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La sicurezza nelle piscine pubbliche

Le piscine devono essere un ambiente dove bambini e famiglie possono passare momenti spensierati: servono rispetto delle norme e la capacità di prevenire rischi ph cookie-studio by freepik

Conoscere e rispettare le norme sulla sicurezza in piscina non esclude il rischio, ma aiuta a prevenirlo e a mettersi al riparo da accuse di trascuratezze nella gestione della piscina

Questo articolo è stato pubblicato su HA Wellbeing di gennaio-febbraio

prola@professioneacqua.it

Le piscine pubbliche aperte ad un pubblico indifferenziato, cioè quelle di categoria A1, necessitano di una attenzione nei confronti della sicurezza degli utenti certamente molto più alta rispetto ad altre categorie di piscine, meno frequentate e meno organizzate. Quando si gestiscono centinaia di persone al giorno è necessario, per forza di cose, affrontare il tema della sicurezza con molta serietà. Ed è quello che fanno i gestori, nella stragrande maggioranza.

Ci sono strumenti normativi che sono molto utili per mettere in atto un idoneo sistema di sicurezza, che sono ancora, purtroppo molto poco conosciuti, per non dire sconosciuti ai più. Si tratta di norme tecniche di derivazione europea che forniscono un validissimo supporto per la progettazione della sicurezza in piscina.

Ci sono strumenti normativi che sono molto utili per mettere in atto un idoneo sistema di sicurezza, purtroppo molto poco conosciuti

COME SI PROGETTA LA SICUREZZA IN PISCINA?

Un argomento di così fondamentale importanza non può essere improvvisato, né si può lasciare che si organizzi da solo, tramite l’esperienza e la consuetudine. La sicurezza in piscina va progettata, in un momento in cui la situazione è tranquilla ed è possibile pianificare. Ma come si progetta la sicurezza?

Prima di tutto, come in un qualsiasi progetto, bisogna individuare chiaramente il fine che si vuole raggiungere. Non sarà possibile far sì che non accada mai neppure un incidente, questo no, ma il fine dovrebbe essere quello di arrivare a non stupirsi nel malaugurato caso in cui qualcosa succeda, perché questo qualcosa si era ipotizzato, si era cercato di ridurre il rischio ma non è bastato. Questo dovrebbe essere il fine. Arrivare a non dover mai ammettere che una simile eventualità non era mai stata presa in considerazione, eppure si è verificata.

L’assistente bagnanti non è sufficiente abbia il brevetto, ma, nel rispetto del suo ruolo, deve essere costantemente vigile per scongiurare pericoli per la clientela ph seventyfour by freepik

Il primo passo da compiere per raggiungere il fine è quello di una attenta valutazione del rischio. Non finta, non quella che si scopiazza da internet per buttare giù un piano di autocontrollo, non quella che di solito chiede la ASL, non quella che si trova sui modelli che passano di mano in mano, no. Una analisi dei rischi vera. Per analisi dei rischi si intende l’elenco completo ed esaustivo delle risposte a questa domanda: cosa può accadere nella mia piscina? Non in una piscina in generale, qui, nella mia. Si scivola, qui? L’acqua è profonda e la vasca non è adatta ai bambini? Durante i corsi di nuoto, magari, c’è un rumore infernale e se qualcuno chiede aiuto è impossibile sentirlo? Sono sotto un pallone e a volte c’è la nebbia peggio che in Val Padana? E via di seguito. Qualunque gestore che si metta a pensare ai possibili rischi della sua piscina è in grado di mettere giù una lista lunga… abbastanza.

Il primo passo da compiere per raggiungere il fine di ridurre il pericolo è quello di una attenta valutazione del rischio: una analisi dei rischi vera

Bene, finita la valutazione del rischio, e se la fate come si deve ne riparliamo tra un po’, bisogna prendere in esame un rischio alla volta e tentare di porvi rimedio. Tentare, perché per molti dei rischi individuati non sarà possibile trovare un rimedio definitivo, sarà necessario cercare di organizzare le attività in modo da ridurne l’impatto, ma eliminarlo no.

E poi, da ultimo, si deve mettere in atto un’ azione di monitoraggio, per verificare con costanza se la situazione si mantiene stabile, se migliora oppure, come spesso capita, se peggiora.

La conoscenza e l’osservanza delle norme UNI sulla sicurezza da parte di costruttori e gestori aiuta a prevenire incidenti ph drobotdean by freepik

Tutto questo passa anche attraverso la formazione e l’addestramento del personale, soprattutto di quello che operativamente deve intervenire in caso di emergenza, come gli assistenti bagnanti, ma anche gli addetti antincendio, ad esempio.

Difficile? Si, indubbiamente. Se lo si fa bene è difficile.

UN AIUTO DALLE NORME TECNICHE

La prima versione della norma UNI EN 15288 è stata pubblicata in Italia nel 2009. L’ultima revisione è del 2019 e si sta per procedere ad una revisione che presumibilmente terminerà con una pubblicazione nel 2027.

