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Il Circuit Training proposto a Small Group

Circuit Training con Small Group, una scelta premiante per la piscina, a condizione che il trainer sia all'altezza

In piscina, un servizio di qualità passa da attività svolte in piccoli gruppi, ma nel caso del lavoro a circuito servono capacità e competenze precise del trainer

Questo articolo è stato pubblicato su HA Wellbeing di luglio-agosto 2025 (la seconda parte dell’articolo verrà pubblicata su wbox domani 10 settembre): se non ricevessi gratuitamente la rivista in versione cartacea o elettronica, puoi fare richiesta a: info@wbox.it

stefanocandidoni@gmail.com

Affrontare il mondo Circuit Training (per intendersi, in una lezione ci sono più stazioni e le persone contemporaneamente effettuano esercizi differenti) anche in acqua, non è semplice. Proprio perché si tratta di una metodologia di allenamento/attività molto duttile, alla portata di tutti, spesso non ci si sforza, a mio parere, per darle una veste di qualità.

Spesso non ci si sforza per dare al Circuit Training una veste di qualità

Dando per scontato che i componenti dello small group siano persone differenti per età, condizione fisica, sesso, caratteristiche morfologiche (perché così è!), che vanno nella stessa vasca (perché così è!), proviamo ad inquadrare meglio l’argomento.

I maestri di motivazione ci esortano a partire dal perché. Perché vogliamo fare attività Circuit Training in small group in acqua?

Il proverbio, sempre valido, dice che a pensare male è peccato ma spesso ci si azzecca, per dire che, se ponessimo questa domanda agli imprenditori, potremmo sentirci rispondere, in modo plebiscitario, per fare business. Che non è sbagliato, o peccato! Dal punto di vista strettamente tecnico, un Circuit Training per small group è difficile da mettere in piedi se si vogliono raggiungere, magari nella stessa lezione e per tutti partecipanti, alcuni obiettivi:

– miglioramento/mantenimento delle caratteristiche legate alla forza;

– miglioramento/mantenimento delle caratteristiche legate alla resistenza, distrettuale e generale;

– sicuri benefici per la mobilità articolare e per un idoneo mantenimento di elasticità muscolare;

– acquisizione/stabilizzazione di abilità coordinative acquatiche e non;

– proporre delle attività che portino con sé dei benefici per la vita di tuti i giorni.

Non è una banalità organizzare un Circuit Training per small group se, nella stessa lezione e per tutti i partecipanti, si vogliono raggiungere certi obiettivi

Se davvero, nella stessa lezione e per tutti i presenti, possiamo lavorare sugli obiettivi di cui sopra, è evidente che allora il Circuit Training contiene dei focus importanti, magari portati avanti in un contesto piacevole: che c’è di meglio che allenarsi divertendosi? E non credo che il sorriso sia contrapposto alla “serietà” e all’intensità con cui si può fare un allenamento: spesso, ho sentito dire che l’attività in acqua dovesse essere divertimento, come se per percorrere il “fun” fosse lecito fare cose sbagliate e non fattibili.

Tutto rimane sulla carta se non si attua una sorta di gioco del “se”:

  • Non si può andare a ritmo di musica: ogni esercizio nelle varie stazioni deve avere un suo tempo/ritmo/rom/intensità;
  • Se quanto scritto sopra è vero, allora c’è bisogno di piccole variazioni da suggerire continuamente ai partecipanti, che stanno lavorando palleggiandosi due mondi che rispondono a leggi fisiche molto differenti: sintetizzando, quello della gravità e quello dell’acqua;
  • Se, ancora, bisogna prestare la massima attenzione alla differente posizione del corpo, o parte di esso, rispetto all’altezza dell’acqua, tempo/ritmo/rom/intensità diventano una specifica non più degli esercizi in sé, piuttosto di come vengono svolti dalle persone;
  • Di nuovo, se quindi lo stesso esercizio posso vederlo effettuato in modo molto diverso, avremo bisogno di misurare qualche elemento o parametro che indichi l’effetto su ogni singolo cliente.

Non si può andare a ritmo di musica: ogni esercizio nelle varie stazioni deve avere tempo/ritmo/rom/intensità propri e specifici

In sintesi, Circuit Training per piccoli gruppi non è una soluzione da proporre liquidandola semplicemente come opzione per divertire e fare cassa, ma richiede delle capacità – del trainer– che saranno decisive per coinvolgere ogni cliente: solo così quest’ultimo sarà soddisfatto e non abbandonerà la sua piscina.

Scritto da Stefano Candidoni