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Il corretto posizionamento di una piscina in base alle distanze minime -parte 2

ph Manuela Cerri - Itaca Water

I parametri da tenere in considerazione in fase di progettazione a scanso di sgradevoli sorprese: distanza dalle strade, barriere e protezioni verdi, locali interrati

Questo articolo è stato pubblicato su HA Pool Construction di marzo-aprile

La prima parte è stata pubblicata il 10 aprile; questo il link https://wbox.it/il-corretto-posizionamento-di-una-piscina-in-base-alle-distanze-minime-parte-1/

pennikov@yahoo.it

LA DISTANZA DALLE STRADE E LE FASCE DI RISPETTO

Oltre alla distanza tra i fabbricati, è necessario tenere in considerazione un altro aspetto importante, spesso oggetto di contenzioni e di rigetto di permessi autorizzativi, che riguarda le distanze dalle strade e le relative fasce di rispetto. In queste zone per ragioni di sicurezza non è permesso costruire e sono presenti precise restrizioni in merito a recinzioni e piantumazioni. Ovviamente questo riguarda anche le piscine: che siano o meno una pertinenza dell’immobile principale, un volume interrato o fuori terra, una piscina è sempre una costruzione e pertanto deve sottostare alle direttive legate alle distanze. Fatta questa premessa, nel caso delle fasce di rispetto i riferimenti normativi aggiuntivi, oltre a quelli già citati nell’articolo, sono il D.lgs. 285/1992 (Codice delle Strada) e il DPR 495/1992 che è il suo Regolamento di emanazione. Le distanze da rispettare dalla strada sono le seguenti e legate alla larghezza e tipologia della strada stessa in ambito urbano:

  1. 5 metri se la strada ha larghezza inferiore a 7 metri;
  2. 7 metri se la strada ha larghezza compresa tra 7 e 15 metri;
  3. 10 metri se la strada ha larghezza maggiore di 15 metri;
  4. 30 metri in caso di autostrade;
  5. 20 metri in caso di strade di scorrimento;

Fuori dai centri abitati per le nuove costruzioni i limiti di distanza sono:

  1. 60 m per le strade di tipo A (autostrade);
  2. 40 m per le strade di tipo B (extraurbane principali);
  3. 30 m per le strade di tipo C (extraurbane secondarie);
  4. 20 m per le strade di tipo F (locali);
  5. 10 m per le strade di tipo F (vicinali).

All’interno di queste distanze non può essere realizzata nessuna nuova costruzione o modifica che alteri volume e forma dell’esistente; sono consentite solo opere di abbattimento/ricostruzione. L’unica deroga possibile è legata al caso in cui il lotto seppure edificabile si trovi fuori dal centro abitato e la strada non sia classificata (Consiglio di Stato 3900/2020); in tal caso la distanza minima da rispettare è calcolata in base alla larghezza della strada. Altro aspetto rilevante nel caso di strade locali è che il calcolo delle distanze deve essere effettuato considerando anche il marciapiede, in quanto secondo il codice della strada ne è un componente (TAR Calabria 138/2018).

I LOCALI INTERRATI

Le piscine, specie quelle interrate e semi interrate, necessitano di un locale interrato di servizio. Questi locali possono non rispettare le distanze minime previste dal confine se la copertura non emerge dal piano di campagna, cioè si trova a livello del suolo. Le uniche deroghe possibili possono essere previste all’interno dei Regolamenti Edilizi/Piani delle Regole comunali e possono prevedere comunque uno scostamento dal piano del suolo non superiore ai 30 cm (TAR Molise 20/2018 e Consiglio di Stato 2218/2023). Perché una piscina interrata, in quanto volume scavato, non può essere assoggettata alla stessa regola dei locali interrati? Perché il volume è riempito d’acqua e le azioni che vengono svolte avvengono principalmente sulla sua superficie.

BARRIERE E PROTEZIONI VERDI

Un ultimo aspetto riguardante le distanze, interessante per le piscine all’aperto, è la scelta di posizionare una barriera verde realizzata con cespugli e alberi, per proteggere la visuale dallo sguardo dei vicini. Anche in questo caso, il posizionamento delle piante in base al Codice civile all’art. 892 deve rispettare distanze minime dal confine, precisamente:

  1. 3 metri per piante ad alto fusto;
  2. 1,5 metri per piante non ad alto fusto;
  3. 2 metri per le robinie;
  4. 50 centimetri per arbusti, siepi e viti di altezza massima 2,5 metri.

CONCLUSIONI

In definitiva le distanze minime sono un elemento imprescindibile di cui tenere conto nella progettazione di una piscina e nella scelta del suo posizionamento all’interno di una proprietà. Per evitare di incorrere in problematiche, come sempre la consultazione preventiva delle prescrizioni contenute nei SU locali è di fondamentale importanza. L’agire senza il rispetto delle regole o, peggio, senza un titolo abilitativo adeguato, può comportare di incorrere in sanzioni fino alla demolizione e al ripristino dello stato originario dei luoghi.

Scritto da Riccardo Pennati