in ,

Iva nello Sport: dal 1° luglio 2024 in vigore il nuovo regime

Dal 1° luglio 2024 esenzione Iva per i clienti, ma restano gli obblighi per le ASD ph freepik

Da metà anno l’Iva non verrà più addebitata al cliente che pratichi attività fisica-sportiva, dal momento che la nuova norma prevede l’esenzione, ma per le ASD non vengono meno gli obblighi previsti per l’imposta

Non è argomento da sottovalutare anche se diversi operatori da tempo sono consapevoli di cosa ci attenda. Aiuta a fare chiarezza un articolo di ItaliaOggi riportato nella sua newsletter di Diritto e Sport: per chi non si fosse registrato per riceverla, suggeriamo di farlo, perché è indubbiamente una fonte autorevole che aggiorna sul piano normativo e fiscale in modo chiaro ed esaustivo. Dell’articolo pubblichiamo una parte sostanziosa, ma per leggere integralmente l’eccellente testo riportiamo in coda il link

ph freepik

Il nuovo regime, adottato in risposta alle indicazioni europee, in vigore dal prossimo 1° luglio

COUNTDOWN PER L’IVA NELLO SPORT

Necessari specifici requisiti per l’esenzione dall’imposta

Conto alla rovescia per le operazioni esenti Iva nello sport. Dal 1° luglio 2024 le prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport o dell’educazione fisica rese da Asd alle persone che esercitano sport o educazione fisica o nei confronti di associazioni che svolgono le medesime attività e che per legge, regolamento o statuto fanno parte di un’unica organizzazione, nonché, dei rispettivi soci, associati o partecipanti e dei tesserati delle rispettive organizzazioni, saranno esenti Iva. Ciò significa che per tali operazioni l’imposta sul valore aggiunto non verrà addebitata al cliente perché l’esenzione è espressamente prevista dalla legge. Tuttavia, essendo operazioni rilevanti ai fini Iva, valgono tutti gli obblighi previsti per l’imposta (fatturazione, registrazione, dichiarazione).

Le operazioni esenti Iva sono elencate all’art. 10 del dpr 633/1972, sul quale è intervenuto l’art. 5, c. 15 quater, del dl 146/2021, di fatto ampliando le fattispecie di esenzione già previste anteriforma a condizione, però, di non provocare distorsioni della concorrenza a danno delle imprese commerciali soggette ad Iva e che sussistano precisi requisiti, tra cui l’assenza di finalità di lucro dell’ente, la democraticità e la trasparenza della vita associativa. L’art. 5, comma 15 quater, del dl 146/2021, convertito con modificazioni dalla legge 215/2015, la cui entrata in vigore è stata posticipata dalla legge 234/2021, come modificata dal dl 51/2023, al 01/07/2024, oltre ad intervenire sul citato art. 10, ha disposto, altresì, l’abrogazione dei commi 4, secondo periodo, e da 6 a 8, dell’art. 4 del dpr 633/1972 che disponevano l’esclusione dall’imposta delle operazioni ivi descritte.

ph ItaliaOggi

La disciplina interna in vigore fino al 30 giugno 2024 qualifica come escluse da Iva una serie di operazioni, tra cui cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate in conformità alle finalità istituzionali e rese a soci, associati o partecipanti, dietro il pagamento di corrispettivi specifici o contributi supplementari, da associazioni sportive dilettantistiche

Viceversa, la normativa unionale considera tali operazioni economiche e svolte a titolo oneroso, dunque, rilevanti ai fini Iva, a nulla rilevando la natura non commerciale degli enti che le svolgono. Di conseguenza, la Commissione Ue ritiene che alcune delle attività elencate all’art. 4 dpr 633/1972 vadano assoggettate al regime Iva ordinario, altre invece debbano essere considerate esenti nel rispetto dei requisiti e delle condizioni previste dall’art. 132 della direttiva Ce che, appunto, stabilisce l’esenzione per attività di interesse pubblico, tra cui le prestazioni di servizi strettamente connesse con la pratica dello sport o dell’educazione fisica, fornite da organismi senza scopo di lucro (let. m).

La nuova normativa, tuttavia, non menziona le società, limitandosi a indicare come destinatarie le associazioni sportive dilettantistiche, le quali dovranno affrontare una serie di conseguenze di carattere fiscale e contabile, traducibili negli obblighi di fatturazione e registrazione dei corrispettivi, indetraibilità Iva dagli acquisti, trasmissione delle liquidazioni periodiche trimestrali e della dichiarazione Iva annuale. Le Ssd sono, invece, previste nell’art. 36 bis del dl 75/2023, il cui primo comma ha esteso l’ambito soggettivo dell’art. 5 comma 15 quater, includendo gli organismi senza scopo di lucro, compresi gli enti sportivi dilettantistici di cui all’art. 6 del dl 36/2021, tra i soggetti che possono rendere, esenti Iva, le prestazioni di servizi strettamente connesse alla pratica dello sport, comprese quelle didattiche e formative, purché abbiano come destinatari persone che esercitano lo sport o l’educazione fisica.

…prosegue

* studio legale Martinez&Novebaci

Per leggere l’articolo nella sua interezza: fonte e articolo originale https://www.italiaoggi.it/news/countdown-per-l-iva-nello-sport-2624683?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_campaign=diritto-e-sport

Scritto da redazione