in , ,

Le Linee Guida per la redazione del PEF

Gli Enti Concedenti terranno conto delle linee guida per predisporre il PEF ph freepik

In attuazione del D.Lgs. n. 201 del 23 dicembre 2022 sono state emesse le indicazioni riferite ai servizi pubblici locali non a rete che gli enti locali terranno in considerazione

Questo articolo è stato pubblicato su HA Wellbeing di gennaio-febbraio 2024

lorenzo.bolognini@studiobolognini.com

Sunto

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con Decreto Direttoriale del 31.8.2023, ha approvato le “Linee guida per la redazione del PEF” in relazione ai servizi pubblici locali non a rete. Anche se non si tratta di un documento che offre spunti particolarmente innovativi, è opportuna una sua analisi perché, da ora in poi, le Pubbliche Amministrazioni si adegueranno ad esso nella redazione dei PEF riferiti alla gestione degli impianti sportivi e, inoltre, lo utilizzeranno come parametro nella verifica dei PEF che, per le stesse gestioni, siano predisposti da soggetti privati, per esempio, includendoli nelle offerte espresse nelle gare per il relativo affidamento.

Quaderno ANCI ph ANCI Piemonte

Si è già avuta occasione di commentare il d.Lgs. n. 201 emesso nel dicembre 2022 che disciplina i servizi pubblici locali di rilevanza economica e, quindi, nella gran parte dei casi, i servizi di gestione degli impianti sportivi natatori e di molti degli altri impianti sportivi. Questa, peraltro, è l’occasione per rinnovare il richiamo all’importanza di tale testo legislativo, passato un po’ inosservato, ma che costituisce uno dei riferimenti principali per la gestione degli impianti sportivi, tanto è vero che, come molti gestori avranno avuto modo di riscontrare, i Comuni concedenti stanno chiedendo sempre più adempimenti legati al d.Lgs. 201, tra cui quelli inerenti al monitoraggio da effettuare, con cadenza annuale, sull’andamento del servizio.

Il d.Lgs. n. 201 è uno dei riferimenti principali per la gestione degli impianti sportivi

Oggi, è opportuno un approfondimento sul Decreto Direttoriale emesso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy il 31.8.2023 con il quale, in attuazione dell’art. 8 del citato d.Lgs. 201, sono state approvate le “Linee guida per la redazione del PEF” in relazione ai servizi pubblici locali non a rete.

Si anticipa che tali Linee Giuda non pare offrano spunti particolarmente innovativi o addirittura “sconvolgenti”, ma esprimono indicazioni piuttosto semplici e conformi alle ordinarie regole già adottate nella prassi per la redazione dei PEF delle concessioni della gestione di impianti sportivi. Risulta comunque opportuno farvi un cenno anche perché possono costituire un utile strumento operativo e di confronto in merito alla correttezza dei PEF elaborati o da elaborare.

Le Linee Guida esprimono indicazioni piuttosto semplici e conformi alle ordinarie regole già adottate nella prassi per la redazione dei PEF

Nelle premesse del documento si precisa che, quando l’affidamento non ha durata superiore a 5 anni e, come ordinariamente avviene in tali casi, non deve dare conto di particolari investimenti, l’elaborazione del PEF non risulta necessaria almeno “ove ciò non sia già reso obbligatorio da altre disposizioni di legge o da norme di settore”. A tal proposito, tenuto conto che il codice dei contratti pubblici prescrive il PEF per tutte le concessioni, anche di durata breve, si deve concludere che, di fatto, il PEF sia sostanzialmente sempre necessario.

ph victor217 by freepik

Nelle premesse si trova un’altra indicazione che, questa sì, può costituire un elemento di novità (anche se indicazioni in tal senso erano già state date dall’ANAC). Infatti, si precisa che, nel caso di affidamenti di durata inferiore a 5 anni per i quali sia stato redatto il PEF, “non vi è obbligo di procedere a un suo aggiornamento su base triennale”. Ciò implicitamente significa che, se l’affidamento ha durata superiore a 5 anni, bisogna provvedere all’aggiornamento del PEF con periodicità triennale, prevedendosi un monitoraggio sull’andamento economico-finanziario della gestione del servizio.

Se l’affidamento ha durata superiore a 5 anni, bisogna provvedere all’aggiornamento del PEF con periodicità triennale

Successivamente, le Linee Guida indicano come debba essere articolato un PEF e quali debbano essere i suoi contenuti minimi.

Il primo paragrafo di tale elaborato deve essere costituito da una premessa che descriva il servizio non a rete per il quale il PEF viene predisposto e la forma della relativa gestione tra quelle ammesse dal d.Lgs. 201/22 (ex art. 14: a privato mediante procedura ad evidenza pubblica oppure a società mista o a società in house ovvero ancora mediante aziende speciali).

