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L’economia globale del benessere: 8,5 trilioni di dollari entro il 2027

La Wellness Economy avrà uno sviluppo dirompente nei prossimi cinque anni ph kjpargeter by freepik

Fra i Paesi più inclini ad investire nel benessere si stagliano USA, Cina e Germania. L’Italia si colloca al 10° posto. Vale la pena acquistare i Report del Global Wellness Institute e documentarsi

vincenzo@flitfit.com

Come redazione ci siamo occupati già in passato del report di GWI per mettere in risalto che potenziale abbia ancora l’esercizio fisico coordinato da palestre e piscine, come parte dell’economia del wellness che ha prospettive inimmaginabili https://wbox.it/attivita-fisica-un-mercato-in-forte-espansione/ .

Riprende questo tema, con tutta la sua autorevolezza e competenza, Vincenzo Lardinelli, con riferimento all’orientamento per singolo Paese ad investire e credere nella Wellness Economy.

L’Italia occupa una onorevole 10° posizione, non tanto perché siamo una popolazione motoriamente molto attiva, ma perché fra turismo, hospitality (l’Italia ha il più alto numero di hotel in UE) e altre branche del benessere, sicuramente il nostro Paese ha molto da dire.

Questo il commento pubblicato via social da Vincenzo Lardinelli con il link finale che collega al report WGI.

INSIGHT PROFESSIONALI SUL SETTORE DEL BENESSERE GLOBALE

Il #GlobalWellnessInstitute ha recentemente pubblicato il rapporto “L’Economia Globale del Benessere: Classifiche dei Paesi“, che offre una panoramica dettagliata sullo stato attuale e le prospettive future dell’industria del benessere. Questo studio è fondamentale per professionisti e investitori del settore, poiché evidenzia le dimensioni del mercato, la crescita e le tendenze chiave a livello globale.


In testa alla classifica troviamo mercati consolidati come gli Stati Uniti, con un’impressionante dimensione di mercato di 1,8 trilioni di dollari, seguiti da Cina e Germania. La ricerca sottolinea la resilienza e la capacità di crescita del settore, particolarmente evidente nel recupero post-pandemia con mercati come il Regno Unito, i Paesi Bassi, il Messico, il Canada e l’Australia che superano le dimensioni del mercato pre-pandemia.


La spesa per il benessere ora equivale a quella sanitaria a livello globale
, segnando una pietra miliare significativa per l’industria. Nazioni come la Svizzera e gli Stati Uniti mostrano le spese pro capite più elevate, riflettendo non solo l’interesse crescente ma anche il potenziale di investimento in questo settore.
Il rapporto non solo offre una base di conoscenza critica per chi è nel campo ma anche apre discussioni su come i paesi possono sfruttare queste tendenze per stimolare la crescita economica e il benessere generale.
Con l’economia del benessere globale prevista a raggiungere gli 8,5 trilioni di dollari entro il 2027, la ricerca del GWI rappresenta uno spunto determinante per chiunque sia interessato a comprendere e navigare questo momento presente e futuro.
Vi invito a esplorare queste intuizioni e a riflettere su come possiamo collettivamente contribuire e trarre vantaggio dalla crescita dinamica dell’industria del benessere.

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