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Le attenzioni che mancano e le occasioni perse per preservare la risorsa acqua

La risorsa vitale per il pianeta, ma pure per lo sport ed ogni piscina, spa, palestra, rischia di ridursi drammaticamente: noi cosa stiamo facendo concretamente? ph freepik

Un accorato appello di uno dei grandi esperti del patrimonio idrico: ognuno di noi ha delle responsabilità senza dimenticare che le piscine e le palestre con scarsità di acqua rischiano limitazioni insostenibili

gurnari@benaquam.com

Caro Direttore,

                       negli ultimi tempi non ho più messo su carta le mie elucubrazioni sul comparto, tecnologia, acqua ed ambiente. Non è che fosse dovuto o dovessi ottemperare contrattualmente, ma ho compreso che a volte è bene fare uno stacco dalle cose. La sovrapposizione di due motivazioni diverse mi ha facilitato questa scelta: la salute da curare e la consapevolezza di essere talvolta fuori dal coro.

Infatti, ho riflettuto molto su questo secondo aspetto della mia vita professionale: sono stato fortunato, certo, Il mio primo versamento INPS data marzo 1970! Da allora non ho mai smesso di studiare; di buttarmi su ogni proposta indipendentemente dagli aspetti remunerativi; non aver mai smesso di essere curioso; di aver sempre cercato di essere obiettivo anche accettando le critiche che mi sono state mosse più volte. E’ certo che raramente il mio lavoro non è stato onorato dai risultati positivi.

Ma da decenni sento parlare e sparlare degli stessi argomenti. Sento fare proposte all’apparenza piene di buon senso, ma poi assisto inerme ad una certa stagnazione, ad una incapacità di tradurre i buoni pensieri in azioni concrete.

La siccità non è più un’eccezione ma una situazione frequente, di cui la Sicilia in questo periodo (come è già stato per la Catalogna in Spagna) dà una triste testimoninianza ph freepik

Ho quindi deciso di riprendere le nostre conversazioni, anche perché tu sei uno dei pochi che mi legge (credo) con piacere.

Lunedi 30 aprile, di ritorno da un viaggio di lavoro in Sicilia, su un volo che stava per raggiungere Bologna, da un immenso mare di nuvole bianche si è aperto un orizzonte di cielo blu sulla pianura padana, verso il nord. Ad interrompere questa scena di paesaggio illuminato dal sole uno spesso strato continuo di nuvole nere, a mo’ di sipario orizzontale. Ma non si trattava di nuvole, bensì l’addensamento aeriforme dell’inquinamento antropico! Decine di migliaia di km quadrati di uno spesso manto, a spessore costante, di aeroformi che condizionano la nostra vita senza farsi notare più di tanto.

Eppure, ho considerato, sono trascorsi solo pochi giorni dalle ultime piogge. Fa veramente riflettere che questo sia il quadro della maggior parte dell’anno!  Eppure, oggi si parla di tutto, ma mai in modo definitivo del nostro futuro in termini di assicurare la vita. Questo lenzuolo nero, avvolgente dovrebbe far riflettere tutti, anche i negazionisti. Certo, anche in passato ci sono stati cicli avversi di condizioni climatiche, ma nessuno di essi era caratterizzato da una coltre densa e continua di smog concentrato, anche se distribuito in modo uniforme, in mezzo al cielo. E se questi argomenti sono solo oggetto di chiacchere da bar da parte del vulgo, mi sembra che non sia oggetto di intenso sforzo culturale e decisionale nemmeno da parte degli addetti ai lavori.

Facciamo l’impossibile per escludere questo futuro per le piscine? ph freepik

Anzi! In questi giorni le aziende acquedottistiche parlano ed espongono numeri di bilanci economici positivi, trasformandosi da soggetti chiamati al servizio della risorsa più importante per la nostra esistenza a puri mercanti di business, peraltro forti di un potere basato su un regime di monopolio. Senza pensare ad un minimo di interventi a carattere strutturale a difesa di una risorsa che non possiamo duplicare.

