Oltre mezzo secolo da indiscussi protagonisti del mondo sportivo: prima grandi atleti della canoa negli anni ’60 e ’70, poi imprenditori ineguagliabili e precursori di idee e strategie nuove, stagliandosi come autentici motori della crescita del comparto
Questa intervista è stata pubblicata su HA Wellbeing di maggio-giugno 2026. Se non ricevi gratuitamente la rivista specializzata su Fitness, Piscina, Benessere e sei interessato, richiedila a info@wbox.it
Nota della redazione: con la seconda parte, riprendiamo e concludiamo l’intervista pubblicata ieri 26 maggio
Si parlava di un’importante offerta di un gruppo straniero per rilevare il vostro grande “impero”: si è risolta con un nulla di fatto per una proposta inadeguata o perché infondo non volevate vendere?
L’idea della vendita ad un grande gruppo è sorta per il pensiero del cambio generazionale. Poi il Covid, che ha cambiato il mondo, e l’aver risolto il problema generazionale, ci hanno fatto cambiare rotta, rimettendo tanta energia nel nostro lavoro, per trasmettere, a chi dovrà occuparsene, impianti sportivi d’eccezione e modalità di lavoro.
In pratica, alla fine abbiamo preferito non demordere dall’idea del passaggio generazionale di ogni circolo; il cambiamento che avrebbe prodotto una cessione sofferta non ci piaceva e non abbiamo voluto portarlo avanti.

Si dice che nel nostro settore il ricambio generazionale sia difficile: anche nel vostro caso il passaggio di testimone, preferendo i figli altre strade professionali, non si rivelava semplice. Pesa governare un sistema così impegnativo come il vostro o la motivazione e l’entusiasmo restano gli stessi dei primi anni della vostra fantastica avventura?
Per buona parte abbiamo già risposto. Tuttavia, possiamo aggiungere che i cambiamenti del nostro mondo sono continui e radicali. Tanti eventi attuali tragici e sovversivi non facilitano il vivere in leggerezza un’attività dedicata al benessere. È un macigno che pesa su tante persone care, amiche, soci, frequentanti: un peso sulla testa che non consente loro di vivere piacevolmente il tempo libero. Rimaniamo ottimisti e speriamo che questa onda nera passi presto e possa prevalere ancora il vecchio spirito degli anni ‘80 e ‘90…
Tornando alla risposta alla domanda, alla fine, il ricambio generazionale sarà da noi gestito al meglio con responsabili e tecnici cresciuti con la nostra filosofia. Quindi ottimismo!
Giampaolo Duregon – Tu competevi con Oreste Perri, oro olimpico della canoa, e ti sei distinto vincendo diversi titoli italiani: cosa resta di quell’esperienza che ancora ritrovi nella tua vita professionale e di relazioni di alto livello?
È l’esperienza più importante della mia vita: mi ha insegnato a impegnarmi, mi ha dato la tenacia, la sicurezza…un mondo in cui, solo se si dà molto, forse si riceve.
La canoa di alto livello è l’esperienza più importante della mia vita: mi ha insegnato a impegnarmi, mi ha dato la tenacia, la sicurezza.
La canoa di alto livello è l’esperienza più importante della mia vita: mi ha insegnato a impegnarmi, mi ha dato la tenacia, la sicurezza – Giampaolo Duregon

Walter Casenghi –Nel tuo percorso esperienziale, quanto conta essere stato un atleta prima, esserti diplomato ISEF, aver proseguito come imprenditore condividendo la tua passione per lo sport e i tuoi valori, non solo con il tuo socio, ma in modo piacevolmente contagioso con il tuo team, i tuoi colleghi e persone come il sottoscritto, che hai sempre entusiasticamente coinvolto nella tua progettualità e grande visione?
Conta tutto tantissimo, perché lo sport ci ha regalato momenti meravigliosi, soddisfazioni grandi. Ci ha insegnato che il lavoro dà sempre le sue gratificazioni e con entusiasmo abbiamo sempre coinvolto tutti a vivere momenti di conoscenza della propria anima e della meravigliosa macchina che è il corpo umano.
Lo sport ci ha regalato momenti meravigliosi, soddisfazioni grandi. Ci ha insegnato che il lavoro dà sempre le sue gratificazioni – Walter Casenghi
L’amore per il camper e per la Grecia di Walter, per i viaggi e per i soggiorni presso la propria residenza al mare all’Argentario di Giampaolo e, oltre alle vostre famiglie sempre centrali, molto altro. La vostra vita fatta di successi ineguagliabili ha comportato anche tante rinunce e grandi sacrifici: qualche rimpianto o siete comunque soddisfatti?
Walter Casenghi – Siamo riusciti ad integrare bene ogni cosa. Non ho rimpianti perché ancora oggi mi sento dentro la grinta per affrontare qualsiasi cambiamento del nostro fantastico mondo.
Giampaolo Duregon – Una persona, che ancora oggi fa programmi per la prossima stagione sportiva, non ha tempo di pensare ai rimpianti, e poi non ci sono.
Le vacanze a casa all’Argentario, mia seconda patria dopo la mia amata Roma, hanno lo stesso filo conduttore: la laguna di Orbetello era un campo di gara per la Canoa Olimpica.
Non sono mancate le difficoltà, a partire dall’incubo Covid, ma anche più personali; tuttavia, sempre superate rivelandovi ancora più forti: uno spirito da atleti o sono prevalsi ottimismo imprenditoriale e un pizzico di spregiudicatezza senza i quali non si superano certi limiti?
Walter Casenghi – Se voglio riconoscermi un merito, è come abbiamo superato il terribile momento del Covid, la pandemia che ha disorientato e annichilito l’intero Paese. In quei lunghi anni, la resilienza, la passione e la vicinanza a tanti insegnanti e dipendenti ci hanno dato ragione e, seppur stremati, abbiamo ripreso la nostra corsa verso altri traguardi, che significano oggi la condivisione con chi è protagonista del cambio generazionale.
Giampaolo Duregon – Il Covid è stato una dura prova che ha forgiato noi e i nostri collaboratori. Non ci è mai passato per la mente di chiudere per la crisi subito dopo; anche durante l’obbligo di chiusura abbiamo trasferito tutto quello che era permesso fare all’aperto.

