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L’Esperto risponde: Riforma dello Sport e lavoro sportivo, fattura per ginnastica posturale, revisore unico per SSD

Ginnastica posturale sotto la guida del massofisioterapista: fatturazione elettronica o cartacea? ph freepik

Tematiche attuali e casi specifici sotto la lente del professionista per aiutare nell’interpretazione di norme e adempimenti

L’APPROFONDIMENTO DEL WEEKEND

beatrice.masserini@studiocassinis.com

Una nuova serie di quesiti presi in esame dalla dottoressa Beatrice Masserini (Studio Cassinis) che, con grande competenza, fornisce risposte e spiegazioni con un linguaggio accessibile a chiunque, chiarendo alcuni dei dubbi che mediamente assillano gli operatori.

Il componente del direttivo di una ASD e il suo ruolo da inquadrare come lavoratore sportivo in caso di insegnamento ph freepik

“Con riferimento alla Riforma dello Sport, ed in particolare all’articolo 29 del D. Lgs. 36/2021, si chiede se i componenti del Consiglio direttivo di una ASD con carica gratuita possano esercitare attività di insegnamento dello sport, tramite un contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) o di lavoro autonomo, senza incorrere in casi di incompatibilità?
Inoltre, il commercialista della ASD che fattura il compenso per elaborazione paghe può, a sua volta, essere membro del Consiglio direttivo con carica gratuita?”

La risposta alla prima domanda è positiva, purché non si tratti di prestazioni amatoriali.
Nel caso descritto dal quesito, in base all’articolo 28 del D. Lgs. 36/2021, può essere retribuita l’attività di insegnamento dello sport purché si tratti di una prestazione professionale basata su un contratto scritto, anche di co.co.co., dal quale risultino la durata ed i tempi di svolgimento dell’attività, il tipo del lavoro da svolgere, il compenso pattuito e le modalità di pagamento, le relative norme fiscali e previdenziali. Ugualmente positiva è la risposta riguardante il commercialista, per il quale non si rinvengono profili di incompatibilità ex articolo 4 del D. Lgs. 139/2005.

Massofisioterapista e servizio di ginnastica posturale offerto al paziente ph freepik

“Un massofisioterapista, in regime forfettario, emette solitamente fattura cartacea, esente da Iva, per le prestazioni sanitarie rese. Per la ginnastica posturale (che non rientra nelle prestazioni sanitarie) dovrà emettere fattura elettronica con esenzione Iva, o può emettere sempre fattura cartacea in esenzione Iva?”


Se la prestazione non rientra fra quelle sanitarie, sussiste l’obbligo di fatturazione elettronica.
Il divieto di fattura elettronica riguarda esclusivamente le fatture i cui dati sono trasmessi al Sistema tessera sanitaria (articolo 10-bis del DL 119/2018) e quelle riferite alle prestazioni sanitarie rese nei confronti delle persone fisiche, indipendentemente dal fatto che il soggetto sia o meno obbligato a trasmettere i dati al Sistema tessera sanitaria (articolo 9-bis, comma 2, DL 135/2018 e risposte ad interpello 78/2019 e 103/2019). Quindi, se la prestazione resa dal massofisioterapista non può qualificarsi come prestazione sanitaria, non opera il divieto di fatturazione elettronica.
Per completezza, si fa presente che le prestazioni rese dal massofisioterapista possono essere fatturate in esenzione da Iva, ex articolo 10, n. 18, del decreto Iva (DPR 633/1972), solo se rese da soggetti che hanno conseguito il diploma triennale, in quanto solo tale titolo è stato equiparato al diploma universitario (oggi laurea triennale) in fisioterapia (Agenzia delle Entrate, consulenza giuridica 8/2020 e Risoluzione 96/E/2012). In ogni caso, essendo il caso proposto in regime forfettario, la fattura elettronica emessa non avrà l’Iva esposta.

Superando i 4 milioni di euro di ricavi per due esercizi una SSD deve nominare il revisore unico ph freepik

“Una SSD, esercente attività di gestione di palestre, ha superato per due esercizi il limite di ricavi di 4 milioni di euro, con conseguente obbligo di nomina del revisore unico.
Vorrei sapere se il dato da considerare è quello dei ricavi lordi (corrispettivi vendite) oppure quello dei ricavi al netto degli acquisti, posto che, in diverse altre occasioni (per esempio, nel calcolo del limite per la contabilità ordinaria/semplificata), il dato che viene richiesto è proprio il fatturato al netto degli acquisti.”


In base all’articolo 2477 del Codice civile (che definisce i casi in cui è obbligatoria la nomina dell’Organo di controllo per le società a responsabilità limitata – e quindi anche per le SSD -), l’ammontare cui si deve fare riferimento – ai fini dell’individuazione della soglia il cui superamento per due esercizi successivi determina l’obbligo di nomina dell’Organo di controllo (Collegio sindacale o Sindaco Unico) – è il totale ricavi (voce A del Conto economico, secondo la struttura di cui all’art. 2425 del Codice civile).

L’obbligo di nomina dell’Organo di controllo della SSD scatta in presenza di bilancio consolidato, controllo di società soggetta alla revisione legale, superamento per due esercizi consecutivi di almeno due tra i seguenti limiti:

– 4 milioni di euro di totale attivo;
– 4 milioni di euro di ricavi per vendite e prestazioni;
– 20 unità mediamente occupate nell’esercizio.
Pertanto, la normativa fiscale cui fa riferimento il quesito non assume rilevanza nel caso specifico, essendo la casistica normativamente disciplinata dal Codice civile.

Lavoratore sportivo e la scelta fra cococo e apertura di partita Iva ph katemangostar by freepik

“Con l’entrata in vigore della Riforma dello Sport (D. Lgs. 36/2021 e relative integrazioni apportate dal D. Lgs. 120/2023), un contribuente con contratto sportivo si trova a scegliere tra collaborazione coordinata continuativa sportiva ed apertura della partita Iva. Nel secondo caso, potrebbe aderire al regime forfettario in quanto in precedenza ha percepito redditi diversi, oppure sussiste il vincolo della non prevalenza di fatturato verso l’ex datore di lavoro (una palestra gestita in forma di ASD)? Nel caso in cui, invece, optasse inizialmente per la collaborazione coordinata e continuativa, e successivamente volesse aprire la partita iva, perderebbe l’opzione per il 5% (a causa della mera prosecuzione dell’attività svolta sotto forma di lavoro dipendente/autonomo)?”

In base all’art. 1, comma 57, lettera d-bis, della Legge 190/2014, di Stabilità per il 2015, non possono avvalersi del regime forfettario coloro che esercitano l’attività prevalentemente nei confronti del datore di lavoro con cui hanno un rapporto lavorativo in corso o che si sia concluso nei due precedenti periodi di imposta.

Nel caso prospettato, l’applicabilità del regime agevolato non viene pregiudicata per il fatto di avere percepito compensi per collaborazioni sportive ex art. 67, comma 1, lettera m, del Tuir (DPR 617/1986), dalla ASD verso cui verrebbero fatturate, successivamente all’apertura della partita Iva, le prestazioni future.

Per quanto riguarda il secondo punto, invece, la collaborazione coordinata metterebbe a rischio la fruibilità delle agevolazioni previste per le start-up laddove, una volta aperta la partita Iva, l’attività svolta non presentasse sostanziali elementi di discontinuità in termini di struttura e clientela di riferimento.