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Luigi Vecchio (Idea Blu – Pavia): la piscina a dimensione di Senior

Luigi Vecchio, fondatore nel 1996 di Idea Blu

Da uno dei più grandi esperti di neonatale e disabilità in acqua, riferimento nazionale e di EAA con il suo centro acquatico, i passi decisivi e il nuovo orientamento verso gli Over 65, il target del futuro di piscine e palestre

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Questa intervista è stata pubblicata su HA Wellbeing di gennaio-febbraio 2024

Luigi Vecchio è fra i pionieri in Italia dell’acquaticità neonatale e delle attività per persone con disabilità. Un percorso avviato 28 anni fa con Idea Blu, puntando sempre sulla grande professionalità dello staff e sulla qualità di ambienti e servizi. Forte di questa esperienza e delle sue alte competenze trasversali, ha progressivamente sviluppato idee e percorsi per gli Over 65, categoria di persone che, per molti versi, ha esigenze e bisogni comuni ai target in cui Luigi Vecchio e il suo Team si sono specializzati nel corso di quasi tre decenni. Oggi i tempi sono più che maturi per focalizzarsi sui meno giovani, assicurando loro una migliore qualità di vita e grandi benefici: le idee, le convinzioni, le soluzioni e i consigli di un così affermato e credibile esperto.

I meno giovani, ad Idea Blu, sono gia accolti meravigliosamente bene e loro rispondono con il sorriso

Fra i pionieri dell’acquaticità neonatale in Italia, può per sommi capi indicarci quando iniziò il suo percorso e le sue tappe decisive che fanno oggi di Idea Blu un riferimento nazionale? 

Un seminario a Varese nel 1990 ha acceso il mio interesse verso l’acquaticità neonatale, maturato nella scelta di costruire insieme a mia moglie Silvia una piscina con le caratteristiche ideali per i bebè, aperta nel febbraio 1996. Una tappa decisiva è stata l’organizzazione del Primo Convegno Nazionale su Acquaticità Neonatale a Pavia nel 2001, un confronto tra professionisti del settore che ha poi favorito numerose sinergie e iniziative tra partecipanti. La seconda tappa fondamentale è stata l’invito ricevuto ad insegnare “nuoto bebe’” a molti studenti di Scienze Motorie di Pavia, alcuni dei quali lavorano ancora insieme a noi.

Le sue alte competenze circa la disabilità in acqua come si collocano nel progetto Idea Blu e quali risultati avete raggiunto in tale ambito?

La scelta di proporre attività fisica adeguata a persone con disabilità, ora fortunatamente diffusa, è stata all’origine una scelta strategica: si trattava infatti di un’attività piuttosto complicata ma interessante, libera da concorrenti e da schemi preordinati. Poi le stesse persone con disabilità ci hanno insegnato come lavorare insieme a loro, come adeguare le nostre competenze alle loro esigenze verso risultati a volte incredibili dovuti soprattutto alla coeducazione e al lavoro in team. Ora la disabilità in Idea Blu è quasi normalità (ammesso che “la normalità” esista).

L’acqua, per chi ha disabilità, significa leggerezza e libertà, sorrisi e gioco, e insegna a volare.

Le stesse persone con disabilità ci hanno insegnato come lavorare insieme a loro, adeguando le nostre competenze alle loro esigenze verso risultati incredibili

In pratica lei ha una vocazione sociale che muove dall’educazione acquatica per i più piccoli e si sublima nel suo e vostro impegno a favore persone con disabilità: un progetto sostenibile e se sì a quali condizioni economiche ed organizzative?

L’educazione acquatica è fondamentale ad ogni età. Per i bebè il valore aggiunto è nella presenza dei genitori completamente dedicati e attenti. L’educazione acquatica in presenza di disabilità regala ai fruitori occasioni uniche per migliorare la propria salute, ma anche per incrementare o mantenere l’autonomia. E tutto con piacere e in mezzo ad altre persone. I costi di una piscina, anche se di dimensioni contenute, sono altissimi. In primis i costi energetici. E in alcuni casi avere acqua e aria ben riscaldate è fondamentale. Ad ogni modo, esistono soluzioni organizzative che consentono di accogliere le persone con disabilità garantendo servizi di altissima qualità con quote sostenibili.

Idea Blu è professionalità, accoglienza, inclusività con il sorriso, valori fondamentali per ogni persona che frequnti il centro di Pavia

Alla luce delle vostre esperienze, come state pensando di trasformare ambienti e servizi per accogliere la categoria di popolazione prevalente in Italia, gli Over 65?

Siamo nell’epoca del mordi e fuggi, in cui si crede che leggendo il titolo di un libro si possieda già il suo contenuto. Per questo ambienti e servizi devono essere sostanzialmente “facili”. Le persone devono sentirsi accolte. E anche accettate. Noi quasi sessantenni siamo gli ex baby boomers e abbiamo vissuto anni bellissimi! Per questo troveremo in piscina un’ottima opportunità per rallentare gli acciacchi della nostra usura strutturale. Ma non trattateci da anziani! Conosco più persone che, abituate al movimento da ex sportivi, ma anche da sportivi tardivi, vivono molto meglio di altri ben più giovani invischiati nella sedentarietà totale. Per quanto riguarda gli ambienti penso che sarebbe bello avere spogliatoi, bagni e docce più simili a quelli di un’abitazione, mentre per i servizi l’attenzione è sempre massima per cercare di garantire ogni comfort.

