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Le campagne anti-annegamento che in Italia dimentichiamo

L'indifferenza verso incidenti e rischi di annegamento in acqua resta un grosso problema nazionale cui serve porre rimedio ph kues1 by freepik

Nei Paesi più evoluti non c’è momento dell’anno in cui si abbassi la guardia su azioni anti “drowing”, campagne preventive e di sensibilizzazione, come, putroppo, non accade da noi

In passato siamo stati sempre attenti a tutto quello che nel mondo avviene per prevenire incidenti e lutti nelle piscine ed in acque libere, e il poco che viene fatto in Italia.

Ma visto il reiterato silenzio generale, torniamo sul tema.

Siamo in piena bella stagione –  che, causa meteo poco friendly, è ben avviata al Centro-Sud ma molto in ritardo al Nord, pur se ora viene annunciato il vero caldo estivo – e, di miglioramenti sulla comunicazione, sulle azioni volte ad educare e sensibilizzare, abbiamo rilevato ben poco; quel poco, da parte dei soliti noti, in particolare Nicola Brischigiaro e Assopiscine.

C’è stato anche qualche progresso sul piano istituzionale, con rappresentanti delle istituzioni e degli enti di riferimento del comparto che si sono confrontati per definire protocolli, programmi, azioni, finanche norme, volti a migliorare la nostra cronica precarietà sulla sicurezza nazionale in acqua.

Ma siamo in Italia e, se questo è stato il primo passo, per completare il percorso possiamo stare certi che serviranno parecchi anni.

Pochi giorni fa via LinkedIn la Royal Life Saving Society UK  https://www.linkedin.com/company/rlss-uk/?miniCompanyUrn=urn%3Ali%3Afsd_company%3A2259372&lipi=urn%3Ali%3Apage%3Ad_flagship3_detail_base%3BDGWM3TeeTtuQsEbAaleHUQ%3D%3D   (omologa dell’ancor più attiva società australiana) annunciava la “Settimana anti- annegamento”, forse valida nel Regno Unito, ma di cui in Italia non si parla lontanamente, nemmeno per prendere spunto da certe iniziative che, quantomeno, hanno il merito di richiamare l’attenzione mediatica e delle istituzioni.

Un esempio che dovremmo tesaurizzare, ma che invece lasciamo ai margini del nostro agire, pronti sempre a denunciare e a stigmatizzare i troppi incidenti nelle piscine estive o al mare o nei laghi e fiumi: l’elenco dei decessi e degli incidenti, con conseguenze gravi per l’esistenza dei malcapiati, è ogni anno impietoso.

ph kbibibi by freepik

E, per quello che è stato fatto nel 2024, paventiamo sarà replicato ancora, viste l’esiguità e la totale indifferenza mediatica ed istituzionale, estese anche agli addetti ai lavori e alla popolazione.

E pensare che siamo un Paese con oltre 8000 km di coste, quindi a prevalente contatto con il mare: il che dovrebbe vederci protagonisti nel mondo per campagne di sensibilizzazione e programmi educativi, quando invece siamo fanalino di coda con scarsa propensione a migliorare questa condizione dove il rischio rientra rassegnatamente o inconsapevolmente nella routine.

Giusto per evocare quanto riporta la Royal Life Saving Society UK riportiamo il loro breve flash social:

Oggi è l’inizio della nostra campagna per la Settimana della prevenzione dell’annegamento e vogliamo che il maggior numero possibile di persone conosca il codice di sicurezza dell’acqua. Puoi aiutarci a iniziare la settimana alla grande e ripubblicare questo?
Questo semplice codice in quattro passaggi può aiutare a salvare vite umane…

Scritto da Marco Tornatore