Un’esperienza condivisa con Andrea Brambilla, marito e compagno “tecnico” nello sport, che inizia negli anni ’80: la conferma che le donne al comando fanno la differenza anche nel nostro settore
Questa intervista è stata pubblicata su HA Wellbeing di maggio-giugno 2026. Se non ricevi gratuitamente la rivista specializzata su Fitness, Piscina, Benessere e sei interessato, richiedila a info@wbox.it
Gloria Cappai, un cammino imprenditoriale vissuto nel fitness dal 1982, condiviso con il marito, Andrea Brambilla: hanno percorso insieme tappe significative dello sport di vertice, con l’esperienza agonistica di alto livello nella ginnastica aerobica, per poi proseguire con la passione comune per la subacquea. Il loro bellissimo viaggio ha vissuto le fasi forse più significative nel wellness, con l’interpretazione evoluta dei propri fitness club (Enjoy Club Camuzzago e Meda), le condivisioni di idee e progetti di alto valore, confronti, momenti formativi con altri colleghi. L’idea di condivisione oggi trova matura espressione attraverso l’Associazione A.R.G.O., il progetto originale e aggregativo che raggruppa alcuni dei migliori imprenditori e di cui Gloria Cappai ricopre il ruolo di vicepresidente.
Parallelamente il percorso imprenditoriale viene impreziosito dalla recente apertura dell’evoluto e innovativo “centro benessere integrale” Kalan, a Monza, sintesi dell’idea moderna di benessere e frutto di un’esperienza poco eguagliabile, nonché di una rilevante competenza trasversale. Quello di Gloria Cappai è un protagonismo virtuoso al femminile, in un contesto troppo condizionato da uomini sgomitanti e sovente meno capaci delle colleghe, di cui la nostra è una delle più autorevoli rappresentanti. Innovazione, gusto, attenzione alle tendenze di sostanza e non passeggere, e ai reali bisogni della clientela sono alla base del successo di un’imprenditrice d’eccellenza che, dopo le diverse esperienze maturate, mantiene vivissimo l’entusiasmo condiviso con il marito, trasmettendolo piacevolmente e in modo coinvolgente e accattivante a chiunque si rapporti a lei: clienti, colleghi imprenditori, manager, consulenti e … giornalisti che hanno il vantaggio di raccontare i tanti più di una personalità così solare e empatica attraverso questa intervista.

Ci racconti come inizia il suo percorso nel fitness e cosa l’ha indotta ad operare questa scelta che, a distanza di anni, la vede splendida e autorevole protagonista con pieno merito.
Ho scoperto la mia passione per il movimento già in giovanissima età, iniziando con il nuoto alla Cozzi a Milano e poi presso la Nuotatori Milanesi. Ho praticato ginnastica artistica al Giuriati di Milano fino all’età di 8 anni, dopo di che sono passata al nuoto. Dopo anni di dedizione, ho terminato il nuoto a 20 anni e, successivamente, ho conseguito una laurea in Matematica. Decisa a continuare nel campo sportivo, ho seguito la formazione come tecnico federale di ginnastica artistica, per poi passare alla ginnastica aerobica, diventando direttrice tecnica della sezione Lombardia in pochi anni. Insieme a mio marito Andrea, grande sportivo e Isef, decidiamo di indirizzare le nostre passioni verso l’apertura di una palestra, con l’obiettivo di offrire allenamento per stare bene. Questo in un periodo in cui il concetto di “palestra della salute” era ancora poco diffuso. È stata una scelta dettata dal desiderio di migliorare la vita delle persone e, a distanza di 43 anni, mi rendo conto che la nostra visione continua a fare la differenza.
La scelta di aprire una palestra è stata dettata dal desiderio di migliorare la vita delle persone e, a distanza di 43 anni, mi rendo conto che la nostra visione continua a fare la differenza

