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Lavoratori sportivi: la qualificazione non cambia la fascia esclusa dall’Irpef

Lavoratori sportivi e la disciplina fiscale dei compensi per importi eccedenti i 15.000 euro - inclusi i premi sportivi ph freepik

Dal 1° luglio 2023 sono imponibili i compensi oltre 15.000 euro. Sui premi la ritenuta alla fonte è del 20% con facoltà di rivalsa

beatrice.masserini@studiocassinis.com   

Con la risposta n. 474 dell’11 dicembre 2023, l’Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti sul nuovo regime fiscale dei compensi percepiti dai lavoratori sportivi nell’area del dilettantismo. L’oggetto del quesito riguardava l’interpretazione della disciplina transitoria di cui all’articolo 51, comma 1-bis, del D. Lgs. 36/2021 – decreto entrato in vigore (nella quasi totalità delle sue norme) il 1° luglio 2023 – in base alla quale «per i lavoratori sportivi dell’area del dilettantismo che nel periodo d’imposta 2023 percepiscono compensi» sia nel primo sia nel secondo semestre «l’ammontare escluso dalla base imponibile ai fini fiscali per il medesimo periodo d’imposta non può superare l’importo complessivo di 15mila euro».

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Al riguardo, occorre, infatti, ricordare che: fino al 30 giugno 2023 i compensi degli sportivi, se si qualificavano come “redditi diversi”, erano esclusi dalla formazione del reddito imponibile fino all’importo di 10.000 euro; dal 1° luglio 2023, invece, i compensi percepiti per lo svolgimento dell’attività sportiva si qualificano sempre come redditi da lavoro (per esempio con presunzione: 1) di lavoro subordinato nei settori professionistici; 2) di lavoro autonomo, nella forma della collaborazione coordinata e continuativa, nell’ambito del dilettantismo) e la soglia di esclusione, per i soli compensi erogati nell’area “dilettantistica”, è stata innalzata a 15.000 euro (ex art. 36, comma 6, D. Lgs. 36/2021).

Ciò premesso, con la citata risposta ad interpello, l’Agenzia, richiamando i pertinenti atti parlamentari (si veda il dossier D. L. 198/2022 – atto Camera 888 del 16 febbraio 2023), conferma che, a prescindere dal duplice inquadramento fiscale appena riportato, il nuovo limite di esclusione è posto in via unitaria. Pertanto, dal 1° luglio 2023 la tassazione riguarda i compensi eccedenti l’importo di 15.000 euro, da determinare nel 2023 (anno della transizione alla nuova disciplina) tenendo conto anche degli eventuali compensi erogati al lavoratore sportivo nel primo semestre, ove essi abbiano già assorbito in tutto od in parte la (precedente) franchigia di 10.000 euro.

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Va rammentato che, oltre alla predetta fascia di reddito esclusa da imposizione, il trattamento fiscale dei lavoratori sportivi dell’area del dilettantismo, limitatamente a coloro che operano “in qualità di atleti e tecnici” (intendendosi per “tecnici”, ex articolo 17, D. Lgs. 36/2021, “gli istruttori, gli allenatori, i maestri e i selezionatori”), si caratterizza per un altro (forse più rilevante) beneficio fiscale, previsto dal comma 6-quater dell’articolo 36, D. Lgs. 36/2021, concernente i cosiddetti “premi”, ossia le somme erogate a tali soggetti «non in relazione all’attività svolta ma al raggiungimento di risultati sportivi legati all’alea del risultato». Detto regime si estrinseca nell’applicazione ai premi di una ritenuta alla fonte del 20% a titolo d’imposta e con facoltà di rivalsa, «ai sensi e per gli effetti dell’articolo 30, secondo comma, del DPR 600/1973».

L’AMPIEZZA DELL’AGEVOLAZIONE

Beneficio fiscale concernente i cosiddetti “premi” potrebbe riguardare solo gli azzurri e non i tesserati di club ph Gian Mattia D’Alberto_ LaPresse

Non è del tutto chiara, peraltro, l’ampiezza di quest’ultima agevolazione: il suo ambito oggettivo sembrerebbe infatti ristretto, a causa di una virgola mal posta, ai soli premi corrisposti ad atleti e tecnici “quali componenti delle squadre nazionali di disciplina” (ossia, quali membri delle rispettive rappresentative nazionali), con ciò escludendo i premi ricevuti dagli atleti (e dai tecnici) per i risultati sportivi raggiunti vestendo la maglia del proprio club di appartenenza. Non era questa, probabilmente, la volontà del legislatore; è dunque auspicabile un intervento chiarificatore dell’Agenzia delle Entrate.