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Il benessere è al primo posto, ma il consumatore si fida sempre meno

Su food e integratori, le etichette spesso non sono trasparenti ed ingannano; ma questo vale anche per quello che si vende nei centri sportivi e per le attrezzature e ambienti messi a disposizione dei clienti

Se la spesa è sempre più orientata su salute, prevenzione e stare bene, sono troppe le incognite che il mercato riserva; questo vale anche per palestre e piscine, ovvero quello che offrono: attrezzature, ambienti, servizi con il ruolo decisivo dello staff

Come indica una nuova indagine americana, su cui interviene Anthony Vennare (Fitt Insider), la maggior parte dei consumatori si dedica al proprio benessere, investendo e orientando la propria spesa, con una media superiore a 100 dollari (o euro)/mese. Ma cala la fiducia verso prodotti e servizi, perché promettono quello che poi non mantengono.

Negli USA il business accecante delle imprese, porta ad accettare “deroghe” su informazioni ma anche sulla qualità e sicurezza degli alimenti e dei prodotti cosmetici e per la salute che in Europa non sarebbero consentite. Il che è un gran bene per la popolazione e la salute della stessa.

Non è affatto vero che tutte le attrezzature da palestra sono uguali e che comprare l’usato è come comprare il nuovo: sulle attrezzature di qualità vengono fatti studi, controlli, stress test per la sicurezza e il benessere di chi le utilizza per allenarsi: quello che sembra costare di più è di fatto, un valore ineguagliabile, la vera garanzia per la salute e la sicurezza di ogni ciente

Tuttavia, tale argomento riguarda pure le piscine e le palestre, spesso veicolo di smercio di prodotti, alimenti e ausili per l’esercizio fisico, ma anche ambienti dove la sicurezza, la salute e, in generale, il benessere della persona dovrebbero essere al primo posto.

Non è raro constatare situazioni in cui igiene, sicurezza e rispetto delle norme che assicurino il meglio alla popolazione, non vengano rispettate, come attestano i controlli di NAS e ASL che rilevano gravi inosservanze, che comportano chiusure o sanzioni per i centri sportivi in difetto.

Quindi se la fiducia del consumatore sta calando rispetto alla sua sicurezza e alla trasparenza che alcuni prodotti, soluzioni, servizi riservano, qualcosa di più devono fare anche i centri sportivi, investendo per dare il meglio e assicurandosi che effettivamente quanto viene scelto sia l’optimum per la salute, la prevenzione, la sicurezza di ogni persona: sono le scelte sui fornitori di integratori alimentari o di accessori per lo svolgimento delle attività sportive proposte o, ancor più, le attrezzature grazie alle quali possono essere svolte le tante attività in piscina come in palestra.

Qualsiasi genitore responsabile non porterebbe mai il figlio in una piscina dove igiene, sicurezza, qualità degli ambienti e dell’acqua sono non siano massimi ph waterbabies

Perché non è vero che un attrezzo vale l’altro e che un oggetto usato valga uno nuovo che ha sostenuto, da parte delle aziende più serie e quotate, severi controlli e collaudi, prima di metterlo a disposizione del grande pubblico. Ma su tutto, la grande differenza sulla salute e lo stare bene dei clienti, la fa il personale che deve sempre essere professionalmente preparatissimo e capace di dare tutte le garanzie per le quali chiunque entri in un centro sportivo ne esca stando meglio e rafforzando la propria condizione, in particolare riferita alla salute. La serietà, la qualità, la credibilità di palestre e piscine dipende da scelte che alle volte comportano anche investimenti più impegnativi, ma che sono il vero nutrimento della fiducia del cliente/consumatore che solo così non rinuncerà mai al proprio centro sportivo.

IL BENESSERE È AL PRIMO POSTO, MA LA FIDUCIA STA TOCCANDO IL FONDO

Di Anthony Vennare


Secondo Nielsen, il 70% dei consumatori globali si impegna attivamente in routine di benessere e il 55% è disposto a spendere oltre 100 dollari al mese per sostenere il benessere.

Nonostante l’interesse crescente, la fiducia si sta erodendo.

Il 62% dei consumatori non si fida delle indicazioni sulla salute fatte dalle aziende alimentari e l’82% afferma che le etichette dei prodotti per il benessere dovrebbero essere più trasparenti e più facili da capire.

Titoli contrastanti, marketing “curato” e confezioni poco chiare stanno travolgendo gli acquirenti. In risposta, i marchi stanno sostenendo le affermazioni con studi clinici, comitati consultivi di esperti ed educazione dei consumatori.

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I consumatori vogliono ecosistemi per il benessere, non prodotti una tantum: il 70% preferisce aziende con un’autentica attenzione alla salute in tutte le categorie.

In un mercato del benessere affollato, la fiducia è il vero fattore di differenziazione. I marchi che sostengono le offerte con prove, trasparenza e risultati sfonderanno.

Scritto da redazione