Il paladino della sicurezza in acqua in Italia è sicuramente il campione di apnea oggi impegnato sul fronte dell’educazione acquatica e della sicurezza in piscina: resta purtroppo una voce troppo isolata come non dovrebbe accadere in un Paese civile e mediamente evoluto
L’APPROFONDIMENTO DEL WEEKEND
Nei giorni scorsi avevamo pubblicato un articolo che intendeva richiamare l’attenzione sulla giornata mondiale anti annegamento (ieri, 25 luglio: caduta prevedibilmente nel silenzio e nell’ oblio nazionali…) https://wbox.it/il-25-luglio-e-la-giornata-mondiale-della-prevenzione-anti-annegamento-in-italia-non-ne-parla-nessuno/ di un settore e di una popolazione forse involontariamente un po’ distratti rispetto ad un problema preoccupante: quello degli annegamenti in acqua e della cultura e di campagne di sensibilizzazione e preventive in merito, che in Italia sono praticamente assenti.

Proprio nulle non lo sono, grazie all’impegno che da oltre un decennio sta caricandosi sulle sue spalle Nicola Brischigiaro, il quale, letto l’articolo comparso su Wbox e rilanciato sulla newsletter settimanale, ha preso “carta e penna” e ci ha scritto questo interessante contributo, come lettera alla redazione, volto a fare chiarezza su un argomento che pochi sanno interpretare come solo il campione di apnea sa fare. Ringraziando l’autore, lo riportiamo integralmente.

Caro Direttore,
è sempre un piacere enorme leggere e sapere che qualcuno, come Wbox, si occupi di un problema sovente troppo sottovalutato in Italia: la prevenzione dell’annegamento in acqua e la necessità di una sensibilizzazione maggiore su questo tema. Bravi! Mi date lo spunto per venirvi a trovare in redazione per poterci aggiornare e tentare di ottimizzare sforzi comuni in merito alla sicurezza in acqua e nelle piscine, così da verificare insieme cosa programmare per l’anno 2026. Sicuramente possiamo fare tante belle cose insieme.
Ciò premesso, in relazione agli ultimi articoli sulla sicurezza in acqua in età pediatrica (ultimo quello ricevuto ieri con la vostra newsletter), ti posso dire che non è assolutamente facile. Credimi, mi rendo conto solo ora che quanto ho fatto in questi anni sia qualcosa di straordinario. L’Italia è un Paese difficile acquaticamente parlando, non siamo particolarmente virtuosi in tema di prevenzione.

Permettimi schematicamente di raccontarti la genesi della Campagna:
- 14 anni fa, dopo anni di lavoro, presentai questa iniziativa al Presidente della Camera Gianfranco Fini (subacqueo ed appassionato). Ne fu entusiasta e mi aprì le porte per il Ministero della Salute e, con i loro esperti, mettemmo in ordine il notevole materiale che avevo creato.
- Una volta realizzato lo Spot TV, la Campagna fu presentata ai media nazionali presso la sala stampa del Ministero della Salute. Sedevo accanto al Ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio (subacqueo e appassionato). La Campagna fu veicolata direttamente dal Ministero alle televisioni.
- Essere ricevuto dal Presidente della Camera, presentare la mia iniziativa seduto accanto al Ministro della Salute e veicolare lo Spot TV a tutte le televisioni, è stato il sogno raggiunto, il punto più alto a cui potessi ambire. Ne sarò sempre orgoglioso. Nessuno in Italia era mai arrivato a tanto per la sicurezza in acqua.
- Aquatic Education è la nostra piccola associazione che si occupa solo ed esclusivamente della promozione della Campagna con un bilancio ridicolo, che a parte il primo anno, si attesta su circa 8.000 euro l’anno. Il bilancio è sempre stato pubblicato sui quotidiani nazionali, come previsto dai regolamenti per questo genere di iniziative.
- Ovviamente all’inizio spendemmo una cifra importante, circa 70.000 euro per realizzare il tutto, ossia:
- Realizzazione di un testo educativo di oltre 200 pagine con foto mirate ed incredibili suddivise per location (casa, piscina, mare, laghi e fiumi)
- Realizzazione di DVD con 4 ore di filmati educativi mirati ed ben progettati suddivisi per location (casa, piscina, mare, laghi e fiumi)
- Realizzazione dello spot TV. Ogni due anni ne facciamo uno nuovo (all’inizio ne realizzammo vari prima di giungere a quello definitivo e che piacesse al Ministero della Salute)
- Almeno 15 viaggi a Roma presso Ministeri e Istituzioni d’interesse.
- Burocrazia, segreteria, SIAE e varie che nemmeno ricordo più
- Dei 70.000 € investiti, ad oggi ne abbiamo recuperati una parte grazie al sostegno del Ministero della Salute, della Società Nazionale di Salvamento, degli Sponsor e, in questi ultimi due anni, di interventi importanti di Assopiscine. Possiamo constatare come, dopo più di 10 anni, il bilancio sia negativo, in quanto non abbiamo mai pareggiato le spese. Dunque, con la nostra SRL sportiva, che ha come obiettivo statutario anche il sostegno di Campagne Acquatiche educative, ci siamo impegnati per coprire i costi necessari per raggiungere il pareggio.

