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Italia, terra di campioni dove però prevalgono i sedentari

Domani si celebra la Giornata Nazionale del Movimento per la Salute, ma in Italia siamo sedentari

Domani, 21 marzo, è la Giornata Nazionale del Movimento per la Salute: serve che questa celebrazione sia condivisa da un numero crescente d’italiani visto che il 65% non partica attività fisica o lo fa in modo insufficiente

I dati della ricerca congiunta di ICS e Sport e Salute sono spietati e non è un’evidenza degli ultimi anni, bensì il risultato di uno stile di vita, molto negativo, che accomuna troppi italiani. È sorprendente che l’Italia, ormai consacratasi fra le potenze sportive mondiali, con successi senza limiti dei nostri atleti, perseveri nell’essere dominata dai sedentari, con tutte le ricadute negative che questo stile di vita comporta su salute, patologie e costi sanitari di un sistema già molto in difficoltà nel sostenere la sanità pubblica.

Queste le evidenze flash che sottolinea via social ItaliaOggi

L’ITALIA È UNO DEI PAESI PIÙ SEDENTARI D’EUROPA
La conferma arriva dal Rapporto Sport 2023 di Ics e Sport e Salute
, da cui si evince che un italiano su 3 non pratica nessuna attività fisica.
Ciò è dovuto non solo ad uno stile di vita sregolato, ma anche e soprattutto dalle disparità socioeconomiche, che ancora oggi non rendono lo sport accessibile a tutti.

Questo quanto riporta invece il portale UISP richiamandosi ad un testo di ICS

Il settore dello sport ha raggiunto in Italia una dimensione economica rilevante pari a circa 22 miliardi di euro, con un contributo al PIL nazionale dell’1,3%. Si conferma una vera e propria industria, con un potente effetto leva in termini di ricadute economiche, stimato in 2,2x e un’incidenza significativa a livello occupazionale. Il settore conta circa 400mila addetti attivi lungo la filiera estesa dello sport, che vede la presenza di oltre 15mila imprese private e circa 82mila Enti non profit. Emergono, tuttavia, zone grigie di vulnerabilità connesse allo stato delle infrastrutture sportive, caratterizzate da significativi problemi di manutenzione e conservazione e da una disomogenea distribuzione territoriale. Il 44% degli impianti è stato realizzato negli anni Settanta e Ottanta, in gran parte inefficiente in termini di sostenibilità economica e ambientale. La pandemia e la successiva crisi energetica hanno avuto pesanti ripercussioni sull’equilibrio finanziario di molte strutture sportive, fortemente penalizzate dall’aumento delle bollette di elettricità e gas che, nei picchi massimi delle quotazioni, sono arrivate a incidere fino al 45% dei costi fissi totali. La sfida principale è rendere più efficiente e capillare la rete delle infrastrutture, favorendo la transizione verde e digitale degli impianti e assegnando priorità di intervento al Mezzogiorno, dove è localizzato solo il 26% degli impianti nazionali. Riqualificare e potenziare il patrimonio edilizio sportivo significa migliorare la fruizione degli impianti e contestualmente combattere il tasso di sedentarietà: più di 38 milioni di italiani non pratica Sport e solo un quarto della popolazione svolge attività sportiva in modo continuativo. È necessaria un’azione di sistema per la costruzione di una cultura dello Sport, attraverso politiche multisettoriali in un’ottica sinergica tra pubblico e privato.

“Il Rapporto Sport 2023 interpreta l’esigenza di acquisire nuove consapevolezze del sistema sport, della sua influenza e dei suoi impatti nell’ambito dell’economia sociale della nostra Nazione, così come della qualità della vita delle persone e delle comunità – spiega il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi – Questa preziosa analisi, alla quale dovrà essere data continuità nel tempo, potrà fornire un contributo fondamentale alla creazione di un modello italiano che punti a una maggiore e migliore presenza dell’attività sportiva, in tutte sue forme, nella nostra società”. “Con il Rapporto Sport vede la luce un progetto volto alla creazione di un osservatorio di settore capace di offrire un set informativo utile per orientare le politiche dello sport – afferma il presidente dell’Istituto per il Credito Sportivo, Beniamino Quintieri. L’angolo visuale dell’analisi rappresenta un’efficace prospettiva per migliorare la definizione delle priorità di intervento attraverso politiche di supporto finanziario finalizzate a una convergenza tra investimento, rendimento e obiettivi sociali. È importante sottolineare che la valutazione di impatto condotta sui finanziamenti concessi da ICS ha permesso di dimostrare la capacità dello Sport di essere moltiplicatore sociale per i territori e per la collettività”. “Sport e Salute è orgogliosa di presentare, nel Rapporto 2023, i risultati principali del Censimento Nazionale degli impianti sportivi, mappa fondamentale per tutto il sistema, frutto di un lungo lavoro che rappresenta una bussola per comprendere l’offerta di sport nel nostro Paese e su quali direttrici operare per aumentare la presenza di impianti sul territorio fino ad arrivare a un vero e proprio Piano nazionale dell’impiantistica sportiva”, commenta il presidente di Sport e Salute, Marco Mezzaroma(Fonte: Istituto per il Credito Sportivo)

Scritto da redazione