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L’Intelligenza Emotiva: la differenza che genera la differenza – parte 1

Focus su una delle priorità da considerare per crescere personalmente e professionalmente

Una priorità ancora trascurata in ambito professionale e personale: per il “Futuro del lavoro” l’I.E. tra le Top Skills WEF, secondo il World Economic Forum

La seconda parte dell’articolo verrà pubblicata domani 25 aprile

enricabrachi@gmail.com

L’Intelligenza Emotiva rappresenta l’Autoefficacia e l’Eccellenza nel lavoro, nelle sue Competenze Strategiche secondo la logica “Inside-Out”, Individuali e Relazionali/Sociali. In sintesi può essere descritta come “la capacità di ben-comunicare con noi stessi e con gli altri”, un variegato insieme di macro-competenze per gestire al meglio se stessi e agire una comunicazione efficace, costruttiva, con gli altri.

Le Soft Skills hanno Impatti Hard! Per tale motivo io le chiamo da anni “Strategic Skills”, sinergiche   e complementari alle “Technical Skills”. Innumerevoli evidenze scientifiche, insieme a conferme di aziende di successo, attestano il Valore, anche economico dell’I. E. in ambito professionale, mentre l’ignoranza delle sue leggi e segreti costa decisamente troppo (scarsi risultati/inefficacia/inefficienza, malessere, disagio, insoddisfazioni, lamentele) e a diversi livelli (Produttività, Innovazione, Salute, Sicurezza, Benessere).

Daniel Goleman nel 1995 ha divulgato il concetto di “Intelligenza Emotiva” delineando ampiamente, attraverso molteplici argomentazioni scientifiche, il valore e l’importanza dell’I.E. oggi sul lavoro per individui, gruppi, organizzazioni e nei diversi contesti di vita relazionali: con figli, nelle coppie, con amici, in ambito sportivo, etc. Il 67% – vale a dire “due su tre” – delle capacità ritenute essenziali per una prestazione efficace è di natura emotiva. Rispetto al QI e all’expertise, la competenza emotiva conta due volte tanto. E questo vale per tutte le categorie di lavoro e in tutti i tipi di organizzazione. Per chi non ha ruoli di responsabilità l’efficacia sopra la media dell’I. E. è due volte più determinante, a prescindere dalle mansioni. In altre parole distingue i “fuoriclasse” dai “mediocri”. Il Q.I e le abilità tecniche sono le “capacità di soglia” base. L’impatto dell’I. E. aumenta notevolmente con la “complessità del lavoro” e risulta quindi indispensabile in chi riveste ruoli di potere gerarchico, come imprenditori e imprenditrici, figure dirigenziali e manageriali.

IL MIO FOCUS È VELOCIZZARE CAMBIAMENTI SIGNIFICATIVI, INTELLIGENTI E SOSTENIBILI AL SERVIZIO DI SINGOLI – TEAM – AZIENDE

La mia Formazione Strategica genera Valore diffuso, sia per i contenuti – sempre innovativi basati sulle più recenti e rilevanti ricerche scientifiche – sia per una Metodologia affinata negli anni, sfidante e coinvolgente, che integra anche il Modello/Pratica del MIT di Boston sul “Cambiamento Sistemico”. L’I.E. con alcune essenziali mie aggiunte è la chiave per accellerare trasformazioni oggi necessarie e vitali.

Il valore, in termini economici, tra individui capaci di prestazioni ai massimi livelli confrontato con i colleghi più mediocri o deludenti, aumenta con la complessità del lavoro: nel caso di lavori semplici (operatori su macchine ed impiegati) gli individui superiori all’un per cento della distribuzione avevano un rendimento di tre volte maggiore, ossia valevano tre volte di più, rispetto a quelli dell’un per cento inferiore; nel caso di lavori di media difficoltà (commessi, meccanici) un individuo capace di prestazioni eccellenti era dodici volte più produttivo dei colleghi meno capaci; nel caso di lavori più complessi (agenti di assicurazione, medici) il confronto è stato effettuato in modo diverso, ossia fra gli individui capaci di prestazioni eccellenti e quelli nella media; anche così un individuo appartenente all’un per cento superiore apportava un valore aggiunto del 127%. Il contributo all’eccellenza della competenza emotiva aumenta con la complessità, così per i lavori più semplici è tre volte di più, per i medi è dodici volte di più e per i complessi l’incremento è pari a circa al 127%. Di conseguenza in posizioni altamente complesse l’I.E. diviene un fattore non solo semplicemente additivo, ma moltiplicativo.

Il benessere/malessere viene co-creato quotidianamente negli inevitabili scambi comunicativi!

Innovare non è solo implementare sistemi e processi a elevato valore tecnologico, ma anche investire in formazione per colmare il gap di competenze – e l’I.E. è indispensabile e prioritaria per tutti. Per fortuna non esistono più scuse (carattere, età, genere), l’I.E. “come insieme di Competenze” – “Saper Fare” può sempre essere appresa grazie alla neuroplasticità del nostro cervello, la straordinaria “capacità di creare sempre nuove connessioni”. Chiunque – se adeguatamente aiutato – può significativamente migliorare la sua I.E. e sprigionare il suo e altrui potenziale.  

CON INARRESTABILE PASSIONE E CONSOLIDATA PROFESSIONALITÀ UN SUPPORTO AL SERVIZIO DELLA CRESCITA

Con impegno e dedizione ho realizzato questo CORSO ON DEMAND “INTELLIGENZA EMOTIVA. Al cuore del Sapersi Relazionare” immediatamente fruibile dopo l’iscrizione, per raggiungere più persone possibili, con la mia sintesi unica e straordinaria del lavoro che amo. Sono10 ore di Videoregistrazioni, da cui sono esclusi i tempi di molteplici esercitazioni e completo di materiali di approfondimento. Un Percorso ONLINE sempre accessibile. Ideale la scelta su tre mesi per elaborarlo adeguatamente, contestualizzarlo, seguirlo e rivederlo con i propri tempi, in base anche ai diversi Ruoli che spesso ciascuno di noi vive. Un LAB pensato per accompagnare ciascuno, passo dopo passo, a essere più motivati, consapevoli, intenzionati a “crescere e prosperare sotto stress, con grazia, facilità e gioia”, con focus sulle molteplici competenze dell’I.E, che usa il Complex Problem Solving e facilità la Felicità nel lavoro e nella vita.

Coloro che sono riconosciuti come “emotivamente intelligenti”, di fronte a eventi di criticità, disagio, conflittualità, riescono a trasformare i circoli viziosi in percorsi virtuosi, gli scontri distruttivi – per sé e per gli altri – in confronti costruttivi, capaci di nutrire la qualità di vita individuale e creare benessere.  

Scritto da Enrica Brachi