Ha condiviso molto con suo marito, Andrea, dallo sport di vertice ad altre passioni che sono alla base del suo cammino imprenditoriale: quali sono le tappe più significative e che cosa ricorda più volentieri della sua esperienza professionale?
1982 – Apertura del primo club, “Il Delfino“, (nome per l’amore verso il mare e poi è un mammifero fedele) un club di 600 mq,
1988 -Trasferimento nel centro di Vimercate con un club di 1800 metri quadri, comprendente una palestra e tre campi da squash, che successivamente diventano una piscina di 10×5, dove quasi tutti i bambini di Vimercate hanno imparato a nuotare.
2009 – Inaugurazione della sede di Camuzzago di Bellusco, un centro di 3000 metri quadri che integra aree gym floor, acquatiche e SPA. Nasce qui il brand “Enjoy Club”, anch’esso riconosciuto come “Palestra della Salute” dalla Regione Lombardia.
2013 – Riconoscimento del premio “Award del Nuovo Club” nel settore innovazione, grazie all’integrazione del movimento con l’area medica: fisioterapia e specializzazioni mediche.
2015 – Acquisto del club Montecarlo Fitness a Meda da un fallimento. Questa sfida ci ha permesso di trasformare il club a somiglianza del centro di Camuzzago, inserendo dai bambini fino alla terza età –in un contesto dove il fitness era visto principalmente per i giovani– con programmi specifici che ci hanno dato ragione.
2016-2018-2021 – Ho avuto l’onore di essere l’allenatrice della coppia Donati-Castoldi, che ha conquistato tre titoli mondiali, dove mio marito era il preparatore atletico e io la coreografa e motivatrice
2021/2022 – Abbiamo ricevuto il riconoscimento ufficiale come “Palestra della Salute” dalla Regione Lombardia sul brand Enjoy Club
Per finire ricordo con affetto le sere in cui, seduti alla scrivania, valutavamo insieme nuove idee da considerare: sono momenti di confronto autentico che hanno plasmato tutti i nostri progetti.

Possiamo considerare la vostra ultima realizzazione, Kalan, la sintesi di un processo di crescita e sviluppo costanti? Ci spieghi perché rappresenta una novità nel panorama nazionale che intercetta una nuova domanda di benessere.
Kalan rappresenta il punto d’arrivo (non l’ultimo!) di un percorso continuo di innovazione, una nuova visione della vita con le tre vene: corpo (Gym Floor, Technogym Reformer, corsi boot camp -body balance Les Mills)- mente (yoga, mindfulness, pranayama) – nutrizione (la cucina di Kalan con colazioni, pranzi e cene completamente basati sull’energetica vegetale) disposti su tre livelli dedicati.
Iniziamo con test medici per analisi dello stress e test fisici e mentali, formulando poi programmi personalizzati per aiutare le persone a ritrovare se stesse. Utilizziamo anche tecnologie di recupero come sauna finlandese e a infrarossi, terapia del freddo e del caldo, ossigenoterapia.
Abbiamo un medico ayrvedico, il terapista ayrvedico e il nutrizionista che fanno parte integrante del percorso. E ora inseriremo un medico che tratterà l’aspetto prettamente legato alla longevità.
Design biofilico: spazi ricercati e tecnologie eco-friendly che creano connessione con le persone e l‘ambiente, incoraggiando il rispetto per la natura e la biodiversità.
Kalan non è un centro fitness, ma un vero e proprio “laboratorio di benessere” che guarda al futuro aiutando le persone a cambiare il loro stile di vita.
Kalan rappresenta il punto d’arrivo (non l’ultimo!) di un percorso continuo di innovazione

Non si è fatta mancare nulla per crescere come imprenditrice: dialogo constante con i colleghi, confronto con i migliori consulenti, viaggi esplorativi di altri mercati: chi o cosa ha inciso di più nel consolidare il suo credo imprenditoriale?
Innanzi tutto, formazione personale continua. Poi confronto costante: con colleghi e consulenti specializzati, che mi hanno insegnato a integrare best practice internazionali. Viaggi esplorativi: in Europa e Australia, dove ho visto come spazi, servizi e customer experience facessero la differenza. Ascolto delle persone: il feedback diretto dei soci e dei collaboratori è fondamentale. Anche i confronti e i dissensi con mio marito ci portano a sognare sempre più in grande.
E oggi è anche vicepresidente di A.R.G.O.: ci può parlare di questo progetto associativo piuttosto recente e convincente che unisce i vertici di fitness club dal posizionamento elevato e spinge ad un costante e costruttivo confronto?
Come vicepresidente di A.R.G.O. (Agreement-Rinnovation-Governance-Orientation), collaboro con i vertici dei migliori fitness club d’Italia per:
1) Condividere standard di qualità e protocolli di lavoro nonché formazione scientifica e metodo.
2) Promuovere formazione continua per i nostri manager e collaboratori – uniti a noi imprenditori- e innovazione tecnologica.
3) Dialogare in modo costruttivo con le istituzioni.
È un network recente ma già consolidato che eleva l’intero settore.

