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Lo Sport in Italia vale 22 miliardi di euro, pari a 1,3% del PIL

Dati interessanti e criticità ben evidenziate dal report di Sport e Salute e Istituto del Credito Sportivo ph Sport e Salute

Assosport evidenzia l’uscita del report sul comparto sportivo coordinato da Sport e Salute e ICS: indicazioni utili che confermano peso ed importanza del settore

Le ricerche volte a dare valore al comparto sportivo sono sempre apprezzabili, soprattutto in un Paese dove prevalgono  trascuratezze e disattenzioni imperdonabili verso un settore che altrove ha una considerazione più centrale sia come forza economica che come sistema educativo e sociale riferito a esercizio fisico, salute, prevenzione e, ovviamente stili di vita attivi della popolazione.

ph Sport e Salute

Nella recente “Rapporto Sport 2023” vengono snocciolati dati interessanti, anche se la stima del numero dei lavoratori del comparto risulta poco realistica, dal momento che fra dipendenti, professionisti/trainer a PI e cococo, possiamo stare certi che le persone occupate, ancorchè occasionalmente, superano il milione e non sono certo riducibili a 400.000.

Questo l’autorevole commento di Assosport nel dare risalto al report:

USCITO IL RAPPORTO SPORT 2023

E’ uscito il “Rapporto Sport 2023”, la prima ricerca di sistema sull’industria sportiva italiana, condotta dall’Istituto per il Credito Sportivo e da Sport e Salute, che intende rappresentare uno strumento a supporto delle politiche dello sport. Presentato alla presenza del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, il rapporto esamina la dimensione economica dell’industria sportiva, evidenziandone la rilevanza e la capacità di generare benefici sociali misurabili e in linea con gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite

ph Assosport



Il settore sportivo italiano si sta riprendendo dopo la pandemia e la crisi energetica, generando circa 22 miliardi di euro di valore aggiunto e contribuendo all’1,3% del PIL nazionale. Il settore sport si conferma quindi una vera e propria industria, con un potente effetto leva in termini di ricadute economiche, stimato in 2,2x e un’incidenza significativa a livello occupazionale. Impiega infatti circa 400.000 persone, con oltre 15.000 imprese private e 82.000 enti non profit.

Tuttavia, il rapporto evidenzia criticità legate alle infrastrutture sportive, spesso obsolete e mal distribuite territorialmente. Il 44% degli impianti risale agli anni ’70 e ’80 e soffre di problemi di manutenzione e sostenibilità. La pandemia e la crisi energetica hanno aggravato la situazione finanziaria di molte strutture. Il rapporto sottolinea la necessità di rendere le infrastrutture più efficienti e di promuovere la transizione verde e digitale, con un’attenzione particolare al Mezzogiorno. Migliorare le infrastrutture può anche combattere la sedentarietà: più di 38 milioni di italiani non praticano sport e solo un quarto lo fa regolarmente.

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Scritto da redazione