Quando l’affidamento assumerà la forma del in house, le premesse del PEF dovranno dare conto dei “benefici per la collettività con riguardo agli investimenti, alla qualità del servizio, ai costi dei servizi per gli utenti, all’impatto sulla finanza pubblica, nonché agli obiettivi di universalità, socialità, tutela dell’ambiente e accessibilità” riconducibili alla scelta adottata (in house): questo è un aspetto a cui occorrerà prestare particolare attenzione atteso che, recentemente, si sta assistendo ad un sempre più frequente ricorso a tale schema organizzativo, in alternativa all’affidamento a soggetti privati specializzati nella gestione di impianti sportivi, talvolta sulla base di ragioni di dubbia fondatezza.

Passando al secondo paragrafo del PEF, lo stesso dovrebbe essere dedicato all’“analisi del servizio pubblico locale… fornendo una descrizione delle caratteristiche tecniche ed economiche del servizio” stesso.

I centri sportivi in generale, con maggior attinenza per le piscine, devono tenere in considerazione le linee guida indicate dal D.Lgs. n. 201 ph evening-tao by freepik

Successivamente, dovrebbe trovarsi il paragrafo riferito alle “assunzioni del piano” nel quale è “opportuno riportare le principali norme di riferimento da osservare nella gestione dello specifico servizio pubblico locale e che ne condizionano le modalità”.

Ma, soprattutto, tra le assunzioni, occorrerà prestare attenzione all’“analisi del contesto di riferimento” dedicando una prima parte di tale analisi alle “variabili di connotazione macroeconomica che possono avere un impatto più o meno significativo nella gestione del servizio” e, una seconda parte alle “caratteristiche del bacino di utenza”, valutando anche “l’evoluzione del bacino di utenza, individuando… i possibili impatti futuri”.

Successivamente, si trova il paragrafo volto ad analizzare “la composizione e la proiezione dei ricavi nell’arco del periodo di gestione” includendo le varie tipologie di ricavi possibili, tra cui quelli derivanti dalle tariffe applicate all’utenza nonché gli “eventuali contributi riconosciuti al gestore per compensare la previsione di tariffe agevolate” (si conferma che, a fronte della prescrizione di un calmieramento delle tariffe rispetto alle risultanze del mercato, sia ragionevole prevedere un contributo dell’Ente Concedente).

L’analisi del contesto di riferimento è riferita alle variabili di connotazione macroeconomica con un impatto più o meno significativo nella gestione del servizio

A seguire, si troverà il paragrafo relativo ai costi, contenente “un’analisi dettagliata e relativa proiezione degli stessi nel corso del periodo di gestione” (le Linee Guida indicano le principali voci di costo che devono essere contemplate tra cui, materie prime, servizi, personale, ammortamenti, oneri finanziari, imposte ecc.).

ph freepik .

Quindi, occorre dedicare un paragrafo del PEF alla “verifica degli equilibri economici”, composta di due parti di cui, la prima, “conterrà il prospetto di conto economico previsionale per tutti gli anni di gestione del servizio” e, la seconda, “conterrà le evidenze del necessario raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario della gestione” riscontrabile “attraverso il calcolo dei principali indicatori economici” dei quali viene fornito un elenco a titolo di esempio (EBITDA, EBIT, utile ante imposte, utile netto, utili netti cumulati, ROI, ROS, ROE, incidenza dei costi generali o indiretti, DSCR).

Di seguito, il PEF esporrà il “piano degli investimenti” e gli “effetti patrimoniali”, essendo precisato che “anche per le principali voci dello stato patrimoniale dovrà essere condotta un’analisi previsionale dell’evoluzione nel corso del periodo di gestione, con indicazione dei prospetti economici patrimoniali”.

Le Linee Guida, a questo punto dell’esposizione, ricordano che, ai sensi dell’art. 26, c. 2, lett. d), del d.Lgs. 201, nella determinazione della tariffa occorre tenere conto “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito, coerente con le prevalenti condizioni di mercato”. Ciò a tutela degli equilibri economico-finanziari della gestione, dovendosi ricordare che l’obiettivo di tali equilibri non è tanto legato all’interesse dell’operatore privato che gestisce l’impianto sportivo quanto, piuttosto, all’interesse pubblico a che il servizio possa essere erogato sulla base di uno standard qualitativo adeguato, trattandosi di un servizio pubblico locale.

Da ultimo, il PEF dovrà “valutare con attenzione sia la capacità di rimborsare il debito a medio-lungo termine, ad esempio ricorrendo al DSCR, sia la solvibilità a breve della Società”, includendo “la costruzione di un rendiconto finanziario prospettico o comunque di una adeguata misura del cash flow”.

Gli Enti Concedenti terranno conto delle linee guida per predisporre il PEF o se dovranno compiere verifiche sui PEF predisposti dai privati

Qui, le Linee Giuda si concludono: come anticipato, non si trovano elementi di novità rilevanti. Bisogna, in ogni caso, considerare l’autorevole fonte da cui provengono con la conseguenza che, opportunamente, gli Enti Concedenti ne terranno conto sia quando dovranno essere essi stessi a predisporre il PEF, sia quando dovranno compiere verifiche sui PEF predisposti dai privati che li includeranno nelle proprie offerte.

Scritto da Lorenzo Bolognini