Conclusioni
Caro Direttore, questa è a grandi linee la genesi della “Campagna di sensibilizzazione, prevenzione incidenti e annegamenti in età pediatrica”. E’ vero che mi è capitato di metterci anche qualche migliaio di euro di tasca mia, ma non è propriamente esatto dire che la Campagna si regge in piedi perchè metto dei soldi io da privato. Diciamo che la passione che ci metto è pura. Non ha secondi fini (anche perchè non è ho mai avuto bisogno).
Stato attuale
Credo che quest’anno non ci saranno Spot TV. Devi sapere che, quando si promuovono iniziative del genere, le strade sono due:
- Istituzionale: l’iniziativa viene letteralmente adottata e veicolata dai Ministeri mediante i loro Reparti Editoria (cosa difficilissima).
- Associazione privata: oltre ai patrocini, tutto il resto viene realizzato dall’l’Associazione di turno (in particolare io).
In pratica, a fronte di una importante spesa iniziale per la realizzazione della Campagna, dopo tanti anni, la nostra Associazione ha recuperato solo parzialmente i costi sostenuti. Fino al 2022 abbiamo fatto tutto da soli. Poi Assopiscine mi ha contattato per una collaborazoine e fin da subito si è adoperata con tanto impegno aiutandoci economicamente. Possiamo solo ringraziarli.
Il fatto è che mandare in onda gli Spot TV non è affatto semplice. E’ un lavoro burocratico e di PR immenso ed estenuante. Devi saperci fare, sapere cosa dire, cosa scrivere, come approcciarti e come procedere.

Quali sono i problemi e cosa si può fare
Il problema principale è che ci sono troppi enti che agiscono arbitrariamente purtroppo guardando unicamente ai propri interessi: spesso vengono organizzati tavoli di discussione, convegni, ecc., ma alla fine, ISS pubblica i propri dati e opuscoli, la Società Nazionale di Salvamento idem, il Ministero della Salute pubblica i suoi e così via. Insomma, manca un capofila che coordini tutto.
Manca una figura che dica cosa c’è fa fare, quando, come e perché.
Serve una figura che riesca a programmare la Campagna mediatica con successo, dall’approvvigionamento dei materiali iniziali alla realizzazione definitiva dello Spot TV. Quella figura chi è? Potrei essere io, ossia colui che ha raggiunto l’apice da questo punto di vista.
L’Italia non aveva MAI VISTO uno Spot TV sulla sicurezza in acqua prima di questo progetto e lo stesso dicasi per gli Spot Radiofonici.
Io so cosa fare, come, dove e quando, ma servono anzitutto risorse economiche. Senza queste non si va da nessuna parte Direttore!
Non possiamo incolpare le Istituzioni, , ma per raggiungerle e sensibilizzarle riguardo a questa necessità devi stare sul pezzo, lavorando tantissimo esclusivamente per questa causa. Ti faccio solo un esempio: se quest’anno tutti i 200 Associati ad associazione di categoria del settore piscine e/o sportivo avessero contribuito con 200 euro a testa (praticamente una cifra simbolica) per la realizzazione della Campagna, avremmo potuto contare su 40.000 €. Puoi immaginare quante cose si possono fare con 40.000 euro ? (spazi radio, tv ecc…).

Caro Direttore, servono risorse economiche, semplicemente soldi/finanziamenti/sostegni al progetto. Con quelli fai ed arrivi dove vuoi arrivare.
Io ci sono e ci sono sempre stato. Sono tutti gli altri che non ci sono. O ci sono solo parzialmente. Vedremo cosa ci riserverà il futuro. Fare quello che ho fatto io non è semplice.
Nello Spot TV sono riuscito nell’ultimo biennio anche a coinvolgere Federica Brignone! – non so se mi spiego-. Ora, se tutto il sistema acquatico vuole veramente fare qualcosa, ti dico, a mio avviso, cosa sarebbe opportuno fare:
Aqquatix, European Aquatic Association (EAA), Assopiscine e tutti gli operatori che come voi, possono aiutarci a fare la differenza, riuniti in occasione di un incontro con tutte le aziende del settore, le quali potrebbero contribuire con una quota solo ed esclusivamente per la Campagna , al fine di poter raggiungere gli obiettivi ivi discussi.
Il tutto in modo trasparente, collaborativo e tracciato per ogni tipo di spesa. Per capirci: l’AIRC ha un bilancio di oltre 90 milioni di euro, Save The Children di circa 40 milioni, Unicef di circa 50 milioni. E tutto questo solo in Italia. Non servono queste cifre ovviamente. Ma senza soldi è già tanto che il sottoscritto sia riuscito ogni anno per 14 anni a mandare in onda gli Spot TV!
Saluto e ringrazio tutta la Redazione per quanto sta facendo, come “megafono” che continua a sensibilizzare sul problema.
Nella speranza che tutto il settore si possa unire per far crescere la cultura sulla sicurezza e anti-annegamento in Italia, secondo un impegno corale che, ad oggi, è completamente mancato.
Nicola Brischigiaro