in ,

Il tempo delle regole non può essere una questione privata

ph yiquan zhang-unsplash

La sicurezza delle piscine non deve essere terreno di contrapposizione tra interessi, associazioni e interpretazioni concorrenti. Servono regole nazionali chiare, tempi sostenibili, controlli competenti e una responsabilità condivisa capace di tutelare cittadini, operatori e bagnanti

gurnari@benaquam.com

Il tema delle piscine scotta e non solo per le condizioni climatiche, ma per un motivo molto più preoccupante: la mancanza di una cultura reale. Dopo un lavoro durato molti mesi per trovare una modalità di mettere finalmente mano alla sicurezza di questi mini invasi per lo sport, il relax, il benessere e la salute la proposta legislativa è approdata in Parlamento per una prima approvazione lungo il percorso per arrivare ad una norma che, affermare che sia necessaria, è come dire che per le piscine serve l’acqua. Ma, purtroppo, la litigiosità italica è scoppiata, senza motivo, subito, tra proponenti e detrattori, tra millantatori e speculatori, nonostante i tentativi di mediazione tra le diverse componenti del comparto dell’acquaticità per arrivare ad una norma di compromesso.

ph quilia-unsplash

Infatti, il percorso per giungere ad una norma efficace e soprattutto attesa da molti anni è ancora lungo e complesso e quindi, sia per motivi politici che per la solita macchina burocratica, gli ostacoli per una definitiva approvazione non mancano. Sull’onda emotiva provocata da una serie di incidenti in vasca che hanno coinvolto minori e probabilmente per condizionamenti elettorali questa prima approvazione non ha ottenuto il consenso unanime atteso.

Anzi il panico è arrivato con annunci poco seri (ad esempio che la maggioranza delle piscine pubbliche è a rischio chiusura per inadempienze e mancanza dei requisiti di sicurezza necessari, etc.), come sono arrivate proposte di soluzioni senza traumi per nessuno (senza motivare perché e come).

Sta di fatto che è stata perduta un’altra occasione: quella di unire finalmente il grande popolo degli addetti ai lavori (progettisti, costruttori, fornitori e gestori, oltre che gli utenti) in un unico movimento per la vita in acqua. Questo non è un aspetto trascurabile in quanto aumenta la diffidenza verso le affermazioni in materia specifica e soprattutto crea uno stato di incertezza sia per i diretti interessati che per tutti i possibili avventori.

Ancora una volta dobbiamo assistere ad una mal celata voglia di fare business a tutti i costi, facendo prevalere l’interesse privato sulla necessità di disporre di misure di prevenzione efficace per evitare le migliaia di incidenti e di affogati di cui ogni anno si riempie la cronaca nera dell’intero continente. Stiamo dando una pessima immagine di come la cultura che tende a fornire chiare regole per evitare danni a persone e cose sia preda di speculazioni che poco hanno a che fare con la ragione ed il buon senso. In questo clima torrido c’è quindi da chiedersi come potrà mai venire alla luce il necessario regolamento attuativo e le indispensabili linee guida per rendere applicabile una norma estremamente necessaria quanto complessa almeno nella sua forma pratica.

ph trajektoire.be

Sappiamo tutti che ci sono diverse migliaia le piscine obsolete, con tecnologie superate, ma dobbiamo ricordare che i costi di intervento devono avere una loro sostenibilità tutta da calcolare, caso per caso. Senza contare coloro che dovranno verificare la reale applicazione della norma: questi dovrebbero essere formati in modo adeguato e soprattutto divenire specialisti della materia. Con riconoscimenti istituzionali ufficiali. E questo rappresenta oggi un grosso problema nel contesto di un’Italia piena di contraddizioni e di gravi carenze gestionali della cosa pubblica.

A questo si affiancano i problemi connessi a centinaia di migliaia di piscine nelle strutture turistiche e ricreative dove il principio realizzativo è, nella maggior parte dei casi, disporre di una piscina bella spendendo meno possibile nei contenuti. Oltre ai preoccupanti scenari di una infinità di piscine private-domestiche…

Ma è indispensabile superare l’immobilismo che ha portato a gravi carenze strutturali che sono spesso la causa di incidenti in acqua. L’opinione pubblica ha bisogno di certezze in fatto di sicurezza e di chiare informazioni: se gli stessi addetti ai lavori non parlano tutti la stessa lingua e non sono preparati a trasferire comunicazioni totalmente prive di fake news, anche le migliori intenzioni di superare le criticità che tutti conosciamo sono destinate al fallimento.

E purtroppo ciò riguarda due aspetti importanti della società: la qualità delle risorse e la vita stessa di operatori e di bagnanti. L’appello accorato è quello di non perdere una occasione unica per lo sviluppo e la crescita di una cultura senza la quale non ci può essere un futuro che riguarda, direttamente o indirettamente, alcune decine di milioni di persone. Con tutto quello che questo comporta in termini sociali, educativi, sanitari, sportivi ed economici. E soprattutto democratici.

Scritto da Gianni Gurnari