Una nuova boccata d’ossigeno per le piscine che, in molti casi, stanno soffrendo in eccesso per i costi energetici troppo sbilanciati verso l’alto: il ruolo decisivo del Senatore Paolo Barelli, “protettore” dei centri acquatici
Che Paolo Barelli sia il presidente di federazione fra i più vincenti della storia dello sport italiano è un dato inconfutabile. Inutile poi valutarlo nel perimetro delle discipline natatorie, perché il suo primato è inavvicinabile e ineguagliabile se comparato a quello dei suoi predecessori. Ma Barelli, il senatore, si distingue oggi anche per un ruolo che, per le piscine, si sta rivelando vitale: ancora una volta ha infatti contribuito, di concerto con il governo e con il Dipartimento per lo Sport, a reperire risorse fondamentali per i centri acquatico-natatori, in questa circostanza per un ammontare di 14,9 milioni di euro.

Ovvio, non si tratta di emolumenti riservati ad una categoria di privilegiati, ma di sostegni destinati ad un comparto che, pur svolgendo un ruolo sociale ineguagliabile e orientato alll’educazione sportivo-acquatica della popolazione, è fortemente penalizzato dai costi energetici e al contempo abbandonato a se stesso dagli enti locali: questi ultimi hanno in genere la proprietà degli impianti e si fanno forti di accordi per le concessioni che non prevedono extra aiuti, dimenticando però, i Comuni, che per la gestione di impianti pubblici l’intesa pretende vincoli limitanti e tariffe troppo sociali – colpa anche dei gestori che pur di ottenere una piscina accettano clausole gestionalmente troppo al limite – inconciliabili con la sostenibilità gestionale del centro acquatico; per cui basta una tensione economico-finanziaria esogena per mettere in seria difficoltà la società sportiva assegnataria del complesso sportivo comunale.
Insomma, visto il quadro che oggi riguarda i centri acquatici, pur diversi di questi procedendo a gonfie vele senza troppo curarsi dei rincari delle bollette, Paolo Barelli possiamo considerarlo una sorta di “santo protettore” delle piscine, garantendo periodicamente, secondo un programma d’aiuti governativi, sostegni che, se per alcuni non risolveranno i problemi in cui versano, sicuramente sono una sorta di panacea per dare più tranquillità e prospettive al comparto.
Vale la pena tuttavia rimarcare che tali sostegni non sono decisioni che dipendono esclusivamente da Paolo Barelli, perché queste sono frutto del programma governativo: ma è certo che se oggi il presidentissimo di federazione non fosse nella posizione che occupa in parlamento, il settore piscina avrebbe molti più problemi legati alla sopravvivenza, perché i rincari energetici sono così alti che le sorti di diversi centri acquatici sono a forte rischio (ed alcuni hanno infatti già chiuso i battenti, magari non solo per il caro bollette, ma per un insieme di criticità, fra cui anche i costi sconsiderati di gas ed energia)
Questo il comunicato diffuso da Diritto e Sport sulla prossima erogazione governativa a favore delle piscine con la dichiarazione del Senatore Barelli:

A breve il Dipartimento per lo Sport pubblicherà il bando per l’erogazione dei contributi alle associazioni e società sportive che gestiscono impianti natatori. La somma che sarà erogata complessivamente è di 14.9 milioni di euro, che saranno assegnati secondo le modalità previste dal Dpcm del 10 giugno 2022, attualizzato all’anno in corso.
Così Paolo Barelli, presidente della Federnuoto nonché capogruppo alla Camera di Forza Italia: “Si tratta di un ulteriore risultato concreto, frutto di un impegno costante per individuare risorse destinate ad alleviare i costi delle società sportive, che restano i veri promotori delle discipline acquatiche. Sono loro i garanti della diffusione degli sport natatori, della crescita del movimento e gli artefici di risultati sportivi e sociali di primaria importanza, dalle medaglie internazionali all’insegnamento del nuoto che produce benessere e sicurezza in acqua”o