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Italia e grandi eventi: un Paese inguaribile fra sprechi e corruzione

E anche per l'Olimpiade Invernale che ospiteremo, l'Italia forse riesce a distinguersi per il suo lato peggiore

Puntualmente ogni grande appuntamento sportivo è l’occasione per le peggiori bassezze: nulla insegnano le esperienze vergognose del passato, anzi perseveriamo…

La vera speranza è che l’indagine della Guardia di Finanza verso la Fondazione Milano-Cortina 2026 non abbia fondamento e che la filiera e la macchina organizzativa dell’Olimpiade Invernale sia inappuntabile.

Ma visti i precedenti del passato, con ruberie, spese folli, operazioni discutibili puntualmente verificatisi in occasione di grandi eventi sportivi, il sospetto è che questa indagine abbia tristemente ragione di essere portata avanti.

Stiamo parlando di indagine e non di colpevoli, ma in Italia lo stile sembra sempre il medesimo: saccheggio e abuso delle risorse finanziarie messe a disposizione.

La partenza di Milano-Cortina è già stata molto in salita per una serie di spese, su tutte quella della pista da bob, che a qualsiasi persona di buon senso risultano smisurate e ingiustificate.

Non dimentichiamo il debito pubblico monstre che distingue l’Italia: ma nessuno sembra dia peso a tale grave deficit e, quindi, la corsa alla spesa non ha limiti, ancor più per manifestazioni sportive che tutto giustificano..

Il passato ci ha regalato perle e primai poco invidiabili, come le 84 piscine edificate in Lazio o per buona parte rimaste cantiere per i Mondiali di Nuoto del 2009, i Giochi del Mediterraneo di Taranto, il cantiere infinito di Tor Vergata mai completato con cementificazioni spettrali il cui costo supera i 200 milioni di euro.

Il render della pista da bob molto contestata: costerà, pur se per buona parte finanziata, oltre 120 milioni di euro, quando quella dell’Olimpiade del 56 venne poi utilizzata in 3 o 4 occasioni, lasciandola poi ammalorare con grave danno ambientale

Che dire. L’Italia invoca la possibilità di essere sede di eventi sportivi per poi vincere puntualmente nel campionato delle figure ignobili.

Ma queste vergogne le lasciamo facilmente alle spalle, fingendo di dimenticare. Tanto paga la collettività, ovvero quella che ha subito la perdita di potere d’acquisto più alta d’Europa, che paga le tasse fra le più alte del Continente e che non può più accedere in tempi ragionevoli alla sanità pubblica perché lo Stato non ha più denari.

Sprecare è forse l’Italian Style prevalente, ma qualcuno, noi fra questi, è veramente molto stufo e, pur consapevoli che gli appuntamenti sportivi di cartello siano un volano ineguagliabile per turismo, economia e visibilità nel mondo, varrebbe la pena pesare bene il rapporto costi/benefici, per concludere che forse, per il nostro futuro, è meglio che le grandi manifestazioni sportive le organizzino in altri Paesi.

Questo quanto riporta ItaliaOggi circa le indagini pertite sull’Olimpiade 2026: ribadiamo, la speranza è che sia un errore e che tutto sia stato svolto correttamente. Ma non sappiamo voi cosa ne pensiate; noi qualche dubbio che tutto sia regolare, purtroppo lo abbiamo.

Oggi la Guardia di Finanza di Milano ha svolto delle perquisizioni nei confronti della Fondazione Milano Cortina 2026, di società fornitrici e di persone fisiche coinvolte nelle procedure di affidamento delle prestazioni tecnologiche per le Olimpiadi invernali.

Si apprende da una nota della procura che “Le indagini si sono focalizzate sull’aggiudicazione dell’ecosisterna digitale e della sicurezza delle infrastrutture informatiche della Fondazione Milano Cortina 2026 a seguito di un accordo corruttivo tra tre soggetti (un imprenditore e due ex dirigenti apicali della Fondazione) iscritti nel registro degli indagati.

Le prime ricostruzioni investigative inducono a ipotizzare che il predetto Ente, Comitato organizzatore dei giochi olimpici, sebbene si qualifichi come “ente non avente scopo di lucro e operante in regime di diritto privato”, in realtà abbia una natura sostanzialmente pubblicistica, perseguendo uno scopo di interesse generale, con membri, risorse e garanzie dello stato e di enti locali”.

Gli accertamenti in corso hanno come oggetto anche la scelta dei fornitori e degli sponsor tecnologici, oltre che le procedure per l’assunzione di dipendenti della Fondazione.

La procura rende noto che nessun attuale dipendente della fondazione risulta al momento indagato.

Scritto da redazione