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Il sistema di offerta in acquaticità nel tempo del giubileo: piccola riflessione

Le piscine in generale, quelle degli hotel in particolare, sono un richiamo turistico e ricettivo che merita l'osservanza delle regole per tutelare il cliente ph mrsiraphol by freepik

Gli eventi possono essere un’occasione per essere più attrattivi e adeguati anche per la domanda turistica: vale per le piscine come per i centri wellness, anche per porre rimedio a fattori di rischio e criticità diffuse in troppe vasche nazionali

gurnari@benaquam.com

Mancano pochi mesi all’avvio dell’evento 2025: il grande Giubileo. Un’occasione unica e rara (ogni venticinque anni) promossa dalla Chiesa Cattolica che non coinvolge solo il fulcro delle manifestazioni religiose attese (Roma), ma l’intera nazione. Questa volta, peraltro, il Giubileo coincide con un periodo di forti tensioni geopolitiche, difficoltà socioeconomiche allarmanti ovunque ed una certa crisi umanitaria, e di identità, più o meno diffusa.

Questa importante ricorrenza ha ripercussioni sull’intero sistema Paese: sono attesi non meno di 33 milioni di turisti ed ovunque si stanno predisponendo piccoli e grandi interventi di riqualificazione e potenziamento infrastrutturale per migliorare l’offerta di servizi e di ospitalità. Infatti in occasioni di tali eventi ci si aspetta che tutti facciano la loro parte per offrire una immagine dell’Italia sempre più performante ed attraente. Molto è lasciato al privato, perché questa opportunità venga colta come un periodo di riflessione e di ricerca delle nuove spinte verso un benessere più diffuso e, pacatamente, più ottimista.

Non è dato conoscere se questa interessante opportunità sia stata colta anche dal mondo dell’acquaticità. In fondo i milioni di turisti in arrivo e la grande mobilità interna permarranno all’interno delle strutture ricettive più di tre/quattro giorni in media e nella scelta prevarranno quelle locations che presentano servizi complementari, oggi ritenuti indispensabili, come piscine e centri wellness in acqua.

Il wellness, ancor più turistico, senza escludere quello di tutti i giorni, passa più facilmente attraverso un ‘acqua “sicura” – ph freepik

Nel settore esiste senz’altro molto fervore, ma non è chiaro che sia collegato ad un intero anno di Giubileo o meno. Ma questo evento potrebbe costituire una grande opportunità di riqualificazione del settore, sia in termini di contenuti che di qualità certificabile.

Mi sia dunque concesso di citare, tra i tanti, un esempio tra i lavori che ci sono capitati negli ultimi tempi. Incarico di consulenza e progettazione delle componenti idriche di una struttura ricettiva in Piemonte.  Committente: grande imprenditore con molti interessi in vari settori produttivi e certamente grandi disponibilità finanziarie. Posizione interessante, in collina, in mezzo ai vigneti. Tra i servizi esistenti, una vasca esterna da oltre 200 mc dell’impianto idronico, ovviamente a carattere stagionale. L’impianto è dotato di filtri e pompe sottostimati, alloggiati in un cunicolo sotterraneo con accesso limitato. Senza ventilazione e con impianto elettrico di supporto totalmente fuori norma. Trattamento a base di idrolisi da Cloruro di Sodio standard, senza automatismi né strumenti di controllo.

Circolazione idrica su quattro skimmer (lato corto vasca rettangolare) assolutamente sottodimensionati. Operazioni gestionali: tutte manuali. La vasca non è dotata di docce perimetrali e per vasca antimicotica è stata utilizzato un vecchio piatto doccia con scarico a tappo asportabile manualmente, Ovviamente tale vaschetta è sempre vuota in quanto non dotata di alimentazione, né tantomeno di dispositivo di disinfezione.

I sacchi di sale ed i chimici necessari sono depositati in un minuscolo sgabuzzino, non arieggiato e senza alcun ordine in mezzo ad una confusione imbarazzante solo alla vista (deposito di tutto un po’). Ovviamente non esiste un punto di primo soccorso e per le pulizie si usano prodotti domestici a basso costo. Nessuno documento di riferimento, se non il classico manuale di autocontrollo di base, mai aggiornato e privo di schede di controllo accettabili.

Piscine a skimmer o con altri sistemi sono valide, purchè vengano osservate le regole e che la prevenzione del rischio sia messa in atto concretamente ph Ecotek Srl

A fronte di una forte pressione per almeno una messa a norma parziale, la proprietà mi chiese di preparare un progetto di riqualificazione e di chiedere preventivi.  Tutto fatto in poche settimane, ma il contratto di fornitura non è mai stato firmato. E sono trascorsi almeno tre anni! Il nostro lavoro non è stato in alcun modo riconosciuto.

Al di là delle valutazioni ed anche delle opinioni in merito di carattere generale, questo esempio, come molti altri, genera una serie di quesiti.

Come mai questa vasca non è soggetta a controlli da chi di dovere? E se sono avvenuti, come mai nessuno ha constatato che sono violate le norme del buon senso oltre che quelle in vigore per legge?

Perché un imprenditore del turismo a casa sua può fare quello che vuole anche quando offre servizi che hanno a che fare direttamente con la sicurezza e la salute degli avventori, incauti o semplicemente non informati?

Di questi casi ce ne sono a migliaia, in ogni regione. E si scoprono le difformità solo quando se ne deve occupare la cronaca nera.

Perché non possiamo pretendere che un Paese come il nostro dia le necessarie garanzie quando si utilizzano vasche e piscine (peraltro a pagamento)?

Certo, il Giubileo non contribuirà a risolvere questo ulteriore problema, ma celarne la reale entità non migliora proprio l’immagine che vorremmo dare in occasione di questi emblematici eventi, che se non altro dovrebbero contribuire  a smuovere le nostre incrostate coscienze.

Scritto da Gianni Gurnari