La norma è divisa in due parti: la parte 1 identifica i requisiti di sicurezza per la progettazione e la costruzione delle piscine, la parte 2 quelli per la gestione. I riferimenti completi sono:

UNI EN 15288-1:2019 – Piscine per utilizzo pubblico – Parte 1: Requisiti di sicurezza per la progettazione

UNI EN 15288-2:2019 – Piscine per utilizzo pubblico – Parte 2: Requisiti di sicurezza per la gestione

Nella parte 1 sono indicati i requisiti progettuali necessari a garantire la sicurezza in piscina, requisiti che molto spesso non sono rispettati nelle piscine pubbliche, perché sono ancora sconosciuti ai progettisti. Si tratta dei requisiti relativi allo scivolamento, alle pendenze, alle rampe, alle scale, agli spazi perimetrali alle vasche, ai materiali impiegati, ai sistemi di avviso del pericolo, ma anche ai locali tecnici, allo stoccaggio dei prodotti chimici e molto altro.

I requisiti progettuali necessari a garantire la sicurezza in piscina molto spesso non sono rispettati nelle piscine pubbliche

Nella parte 2 sono indicati i requisiti per la sicurezza relativi alla gestione. Se sui requisiti della parte 1 si può fare ben poco, perché si tratta di requisiti di tipo strutturale che, se non vengono osservati in fase di progettazione, sono molto difficili da adeguare in una fase successiva, le indicazioni contenute nella parte 2 possono invece essere di grande utilità per il gestore.

Gli Assistenti Bagnanti sono figure cardine per la sicurezza nelle piscine, ma le vere responsabilità sono di costruttori e propietari/gestori ph My Sport

La norma fornisce una serie di indicazioni pratiche e molto bene contestualizzate su come effettuare la valutazione del rischio, la selezione prima e la formazione periodica poi del personale impiegato, su come cercare di limitare i possibili rischi e su come effettuare il monitoraggio. Si tratta di un vero e proprio vade – mecum di grandissima utilità pratica, che andrebbe conosciuto e applicato da tutti i gestori di piscine ad uso pubblico. Uno degli aspetti maggiormente trattati è quello della protezione dei bambini, e su questo la norma fornisce molti spunti interessanti.

Norma UNI sui requisiti di sicurezza per la gestione: uno degli aspetti maggiormente trattati è quello della protezione dei bambini

Il rispetto delle norme tecniche rappresenta una ottima assicurazione contro gli infortuni e i possibili incidenti. Seguire e rispettare una norma tecnica, infatti, equivale ad agire secondo la buona regola dell’arte, mettendosi al riparo da possibili accuse di gestione poco attenta o trascurata.

Di seguito riportiamo, a titolo di esempio, alcuni requisiti previsti dalla norma UNI EN 15288-1 per l’interno delle vasche e le superfici esterne alle vasche.

UNI EN 15288-1   Caratteristiche delle superfici interne alle vasche
Inclinazione massima/minimaClasse minima di resistenza a scivolamentoNote
Aree non nuotatori profondità
tra 0 e 80 cm
Inclinazione max 10%
(preferibilmente 5%)
BNon sono permesse brusche variazioni profondità (escluso scale)
Aree non nuotatori profondità
tra 80 e 135 cm
Inclinazione max 10%ANon sono permesse brusche variazioni profondità (escluso scale)
Aree nuotatori profondità
oltre 135 cm
Nessun limiteND 
Bordo sfioroNon superiore al 10% e declinante verso la vascaCMarcatura con colore contrastante
Presenza del profilo di appiglio
Battute di virata BSuperficie antiscivolo sulla parete
Gradini di accesso incorporati e con 2 corrimaniNessun limiteB 
Gradini e rampe di accesso alla vascaPer rampe inclinazione
max 8%
CMarcatura con colore contrastante
Vasche non nuotatori con
h oltre 135 cm
 Vedi requisiti specifci
UNI EN 15288-1    Caratteristiche delle superfici esterne alle vasche
 Inclinazione massima/minimaClasse minima di resistenza a scivolamentoNote
Aree a piedi nudi con presenza di acquaPendenza verso scarico
Min 2% – Max 4%
BEs. Piano vasca, Docce
Aree di circolazione bagnate
Aree a piedi nudi senza presenza di acquaPendenza non richiestaAEs. zone armadietti ove non sia previsto accumulo di acqua
Aree con disinfettante – installazione a spruzzoPendenza verso scarico
Min 2% – Max 4%
BEs. Presidi di sanificazione con erogazione di disinfettante

Come è possibile consultare i contenuti della UNI EN 15288? Le possibilità non sono molte, poiché le norme tecniche non sono liberamente consultabili, ma devono essere acquistate sul sito www.uni.com nella sezione “UNI Store”. Il costo è di 90 euro per ogni norma, quindi 180 euro per entrambe. In alternativa, è possibile associarsi ad Acquanet (www.acquanetpiscine.it) per poter usufruire dell’abbonamento per la visualizzazione gratuita di tutte le norme tecniche riguardanti le piscine e seguire i corsi che l’Associazione tiene periodicamente sul tema della sicurezza in piscina.

Il rispetto delle norme tecniche rappresenta un’ottima assicurazione contro gli infortuni e i possibili incidenti

Scritto da Rossana Prola