A.R.G.O. è un network recente ma già consolidato che eleva l’intero settore
Conoscendola e percependo la sua apertura al dialogo e al confronto, il vostro modello, così come A.R.G.O., è speculare al suo modo di essere e di pensare in grande: oltre a questo tratto, quali altri fanno di lei un’imprenditrice così empaticamente capace?
Preferirei che fossero gli altri a giudicarlo, ma potrei dire che per me contano:
Ascolto attivo: sono convinta che ogni collaboratore e socio abbia qualcosa da insegnarmi.
Autenticità: mi metto in gioco in prima persona, dalle lezioni di gruppo al rapporto diretto con i collaboratori, alla formazione degli stessi.
Resilienza: i sacrifici fatti in questi 43 anni mi hanno insegnato a rialzarmi più forte di prima.
Ascolto attivo, autenticità e resilienza sono alcuni degli elementi alla base del mio essere imprenditrice

La cosa che colpisce di lei, affiancata da suo marito, è che nonostante una conoscenza così profonda del settore, non vi tirate mai indietro per maturare nuove esperienze, attraverso confronto e formazione. Un’impressione sbagliata o lo conferma?
Confermo: non ci siamo mai tirati indietro. Ogni anno investiamo in workshop, corsi di specializzazione e collaborazioni anche con centri di ricerca. Solo così possiamo restare al passo con i tempi e anticipare i bisogni dei nostri soci.
Molto prima di altri, ha creduto nel club e nell’offerta fitness integrata alle attività acquatiche: da cosa nasce questa convinzione e cosa è cambiato nell’arco degli ultimi vent’anni?
Fin dall’inizio, nel 1982, quando gestivamo villaggi turistici, eravamo multitasking: terra, acqua, animazione. Sognavamo di avere una palestra e una piscina per far muovere le persone a 360°.
Col tempo, mio marito ha iniziato ad usare la piscina come palestra in acqua, ma soprattutto ha inserito l’allenamento in verticale in acqua per recuperi da infortuni, evolvendo fino a trattare patologie come mal di schiena e difficoltà di equilibrio.

La nostra piscina è una vera palestra acquatica, che offre dai corsi di nuoto al nuoto artistico, ai corsi più divertenti come acquagym, alla riabilitazione, fino ai corsi sub. mini-sub e apnea.
Negli ultimi vent’anni, specialmente dopo il Covid, le persone sentono sempre più il bisogno di stare bene. Oggi i nostri club premium offrono una vasta scelta tra terra e acqua, e il nostro approccio integrato, con programmi di recovery e focus sulla parte olistica, ci permette di affrontare ulteriori sfide, migliorando sempre la cultura aziendale.
La nostra piscina è una vera palestra acquatica
Condividere ogni passo imprenditoriale con Andrea è stato sempre facile? E quali elementi positivi comporta essere così uniti nella vita e nel lavoro?
È stato naturale e stimolante. Dico sempre che se avessi l’opportunità di rinascere, risposerei Andrea e rifarei lo stesso lavoro. Non so se lui sia della stessa opinione! Fondamentali per noi sono:
– Divisione chiara dei ruoli – Io mi occupo di formazione e qualità, lui di operations e creazione del metodo per la parte tecnica.
– Confronto quotidiano – Ogni decisione nasce da un dibattito aperto.
– Fiducia totale – Sapere che l’altro copre il mio “punto cieco” è un enorme vantaggio.
Dico sempre che, se avessi l’opportunità di rinascere, risposerei Andrea e rifarei lo stesso lavoro
Con l’ultimo progetto realizzato – Kalan- si sente paga o sta valutando altre idee ed investimenti nel medio periodo?
Sono orgogliosa di Kalan, ma già guardo oltre. Stiamo valutando un proseguo di Kalan in modo diverso, ma questo è un segreto che dovrete scoprire! Il mondo del benessere non si ferma mai, così come Andrea è sempre in movimento con nuove sfide alle quali ci approcciamo con amore verso questo nostro lavoro.

Facendo un bilancio fino ad oggi, cambierebbe qualcosa del suo percorso costellato di successi e, se ci sono stati, quali errori ritiene sarebbero stati evitabili per non rallentare la sua/vostra corsa verso i traguardi che siete stati capaci di raggiungere?
In quasi mezzo secolo, non cambierei mai la passione e la perseveranza, e l’unico socio nelle aziende sarebbe stato sempre mio marito. Tuttavia, forse, se avessimo avuto più risorse finanziarie all’inizio, avremmo fatto meno fatica! Ma a parte gli scherzi, non rinnego nulla: da ogni errore abbiamo imparato molto, per cui sono appagata e orgogliosa di ciò che siamo oggi.
Da ogni errore abbiamo imparato molto, per cui sono appagata e orgogliosa di ciò che siamo oggi
