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I consumatori di benessere (anche i giovani) spendono per avere il meglio

I veri grandi consumatori del Wellness che stanno invadendo le palestre sono i giovani della Gen Z ph freepik

Pensare, oggi, di limitarsi a soluzioni mediocri è decisamente perdente: chi vuole benessere è disposto a spendere, ma lo fa per stare bene, optando per la qualità – palestre e piscine avvertite

Dagli States un nuovo spunto per capire quale sia la dimensione del mercato globale del Wellness, declinato in tutte le sue interpretazioni e non certo solo legato alla pratica sportiva per stare bene.

Ovviamente rientrano in questa industria anche turismo, real estate, medicina, cosmesi e molto altro. A pieno titolo sono parte di questo mercato pure fitness e piscine; però talvolta sembra non si comprenda che quello che ricerca il consumatore sono la soluzione, il prodotto, il servizio di qualità, per il quale è disposto a spendere per trarne il lecito, massimo beneficio che risponda appieno alle sue attese e al suo bisogno di stare bene.

La tencologia è uno degli elementi che guidano la ricerca di benessere dei più giovani – ma anche dei più maturi d’età ph freepik

Anzi, come sottolinea Fitt Insider, i consumer vogliono ancora più benessere. E fra i consumatori, oggi la categoria alla ricerca di un wellness autentico e di prospettiva, è sicuramente la Gen Z, ovvero quella parte di popolazione che sta contribuendo al rilancio pieno delle palestre, affollate oggi da miriade di giovani under 27 come ha ben evidenziato la ricerca di Les Mills, coordinata in collaborazione con Assosport, presentata a RiminiWellness.

La ricerca mette infatti in evidenza, come riporta alla nostra redazione Sara Zanatta di Assosport, dati che sono un segnale chiarissimo di un cambiamento del consumatore del fitness che non ritroviamo nel 2019, prima della crisi covid.

La misura della trasformazione in atto rispetto al pre-pandemia, al di là di nuove tendenze e  di un’accresciuta consapevolezza dell’importanza dell’esercizio fisico per stare bene e in salute – poco sfruttata da diversi operatori, più piscine che palestre – è evidenziata da dati e numeri che lasciano poco spazio ai dubbi sul cambiamento del settore fitness.

Obiettivo delle giovani generazioni è stare bene ph freepik

Lo conferma anche uno studio di Heitz System su 12.000 strutture: nel 2019 il 61% degli utenti attivi aveva tra i 30 e i 60 anni, il 28,8% meno di 30 anni e il 10,2% oltre 60 anni. Nel 2023 la quota 30-60 anni è diminuita del 16% attestandosi al 45%, 50% gli under 30 e 5% gli over 60.

Oggi si sta affermando la Gen Active che nel 2019 non dava segnali di presenza: stiamo in pratica parlando dei Millennials (nati tra il 1981 e il 1996) e la Generazione Z (nati tra il 1997 e il 2012). Sono la più grande generazione di tutti i tempi. Questi gruppi demografici condividono un’attenzione particolare per il benessere fisico e mentale, e una grande propensione per la tecnologia. Il 40% di loro usa TikTok come motore di ricerca, il 55% usa lo smartphone per più di 5 ore al giorno e spende mensilmente in media 95€ per l’attività fisica.

Dati che, per chi non avesse colto il portato del cambiamento, suggeriscono si accelerare nella metamorfosi strategica, preoccupandosi di creare soluzioni, ambienti adeguati e di formare trainer che sappiano dedicarsi a questa nuova generazione di appassionati della palestra.

Considerando inoltre i comportamenti della Gen Active in palestra, un fitness club è attraente agli occhi di questo esercito di giovani nel momento in cui garantisca accessibilità, ovvero sia facilmente raggiungibile, abbia un prezzo abbordabile e con ingresso 24h/24h tramite opzioni live e digitale, soluzioni flessibili per potersi allenare dove, come e quando si vuole (approccio omnifitness). Importanza anche alla sociabilità e comunità, il consentire quindi di far parte di una community, dove ci siano amici presenti, con una buona atmosfera, con il club stesso che motivi a stare con gli altri. Fondamentale, infine, la varietà di offerte di fitness, allenamenti di gruppo, vasta gamma di attrezzature, diverse modalità di allenamento e un’offerta digitale.

ph freepik

Per concludere, torniamo all’indagine americana e a quanto riporta Fitt Insider sulla spesa dei consumatori del Wellness

I CONSUMATORI VOGLIONO ANCORA PIÙ BENESSERE.

Spendendo già molto per il benessere olistico, i cercatori di salute non sono ancora soddisfatti.

— La spesa per il benessere negli Stati Uniti ha superato i 480 miliardi di dollari nel 2023.

L’82% degli adulti statunitensi afferma che il benessere è una priorità assoluta nella loro vita quotidiana.

– I consumatori di benessere statunitensi spendono in media di 5.000 dollari all’anno in routine di salute olistica.

Nonostante investano più tempo e denaro, i consumatori ritengono che gli operatori sanitari non offrano un supporto sufficiente per un’alimentazione sana, esercizio fisico, salute mentale, perdita di peso e sonno.

Una supervisione da parte delle organizzazioni sanitarie e un’opportunità per i marchi di benessere, sostenere il perseguimento della salute olistica è essenziale per riparare il nostro barcollante sistema di assistenza ai malati .

Scritto da redazione