Walter Casenghi –Il tuo sogno imprenditoriale puoi dire che lo hai realizzato o ancora stai considerando altri sviluppi? Come ti vedi da qui al 2030?
Mi piacerebbe usare, da domani in poi, la tecnologia per vivere e aiutare a vivere cultura, conoscenza, approfondimenti, salute, longevità, completati dalla nostra attenzione continua, passo dopo passo e rimanendo al fianco di ogni persona.
Le persone che abbracciano questo lavoro sono e saranno i medici del benessere, fondamentali per la salute pubblica dell’intera nazione – Walter Casenghi
Giampaolo Duregon – Il tuo cuore pulsa più per Forum Sport Center o ANIF? Come hai affrontato il momento di tensioni nella tua Associazione della scorsa estate e quali le prospettive di ANIF per i prossimi anni?
Chi ha sofferto lo stress dell’agonista, e tu Marco sai bene cosa vuol dire, significa arrivare a 180 battiti cardiaci in cui senti il sapore del sangue in bocca per l’osmosi dovuta allo sforzo: chi ha superato questi stress, dicevo, sa affrontare tutto il resto.
ANIF è proiettata verso il futuro, sempre alla ricerca di perfezionamenti delle normative che ci amministrano, ma anche stimolando la crescita del settore, e la ricerca di modalità innovative di gestione.
Chi ha sofferto lo stress dell’agonista, chi ha superato questi stress, sa affrontare tutto il resto – Giampaolo Duregon
Nel 2026, considerando oltre 50 anni di un cammino costellato di fantastici successi, grandi imprese, fatiche, possibili inciampi e rilanci persuasivi, cosa vi piace ricordare in particolare e quale messaggio vi sentite di dare al settore e a chi, meno esperto, intende scegliere lo sport come sfera professionale e imprenditoriale?
Giampaolo Duregon – Come ho espresso poco fa, mi piace pensare alle tante battaglie vissute con il mio amico e socio Walter, e ai tanti momenti vissuti insieme, specie i più difficili. Per chi vuol iniziare oggi, il messaggio è questo: se ti piace veramente questo lavoro che consideriamo il più bello del mondo, se non sentirai il peso del lavoro proprio per questo motivo, allora sei pronto per questa meravigliosa avventura.
Walter Casenghi – Ci piace ricordare tutto. Il quotidiano fatto di decisioni, coinvolgimenti ed eventi che abbiamo vissuto insieme e ci hanno fatto assaporare tanti successi. Ritengo che il nostro mondo, le persone che abbracciano questo lavoro, siano e saranno i medici del benessere e dovranno essere consapevoli che sono importanti per la salute pubblica dell’intera nazione.
Se ti piace veramente questo lavoro, se non sentirai il suo peso proprio per questo motivo, allora sei pronto per questa meravigliosa avventura

Dimensioni struttura: 33.000 mq coperti e 110.000 mq scoperti
Dimensioni principali aree (sala pesi, cardio, corsi, vasca, spa, ecc.): sale pesi + cardio tot 1.200 mq, + 10 sale corsi fitness vari + 2 vasche 25×16,66 + 2 vasche a forma libera, + SPA 400 mq, , + 10 spogliatoi + Auditorium 500 mq + 2 reception, ristorazione 500 mq + foresteria sportiva, 15 camere + aule didattiche + 15 campi tennis + 3 campi padel, 1 campo calcio a 8 + altri locali per attività collaterali in affitto di supporto (negozi articoli sportivi, ecc.)
Numero di iscritti/tesserati/anno: circa 9000 tra iscritti abbonamenti open, iscritti pluricorso e iscritti corsi singoli
Numero di collaboratori: trainer 205; collaboratori amministrativo-gestionali 8; receptionist 12; manutentori 15
Variazione percentuale per anno del ticket medio del cliente: essendoci numerose quote differenziate in ragione della tipologia delle attività fatte occorrerebbe fare una media cliente per tipologia

I circoli che oggi guidate: Forum Sport Center, Villa Aurelia Sporting Club, Villa York Monteverde, Villa York Gianicolo, Juvenia e Juvenia Gymnastic
Numero massimo di Circoli gestiti contemporaneamente: 8
Il gruppo segue lo stesso tipo di formazione e spesso condivide gli insegnanti. Tutti i Circoli svolgono sia attività sociale sportiva che attività agonistica a tutti i livelli. Tutti i Circoli sono organizzati in SSD dilettantistiche. In tutti i centri si fa particolare attenzione a proporre l’esercizio fisico per la salute attraverso contatti con i medici di famiglia locali.
