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La disastrosa situazione degli impianti sportivi nazionali

Gli impianti sportivi in Italia sono tendenzialmente in pessime condizioni ma sovente si ignora tale criticità

L’Osservatorio HA Wellbeing e Wbox lo denuncia da tempo; ora le indagini tardive lo confermano, ma l’impiantistica sportiva è decisamente carente con ritardi negli interventi da paese del terzo mondo

Non ci vogliono raffinate ricerche per capire che le infrastrutture sportive italiane sono in condizioni pessime e ancor più numericamente molto insufficienti, con un divario imbarazzante fra nord e sud, quando da tempo si promettono interventi volti a colmare almeno questo squilibrio.

L’altra lacuna degli impianti è che sono dotati di tecnologie obsolete con costi energetici smisurati che richiedono interventi tempestivi per efficientamento energetico e utilizzo di energie rinnovabili.

Ora, alla luce di ricerche recenti e decisamente tardive anche i vertici istituzionali si capacitano di tale grave situazione (ma prima, mentre noi in compagnia dell’80% degli operatori sportivi lo segnalavamo, cosa facevano o attendevano per andare oltre alle attuali manifestazioni indignate e sorprese di facciata?) e sollecitano interventi.

Con quali soldi e risorse non è dato sapere, ma è già positivo che ora ci sia quella coralità che prima era solo limitata a chi il comparto sportivo lo occupa autorevolmente e professionalmente, senza tuttavia poter maneggiare le leve del comando e avere ruoli decisori che, ahinoi, sono sempre di competenza di chi competenze dimostra di averne molte meno delle centinaia di migliaia di addetti ai lavori.

Questi un paio di commenti di Italia Oggi sull’impiantistica sportiva italiana e su intese volte ad agevolare l’efficientamento energetico dei centri sportivi.

La situazione degli impianti sportivi in Italia? Pessima
Malagò: “mai così in alto nei risultati sportivi, mai così in basso nelle infrastrutture”
Ma quali sono i numeri delle infrastrutture nel nostro paese? Proviamo a dare un’occhiata
(vedi i dati nell’immagine riepilogativa di questa notizia).

Parallelamente qualcosa si muove per efficientare impianti che, tuttavia, oltre alla parte energetica, avrebbero necessità di riqualificazioni quasi radicali che non solo limitabili solo a questa parte, bensì a tutte le strutture nella loro interezza.

Questo comunque quanto evidenzia, sempre ItaliaOggi, circa le intese fra Gse e Sport e Salute per gli impianti sportivi da efficientare (su tutti, ovviamente, avrebbero fondamentale bisogno di interventi i materia energetica, le piscine). Significative le parole del Ministro Abodi sulle inefficienze nazionali.

Siglato il 12 aprile il protocollo d’intesa tra Sport e Salute e Gse. L’accordo ha come obiettivo lo sviluppo delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica e delle configurazioni di autoconsumo nel settore sportivo, accelerando gli investimenti per la transizione energetica e riducendo i consumi e gli impatti ambientali dell’impiantistica sportiva.

Presenta alla firma del protocollo anche il Ministro Abodi: “. Se oggi l’80% degli impianti è inefficiente a livello energetico vuol dire che non siamo riusciti a trasformare le parole in fatti. Siamo improduttivi energeticamente, ma credo questo accordo segni un punto di svolta”.

Scritto da redazione