Non sono da meno coloro che hanno fatto dell’acqua il loro business: i produttori di vasche e sistemi tecnologici per l’uso d’acqua; i proprietari, i gestori delle piscine, degli aquapark, i loro controllori – pubblici e privati – i titolari di resort con una offerta di benessere in acqua e la lista è ancora lunghissima. Ma addirittura non se ne occupano gli operatori delle stazioni termali, il cui business è basato non solo sull’acqua, ma anche sulla sua quantità e sulla qualità (che dovrebbero rimanere più costanti possibile nel tempo). E i balneari? Hanno altro a cui pensare visto che le loro concessioni sono scadute da anni, ma ritengono ancora di averne  diritto per volontà …divina!

Tutti, gli uni e gli altri, pensano che solo i politici debbano impegnarsi a risolvere quello che è sotto gli occhi di ognuno: il cambiamento climatico. Io sento parlare i politici di ambiente da quando sono entrato nel mondo del lavoro: tutti fanno promesse che non solo non sono in grado di mantenere, ma che presentano (senza elementi scientifici obiettivi) come traguardi strategici, pur consci che rimarranno tali solo nelle belle parole elettorali. Ed i discorsi sono sempre gli stessi, intrisi da “dati per scontrato” e mirati al puro fatto scandalistico, in quanto la colpa è sempre degli avversari partitici, dei predecessori.

L’abbondanza di acqua potrebbe essere presto un lontano ricordo ph EyeEm by freepik

Nel frattempo, ci sono decine di migliaia di ricercatori, di osservatori scientifici, di studi e verifiche specifiche che raccolgono dati e disegnano scenari da incubo. A volte favorendo una speculazione informativa che diventa strumento di comunicazione per i media, il mezzo di facile manipolazione, secondo le necessità delle diverse appartenenze dei giornalisti.

La menzogna prevale anche sulle evidenze, ma su quanto sta accadendo non si può far finta di niente.

Io confesso che più studio l’acqua ed i vari ambiti in cui si trova, più mi sento ignorante, incapace di comprendere appieno il valore di questa insostituibile risorsa naturale. E l’acqua è il perno dei rapidi cambiamenti che stanno modificando il nostro pianeta, condizionando tutte le attività umane.

Eppure, talune soluzioni sostenibili, applicabili fin da subito, ci sarebbero. Purtroppo, mancano la determinazione e la reale capacità di scelta, non solo dei politici, ma della maggioranza di noi.

Certe soluzioni sono alla portata di tutti, tuttavia pochi rinunciano a qualcosa  di quello che hanno (che è stato loro donato), anche perché prevalgono gli interessi di piccoli  e grandi.

Come evitare le guerre? Semplice, non costruendo le armi! O almeno realizzando il minimo per pura e vera difesa con un controllo condiviso a livello globale di dove finiscano le armi. Ma i ciclopici interessi che ci sono dietro portano a far sì che nemmeno i popoli che non hanno nulla da mangiare sono armati e non di bastoni o fionde, ma di armi costosissime!

ph freepik

Come evitare di rimanere senza acqua da bere? Semplice: adottando le migliaia di piccoli e grandi accorgimenti che servono allo sviluppo sostenibile, con l’applicazione reale di una economia circolare che non richieda dispendiosa tecnologia, ma rifacendosi a quello che fa la natura da sempre. Adottando il risparmio e la riduzione dei consumi nelle piccole abitudini quotidiane e facendo pressione sulla politica, quella vera e non solo partitica, affinché non sia troppo tardi. E’ davvero una questione di scelte per la vita. Ed il Papa lo ripete in ogni occasione. Quindi sono in buona compagnia!

In alternativa dovremo reindirizzare le nostre ricerche sull’acqua di Marte (vorrei ricordare che si tratta quasi sicuramente di idrati) per applicare quelle tecnologie di indagine ad un solo Pianeta: la Terra!

E, scusami Direttore, non credo davvero si essere un catastrofista!

Ma voglio suonare la campana (quella dell’allarme da non sottovalutare) per tutti coloro che tutti i giorni hanno a che fare con l’acqua nella terraferma a cominciare da un numero rilevante di operatori delle piscine e dei vari comparti che hanno come base l’acqua per il loro lavoro ed il loro benessere (praticamente ogni dell’economia produttiva…).

O forse mi sto sbagliando? Grazie per avermi seguito fin qui.

Gianni Gurnari

Preserviamo l’acqua e l’ambiente, per godere al meglio anche delle piacevolezze indotte, ma attiviamoci al più presto senza fermarci alle buone intenzioni ph tirachard by freepik

Scritto da Gianni Gurnari