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L’importanza dell’esercizio fisico iniziato da bambini

L'importanza dell'esercizio fisico per i più piccoli dovrebbe essere un prioriità sociale, ma come confermano alcune indagini, di fatto non lo è ph freepik

La Gen Z, penalizzata nella pratica sportiva under 14, oggi risente di problemi che toccano anche la sfera mentale: l’esercizio fisico va praticato fin da piccoli per essere adulti in salute

Non è una novità per gli addetti ai lavori, ma parlarne giova al comparto, sperando che certe argomentazioni diventino pane quotidiano della popolazione, delle istituzioni e delle autorità che possono incidere sulla sensibilizzazione e sugli stili di vita dei cittadini, con particolare riferimento ai bambini.

L’esercizio fisico è fondamentale per ogni individuo e non c’è un’età per iniziare a praticarlo. Certo, per fare fronte ad un sistema sanitario messo in forte difficoltà da una popolazione che invecchia e da un tasso di natalità bassissimo come quanto sta accadendo in Italia, è auspicabile che ogni bambino venga educato all’attività motoria per farne un adulto più sano e molto meno esposto a patologie, anche mentali, che oggi condizionano gli adulti in età matura e soprattutto quelli più anziani.

Educare all’esercizio fisico le nuove generazioni è un compito assolto dai privati (ASD e SSD) in Italia, dal momento che il settore pubblico è molto deficitario in tal senso, in primis le scuole ph freepik

Ecco, quindi, che l’articolo tratto dalla newsletter americana WellToDo by Fitt Insider, cui consigliamo di iscriversi, risulta quanto mai attuale ed interessante, magari condividendolo con i colleghi o, per farne un testo da divulgare alla popolazione e agli organi di riferimento sopra citati.

Dovrebbe essere una missione condivisa fra palestre, piscine, imprese fornitrici e media/gruppi editoriali come Wbox, al servizio del settore e facile collegamento con persone meno calate nel settore.

L’articolo si rifà ad una ricerca ASICS che denuncia come i più piccoli, rispetto agli altri, stiano non stiano facendo sufficiente attività fisica: un problema americano che in Italia, di fatto, è un problemone ben più esteso e diffuso e non limitato alle nuovissime generazioni.

L’ESERCIZIO FISICO OFFRE BENEFICI PER TUTTA LA VITA

Uno studio ASICS ha collegato l’esercizio fisico regolare durante l’infanzia a un benessere mentale positivo in età adulta, tra cui fiducia, positività e soddisfazione.

DAI NUMERI. I dati provenienti da 22 paesi hanno rivelato che la Gen Z è stata la meno attiva durante la sua giovinezza, con il risultato dei livelli di benessere degli adulti più bassi di tutte le generazioni.

  • Il 57% della Silent Generation di oggi (età 78+) era attivo quotidianamente da bambini contro il 19% della Gen Z, portando a punteggi di 70/100 e 62/100 per il benessere, rispettivamente.
  • I Gen Z che smettono di allenarsi prima dei 15 anni registrano un benessere del 15% al di sotto della media.
  • I punteggi per le donne attive sotto i 40 anni erano superiori del 23% rispetto alle donne inattive della Gen Z.
Lo sport per i più piccoli è un’importante step per poter costruire una vita in salute ph freepik


MUOVERSI. In tutte le età, la correlazione è valida: gli intervistati che soddisfano le raccomandazioni di esercizio settimanale (150 minuti) hanno ottenuto un punteggio di 67 per il benessere, mentre quelli <30 minuti sono scesi a 54.

Poiché la salute mentale della Gen Z ne risente, l’attività fisica potrebbe avere un effetto smisurato, sollevando gli utenti in soli 15 minuti.

DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE: Quasi ~ 80% degli adolescenti sono inattivi, creando una cattiva abitudine verso l’età adulta. Sarà fondamentale stabilire un nuovo standard, colmare le lacune in termini di uguaglianza, inclusività e diversità per quanto riguarda lo sport e l’esercizio fisico per i giovani.

Fonte: WellToDo a www.welltodoglobal.com

Scritto da redazione