie sportive. Quindi essere per tutti il polo di aggregazione sportiva e sociale, e proporre continui scambi di esperienze e vedute per far crescere sereni i ragazzi e le loro famiglie; farne orgogliosamente delle bandiere del centro e vederli maturare professionalmente e umanamente nei vari settori importanti della vita.
Ritenevamo che un centro sportivo avrebbe dovuto essere una seconda casa per tante famiglie sportive
Come si concilia un impegno imprenditorialmente così rilevante, con tutto quello che avete e state ancora affrontando fra sezioni agonistiche di alto livello, benessere e attenzione alla clientela, diverse strutture di proprietà o gestite, impegni istituzionali concentrati su ANIF? Una riconferma della solidità del vostro binomio e rapporto …
Solo “creando” collaboratori preparati e appassionati si può spaziare tra iscritti al club dai 3 anni agli over 80, dal baby nuoto ai veterani del tennis, dalle bambine della ritmica ai nazionali di nuoto; dalle signore con i corsi mattutini al padel con i tornei:
È un mondo che gira senza sosta: noi ora ci occupiamo di fare soprattutto riunioni con i collaboratori e controllo.
La continua crescita ci ha fatto vivere decenni di grandi soddisfazioni. Conciliare tanti impegni, tante responsabilità, tanta voglia di primeggiare, nasce dal sentimento comune che la mediocrità non dà soddisfazioni e ogni azione va affrontata con il massimo impegno e la volontà di raggiungere gli obiettivi.
La mediocrità non dà soddisfazioni e ogni azione va affrontata con il massimo impegno
Walter Casenghi– La tua dedizione nel condurre il Forum e altri circoli, nonché la parte dedicata alle squadre sportive, con un figlio arrivato alla nazionale di nuoto e oggi affermato cardiochirurgo: cosa significano per te e quali sono state le soddisfazioni o i traguardi che reputi più importanti?
Sono tutte soddisfazioni. A partire dai sentimenti che si vivono tra soci e ragazzi quotidianamente; poi i traguardi che ci siamo prefissati, ovvero “Forum ti cambia la vita”, che abbiamo raggiunto decine di volte; e, ancora, le partecipazioni alle Olimpiadi o ai campionati individuali o a squadre, o i tanti riconoscimenti pubblici ricevuti. Tutto ciò ci ha resi orgogliosi della gestione dei nostri impianti.

Giampaolo Duregon – Dici ANIF e il collegamento al Presidente è immediato: anni di battaglie sempre in prima linea per il bene del settore, la sua crescita, il suo riconoscimento. Un percorso, talvolta ad ostacoli, che ti impegna tuttora: che significato ha per te e che momenti ti piace ricordare del cammino condiviso con soci benemeriti e ordinari?
Mi piace ricordare la fondazione a Bologna in 10 titolari di centri sportivi insieme a Nerio Alessandri; il passaggio a Roma con la mia Presidenza, le battaglie vissute insieme ai Consiglieri con i ministeri, gli emendamenti, le leggi; senza scordare le sofferte chiusure per la pandemia; ma anche il confronto e le proposte che ci vengono dai Benemeriti, fonti inesauribili di esperienze diverse messe insieme in ANIF.
In sintesi, due percorsi apparentemente distinti, di fatto convergenti. In mezzo un cammino condiviso costellato di successi, di decisioni non sempre facili, di acquisizioni che vi hanno portato a guidare otto circoli di prestigio e più: quali tappe sintetizzano al meglio un viaggio così unico e irripetibile?
Giampaolo Duregon – La tappa più importante è stata il nostro “sceglierci” come amici come accade a tutti, i motori sono stati la stima, l’onestà, la passione e il rispetto che ci hanno portati a confrontarci a sempre, ma senza mai uno screzio.
Walter Casenghi – Si può sintetizzare tutto con il vecchio sogno di fare qualcosa di utile per i giovani, per le famiglie e per i senior. Rendere loro la vita più significativa e cercando sempre lo stato di grazia che lo sport ci ha insegnato a realizzare. Praticamente, cercare la famosa forma fisica vuol dire anche trovare la forma spirituale ed essere in armonia con la realtà che viviamo. I confronti continui con il mio amico Giampaolo nascono dalla fatica condivisa in canoa e sono sfociati puntualmente in chiarimenti sereni.
La tappa più importante è stata il nostro “sceglierci” come amici, i motori sono stati la stima, l’onestà, la passione e il rispetto

Un ricordo di chi ha il privilegio di intervistarvi: nei primi anni del nuovo millennio, grazie al Forum come sede ospitante, fu possibile organizzare un unico evento EAA con sessioni congressuale-manageriali (due sale e oltre 230 partecipanti) e tre giorni di fitness acquatico, con più di 570 istruttori provenienti da tutto il mondo. Capii che, grazie a due persone uniche come voi, nulla era impossibile al Forum Sport Center. Che poi è stata la sede di convegni ANIF con più di 250 partecipanti, appuntamenti con EuropeActive e molti altri eventi. Possiamo dire che Forum Sport Center era ed è un po’ l’ombelico dello sport system nazionale e finanche europeo?
Giampaolo Duregon – Non so se siamo “l’ombelico dello Sport” come tu ci definisci, sono certo però che Forum e la nostra storia sono un “unicum” irripetibile.
Walter Casenghi – Ricordo perfettamente quell’evento di cui abbiamo immagini indelebili. Posso dire che in quegli anni abbiamo tracciato tutte le vie moderne dell’attività fisica, acquatica, della formazione degli istruttori, del consenso dei partecipanti, e oggi continuiamo a crescere anche per quegli insegnamenti, per quel clima spumeggiante e quell’entusiasmo che ci animava tutti per giorni interi. Ci sentiamo di aver contribuito a realizzare un miglioramento consolidato e di successo.
Forum e la nostra storia sono un “unicum” irripetibile
Fine prima parte; l’intervista proseguirà domani 27 maggio.