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Italia al Bivio tra Sedentarietà e Benessere

Il vero antidoto anti-sedentarietà è l'esercizio fisico praticato con regolarità ph freepik

Questo articolo è stato pubblicato su HA Wellbeing di maggio-giugno 2024

andrea@dabliu.com

In una Nazione celebre per i suoi contributi inestimabili alla cultura e all’arte, l’Italia si confronta oggi con una sfida altrettanto significativa ma di natura completamente diversa: il crescente tasso di sedentarietà e sovrappeso tra la sua popolazione. Il Factsheet 2023, un’analisi meticolosa realizzata dalla Fondazione SportCity con il sostegno di istituzioni come Istat e CORESEARCH, mette in luce una realtà complessa che richiede attenzione e interventi mirati.

ph Sport City

Il divario nord-sud, l’accesso all’educazione e le condizioni economiche influenzano notevolmente il tasso di sedentarietà

L’Italia allo Specchio: Una Nazione Divisa

Secondo il report, più di un terzo degli italiani si dichiara sedentario, una cifra che solleva preoccupazioni ma che soprattutto spinge a riflettere sulle cause e sulle possibili soluzioni. Il confronto tra le regioni offre uno spaccato significativo delle disuguaglianze interne al Paese.

Lazio Nella regione capitolina, il tasso di sedentarietà si posiziona in una fascia intermedia rispetto al contesto nazionale. Sebbene Roma offra numerose opportunità di attività fisica, dalle passeggiate nei parchi storici alla bicicletta lungo le sue antiche mura, il livello di partecipazione sportiva non raggiunge ancora i livelli ottimali, evidenziando la necessità di politiche più incisive che incentivino la pratica sportiva.

Lombardia– Al nord, la Lombardia si distingue per un approccio più dinamico allo sport e all’attività fisica, con tassi di sedentarietà inferiori alla media nazionale. Questo è in parte dovuto alla maggiore disponibilità di infrastrutture e alla forte promozione di stili di vita attivi da parte delle amministrazioni locali. Milano, in particolare, si è affermata come un modello di mobilità sostenibile e di spazi urbani dedicati allo sport.

La Lombardia si distingue per un approccio più dinamico allo sport e all’attività fisica

Campania– La situazione in Campania, tuttavia, riflette le sfide più ampie del Mezzogiorno d’Italia. Qui, il tasso di sedentarietà supera di gran lunga la media nazionale, con profonde implicazioni per la salute pubblica. Nonostante il clima mite e le bellezze paesaggistiche che dovrebbero favorire l’attività all’aperto, barriere culturali, economiche e strutturali limitano significativamente la partecipazione sportiva.

Toscana– Questa regione si caratterizza per un approccio vivace e integrato allo sport e all’attività fisica, con una rete capillare di percorsi ciclabili e spazi verdi dedicati. La cultura dell’attività fisica appare radicata tra i cittadini, con un tasso di sedentarietà inferiore alla media nazionale. La Toscana si distingue anche per una forte consapevolezza sulle questioni legate all’alimentazione e al benessere, con iniziative pubbliche e private che promuovono uno stile di vita equilibrato.

Sicilia– L’isola presenta sfide significative legate alla sedentarietà, con uno dei tassi più alti a livello nazionale. Nonostante il clima favorevole e la ricchezza di paesaggi naturali che potrebbero incentivare l’attività fisica all’aperto, prevalgono le barriere culturali e infrastrutturali. La Sicilia risente della mancanza di strutture e programmi accessibili che facilitino la pratica sportiva regolare, soprattutto nelle aree interne e meno urbanizzate.

Calabria– Similmente alla Sicilia, la Calabria affronta problematiche di sedentarietà particolarmente accentuate, con la quota più alta di persone sedentarie registrata nel 2022. Questa realtà è aggravata da una diffusa carenza di infrastrutture sportive e da un’offerta limitata di attività fisica organizzata, che si scontra con la necessità di promuovere stili di vita attivi per contrastare il sovrappeso e le patologie correlate.

