Un atteso e ormai tradizionale evento che fotografa, attraverso dati, evidenze e opinioni di esperti e rappresentanti istituzionali, come stia evolvendo il sistema sportivo nazionale
Assosport, da sempre al servizio delle Imprese dello Sport System e di tutti gli attori del settore sportivo, nella sua newsletter settimanale ha dato risalto all’appuntamento, giunto alla sua quarta edizione,dell’Osservatorio Valore Sport di The European House – Ambrosetti. Tenutosi il 3 e 4 marzo a Roma sono intervenuti tanti esponenti istituzionali dello sport e manager di aziende del comparto, per confrontarsi anche sugli esiti della ricerca che può essere esaminata dal Report sul Valore Sport che, in coda a tale articolo, è possibile scaricare integralmente.
Questo quanto ha diffuso via LinkedIn lo stesso dell’Osservatorio Valore Sport di The European House – Ambrosetti:

La chiusura del Forum dell’Osservatorio Valore Sport si è tenuta in occasione della Giornata Mondiale dell’Obesità, un momento simbolicamente rilevante per ribadire il ruolo strategico dello sport come investimento per la salute pubblica e per la crescita economica dell’Italia.
I dati presentati nel Rapporto delineano un quadro che richiede un intervento strutturale: l’81% degli adulti italiani non raggiunge i livelli minimi di attività fisica raccomandati dall’OMS e il 92,1% degli 11-15enni è fisicamente insufficiente. Ancora più critico il dato relativo ai più giovani: il 37% dei bambini tra i 6 e i 9 anni è in sovrappeso o obeso, collocando l’Italia tra i Paesi europei con le maggiori criticità su questa dimensione.
Secondo il modello sviluppato da hashtag#TEHA, il costo complessivo della sedentarietà per il sistema-Paese ammonta a 6,7 miliardi di euro l’anno, tra costi sanitari diretti e perdita di produttività.
Durante l’incontro è stata inoltre evidenziata l’importanza di misurare in modo sistematico il contributo economico e sociale dell’intera filiera estesa dello sport, con particolare riferimento:
– agli investimenti infrastrutturali, che contano oggi oltre 78.000 impianti sportivi attivi (+5,3% rispetto al 2020);
– all’evoluzione della spesa pubblica nel settore, pari a 6,1 miliardi di euro, in crescita del 43% dal 2015.

Emiliano Briante, Partner di TEHA Group e responsabile dell’Osservatorio, ha approfondito il tema dell’impatto e della legacy dei grandi eventi sportivi, evidenziando come essi generino ricadute multidimensionali — economiche, occupazionali, reputazionali, mediatiche e sociali.
L’analisi dell’Osservatorio stima, in particolare per i Giochi di Milano–Cortina 2026, un impatto reputazionale social e web in forte crescita per il Paese: nelle settimane olimpiche, la parola “Italia” o “Italy” è stata oggetto di 1,9 milioni di menzioni in conversazioni social e online, in crescita di 1,7 volte lo stesso periodo delle stesse settimane del 2025. Tale crescita è esponenzialmente superiore per i territori coinvolti nelle competizioni, da 13 volte in più di menzioni della parola Milano fino a 43 di Cortina e 74 di Livigno, con un sentiment positivo generale in aumento.
La sfida, oggi, è trasformare l’effetto evento in una legacy permanente: infrastrutture durature, cultura del movimento, partecipazione diffusa e politiche integrate.
Qui sotto l’articolo sintetico di Assosport pubblicato su Assosport Weekly

| REPORT VALORE SPORT: CRESCE LA PRATICA MA IL SISTEMA DEVE ACCELERARE La quarta edizione dell’Osservatorio Valore Sport di The European House – Ambrosetti evidenzia una trasformazione nella pratica sportiva in Italia. Negli ultimi dieci anni la sedentarietà è diminuita sensibilmente, con quasi 5 milioni di persone inattive in meno, e la partecipazione sportiva tende a diventare più continuativa e meno “mordi e fuggi”, anche grazie alla diffusione di strumenti digitali per il monitoraggio dell’attività fisica e della salute. La crescita della pratica non interessa però tutte le discipline allo stesso modo. Il fitness si conferma il principale motore di espansione, oggi il 33% dei praticanti, grazie alla varietà delle attività offerte: dalla sala pesi (circa 30%) alla ginnastica (28%), fino a discipline come functional training, pilates e yoga che stanno ampliando la base degli sportivi. In forte crescita anche gli sport di racchetta, i cui praticanti sono passati da 1,2 a oltre 1,8 milioni tra il 2015 e il 2024 (+58,5%), trainati dal rinnovato interesse per il tennis e dall’affermazione del padel. In controtendenza, il calcio che, pur restando la seconda disciplina più praticata, registra la contrazione più significativa nel periodo (-2,9 punti percentuali e circa 315mila praticanti in meno), una dinamica che interessa anche il nuoto e gli sport acquatici, terzi per diffusione ma anch’essi in calo (-2,4 punti percentuali e circa 240mila praticanti in meno). Accanto all’evoluzione della domanda sportiva, il rapporto sottolinea anche il peso economico della filiera dello sport in Italia, che contribuisce in modo significativo all’economia nazionale e genera quasi 5 miliardi di euro di export. Allo stesso tempo emergono alcune fragilità strutturali: livelli di attività fisica ancora inferiori alla media europea, una dotazione di impianti limitata e investimenti pubblici nello sport ancora contenuti. Per colmare questi gap l’Osservatorio propone una roadmap di interventi che punta a rafforzare infrastrutture e spazi per lo sport, potenziare la pratica nelle scuole e favorire politiche che rendano l’attività fisica più accessibile lungo tutto l’arco della vita. |