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L’Esperto Risponde: da Onlus a SSD e trasferimento di una concessione; da dipendente a partita Iva a regime forfettario; risposte flash

Le risposte a domande molto frequenti da parte degli operatori sportivi ph CS Atlantite

Un nuovo intervento di Beatrice Masserini (Studio Cassinis) in materia normativa, fiscale e lavorativa

beatrice.masserini@studiocassinis.com

Una Onlus, costituita in associazione, ha in concessione un terreno dalla Regione. Il terreno, incolto, è situato in zona demaniale e la Onlus lo ha ripulito e recintato, provvedendo anche allo sfalcio dell’erba; ad oggi non vi sono strutture, ma si intende realizzarle quanto prima per riqualificare l’area. Dato che, al 31 dicembre 2025, le Onlus dovranno trasformarsi, si sta valutando il passaggio alla forma di SSD. La concessione del terreno seguirà la trasformazione dell’ente e passerà alla SSD “in automatico”, con la comunicazione alla Regione del nuovo nominativo, oppure è necessario che l’ente mantenga l’attuale denominazione anche dopo il 31 dicembre 2025, per non perdere la concessione? Se la concessione non potesse essere passata alla SSD, in quale altro ente del terzo settore si potrebbe trasformare la Onlus in questione, sempre allo scopo di mantenere la concessione?”

L’associazione Onlus può qualificarsi direttamente come ETS (ente del terzo settore) attraverso l’iscrizione al RUNTS (Registro unico nazionale del terzo settore), pur adeguando lo statuto, ma senza necessità di alcuna trasformazione, mantenendo, quindi, in tal modo la concessione originaria attualmente esistente. L’iscrizione delle Onlus al RUNTS si dovrà realizzare entro il 31 marzo 2026, a norma del DL 84/2025, considerato che, alla data del 1° gennaio 2026, verrà soppresso il Registro delle Onlus, a seguito dell’entrata in vigore definitiva delle norme fiscali del Codice del terzo settore (D. Lgs. 117/2017), rese operative dopo l’autorizzazione della Commissione Europea, comunicata nel corso del 2025.

Per quanto riguarda, poi, la trasformazione dell’associazione Onlus in una SSD, questa avviene attraverso la realizzazione di una trasformazione eterogenea. Tale atto si perfeziona con una delibera dell’assemblea straordinaria dell’associazione e la redazione di un nuovo atto costitutivo per la SSD, tramite l’intervento di un notaio, al quale dovrà essere fornita anche la perizia di stima del patrimonio dell’associazione.

In tal caso, la concessione demaniale può essere trasferita alla nuova società, ma è necessario verificare le condizioni specifiche indicate nell’atto di concessione, oppure ottenere le autorizzazioni necessarie per il trasferimento alla SSD, o presentare una nuova domanda, o, ancora, presentare la richiesta di voltura della concessione esistente, verificando con la Regione la soluzione opportuna.

Esiste, infine, fin d’ora, la possibilità di trasformare l’attuale Onlus in uno dei diversi tipi di ETS già esistenti. Tuttavia, anche questa opzione andrà preventivamente verificata con la Regione, in quanto l’ente concedente potrebbe richiedere specifici requisiti per il mantenimento della concessione in capo al nuovo soggetto giuridico.

“Un ex dipendente ha cessato il rapporto di lavoro dipendente a luglio 2025, percependo nello stesso anno un reddito da lavoro dipendente superiore a 35.000 €. Intende aprire partita IVA nel 2025 adottando il regime forfettario per svolgere la medesima attività esercitata come lavoratore dipendente (consulenza e gestione di risorse umane), ma esclusivamente con committenti diversi dall’ex datore di lavoro. Nel 2024 aveva percepito redditi da lavoro dipendente superiori a 30.000€. Può accedere al forfettario già dal 2025?

Occorre rilevare che è possibile aprire la partita IVA in regime forfettario nello stesso anno in cui si è cessato un rapporto di lavoro dipendente, ma occorre considerare le situazioni che si possono prospettare che impediscono l’accesso.

Per poter accedere al regime forfetario nell’anno di cessazione del rapporto di lavoro dipendente è necessario verificare:

  • il limite di reddito da lavoro dipendente percepito nell’anno precedente, che non deve superare i 30.000 euro (35.000 euro solo per il 2025);
  • la causa ostativa relativa alla prevalenza dell’attività verso l’ex datore di lavoro.

Tuttavia, questa causa ostativa non opera se il rapporto di lavoro è cessato. Quindi, se il rapporto di lavoro è terminato, il superamento della soglia di reddito da lavoro dipendente nell’anno precedente non impedisce l’accesso al regime forfettario.

Nel caso in esame, tuttavia, il dipendente nel corso del 2024 era ancora assunto, poiché è cessato nel corso del 2025 ed ha superato il reddito massimo previsto nel citato anno (2024), aspetto che non consentirebbe di accedere al regime forfettario.

ph FIN Marche

DOMANDE FLASH

Dal 2026 le prestazioni sportive rese ai non tesserati saranno soggette ad IVA?

No. Dal 1° gennaio 2026 tali prestazioni saranno esenti da IVA ai sensi dell’art. 10 del DPR 633/72, purché rese da soggetti senza scopo di lucro. Tuttavia, le SSD dovranno emettere fattura elettronica e gestire contabilmente le operazioni esenti.

È possibile trasformare una SSD in SRL senza perdere le agevolazioni fiscali in corso?

No. La trasformazione comporta la perdita immediata dei benefìci fiscali previsti per le società dilettantistiche. Tuttavia, gli effetti decorrono dalla data di efficacia della trasformazione e non retroattivamente, consentendo di pianificare con attenzione il passaggio.

Cosa rischio se non ho mai presentato il modello EAS prima del 2023?

Per gli anni ancora accertabili, l’Agenzia delle Entrate potrebbe contestare la perdita delle agevolazioni fiscali. Tuttavia, è possibile difendersi dimostrando il possesso dei requisiti sostanziali previsti per gli enti non commerciali.

Le sponsorizzazioni e la vendita di merchandising rientrano nel nuovo regime esente?

No. Queste attività restano imponibili IVA e dovranno essere gestite con contabilità separata rispetto alle prestazioni esenti sportive.