Emilia-Romagna L’Emilia-Romagna rappresenta un esempio positivo di promozione dell’attività fisica, con un tasso di sedentarietà inferiore alla media italiana. La regione vanta un’ottima rete di piste ciclabili e spazi attrezzati per lo sport, oltre a un’ampia varietà di iniziative pubbliche volte a incoraggiare la cittadinanza a mantenere uno stile di vita attivo. La cultura dello sport e del benessere è fortemente radicata, contribuendo a un generale stato di salute migliore della popolazione.

L’Emilia-Romagna rappresenta un esempio positivo di promozione dell’attività fisica, con un tasso di sedentarietà inferiore alla media italiana

Una Questione di Cultura, Economia e Infrastrutture

Il Factsheet 2023 evidenzia come il divario nord-sud, l’accesso all’educazione e le condizioni economiche influenzino notevolmente il tasso di sedentarietà. In particolare, le differenze tra i livelli di istruzione delineano un confine netto nel panorama dell’attività fisica in Italia. Nel 2022, le persone con un basso livello di istruzione risultavano significativamente più inclini a condurre uno stile di vita sedentario rispetto a quelle con un’istruzione superiore (49,7% contro 17,9%).

Combattere sedentarietà e peso in eccesso con esercizio fisico e sani stili di vita ph Sport City

Verso un Futuro più Attivo

Per invertire questa tendenza preoccupante, è fondamentale che l’Italia adotti un approccio multidimensionale che includa l’educazione, l’accesso alle infrastrutture e la promozione di stili di vita salutari. La chiave potrebbe risiedere nella capacità di integrare, in maniera coesa e coordinata, le politiche pubbliche di salute, urbanistica, educazione e sport, creando un ecosistema che favorisca automaticamente la scelta di un’opzione attiva e salutare da parte dei cittadini. Questo implica non solo la creazione di spazi pubblici dedicati all’attività fisica, ma anche un cambiamento culturale che metta lo sport e il movimento al centro della vita quotidiana delle persone.

È fondamentale che l’Italia adotti un approccio multidimensionale che includa l’educazione, l’accesso alle infrastrutture e la promozione di stili di vita salutari

Un aspetto cruciale è l’educazione all’attività fisica fin dalla tenera età. Le scuole dovrebbero essere il primo ambiente in cui i bambini vengono esposti all’importanza dello sport, non solo per il benessere fisico ma anche per il loro sviluppo sociale e psicologico. Programmi scolastici che includono una varietà di attività fisiche, adattati a tutte le età e capacità, possono instillare nei giovani la passione per il movimento, riducendo così il rischio di obesità e malattie correlate alla sedentarietà.

Il modello Emilia Romagna per l’esercizio fisico è un esempio positivo fra le regioni italiane

Inoltre, la promozione di campagne di sensibilizzazione sulla salute, come il 21 Marzo Giornata Nazionale del Movimento per la Salute, e incentivi per le attività fisiche come il Bonus Wellness possono motivare ulteriormente la popolazione a diventare più attiva. La collaborazione tra il settore pubblico e quello privato può portare alla creazione di programmi innovativi che offrono soluzioni accessibili e variate per tutti, indipendentemente dall’età, dal sesso o dalle condizioni economiche.

Infine, è fondamentale un approccio inclusivo che tenga conto delle esigenze di tutti i cittadini, inclusi gli anziani e le persone con disabilità. L’obiettivo deve essere quello di garantire che ogni individuo, indipendentemente dalle proprie capacità fisiche, possa trovare opportunità e supporto per mantenere uno stile di vita attivo e sano.

Per realizzare questa visione, è necessaria una forte volontà politica e un impegno trasversale da parte di tutti i settori della società. Invertire la tendenza della sedentarietà e del sovrappeso non è solo una questione di salute pubblica, ma un imperativo per migliorare la qualità della vita degli italiani e garantire un futuro più luminoso e attivo per le generazioni future.

Scritto da Andrea Pambianchi