Ma non trattateci da anziani! Persone abituate al movimento vivono molto meglio di altri ben più giovani invischiati nella sedentarietà totale

Le persone con deficit motorio finanche non autosufficienti nel movimento sono i senior: quali affinità in acqua individua rispetto alle categorie che hanno distinto fino ad oggi Idea Blu nel panorama territoriale e nazionale?

L’acqua, limitando e frenando i movimenti, riduce a tutti la velocità di spostamento. Quando si galleggia inoltre si è tutti “alti uguali”, anche chi non può stare in piedi a secco. La persona, avanzando con l’età, perde fibre muscolari e fibre nervose, perde autonomia, perde abilità. Si trova in una condizione veramente simile al neonato che ancora deve apprendere e anche alla persona che invece è vissuta accompagnata da una disabilità. Osservando le persone con disabilità si impara a cercare soluzioni sempre più personalizzate e la personalizzazione funziona sempre.

Attività verticale in acqua ed ambienti idonei di Idea Blu sono ideali per i meno giovani

I numeri sono spietati: nel 2023 le nascite in Italia sono state meno di 370.000, quando nel 2007 superavano 530.000, mentre gli Over aumentano numericamente: due target anagraficamente agli antipodi ma che richiedono un’alta specializzazione e che hanno un potenziale anche per le entrate delle piscine

Spesso si ha paura di avere figli. E ci si priva di una gioia immensa. I neonati con cui lavoriamo suscitano sempre tenerezza per cui è bellissimo osservarli e ricercare contenuti e proposte a supporto del loro sviluppo – a livello psicomotorio, cognitivo e sociale. Circa 3000 bebè hanno nuotato con noi e ancora ci emozioniamo vedendo una piccola creatura nella nostra piscina.

Le bellissime magliette di Noale ci dicono “la nostra seconda passione è l’acqua, la prima sono le persone” ed è così anche per noi. Se “chi ha problemi” in acqua sta meglio, e i benefici per queste persone risultano molto evidenti, possiamo dedurre che chiunque faccia attività fisica in acqua godrà degli stessi benefici, anche se meno in evidenza. Sinceramente penso che tutti dovrebbero stare in acqua almeno un paio d’ore la settimana. Attenzione, perché spesso chi è più “over” è anche più allenato, e qui potremmo aprire un altro capitolo.

Osservando le persone con disabilità si impara a cercare soluzioni sempre più personalizzate e la personalizzazione funziona sempre

Tecnicamente e organizzativamente, quali sono le differenze maggiori e come ritiene vadano ripensati palinsesto e ambienti per accogliere persone con mobilità ridotta o azzerata visto che nella disabilità il problema spesso è comune?

Le strutture moderne sono normalmente attrezzate per accogliere persone con mobilità ridotta o assente. Altre volte è possibile favorire l’accesso grazie ad arredi o attrezzi appositamente pensati e adeguatamente posizionati. Un bravo manager insieme agli insegnanti più attenti può studiare i propri ambienti e trovare soluzione alle criticità in funzione delle persone che sceglie di ospitare.

Progettualmente suggerirei di trovare nuovi modelli di scalette da piscina da poter utilizzare quando necessario.

Una foto storica per Idea Blu, Super Simo, allieva e donna ineguagliabile, insieme al suo Maestro, Luigi Vecchio

L’approccio all’acqua cosa può regalare ad una popolazione che deve evitare cadute, godere dell’esercizio motorio in forma piacevole e prevenire patologie tipiche dei più anziani?

Spesso persone molto anziane vivono in un loro equilibrio al limite della salute. Se cadendo si fratturano ad esempio un femore, solitamente affrontano la rieducazione in modo timoroso temendo di cadere ancora. Talvolta la frattura è il primo step di una cascata di eventi negativi.

Se la rieducazione al cammino viene proposta in acqua, i tempi di recupero risultano ridotti e le eventuali cadute vengono frenate e impedite dalla massa d’acqua. Pensando alla prevenzione: in una tesi di una mia studentessa, campionessa di pallavolo, alcuni anni fa veniva messo in evidenza come un lavoro in acqua “mirato” favorisse risultati migliori in test significativi per valutare il rischio di caduta nell’anziano.

Se la rieducazione al cammino viene proposta in acqua i tempi di recupero risultano ridotti e le eventuali cadute vengono frenate e impedite dalla massa d’acqua

Lei, con EAA e non solo, si distingue anche nella formazione di professionisti dedicati a queste categorie di utenza: cosa prevede debba comprendere un percorso formativo orientato alla clientela che ha aspettative diverse, e i punti di contatto fra i diversi target perché un istruttore o educatore sia qualificato?

La domanda di corsi in ambito nuoto bebè e in ambito disabilità è costante e con forti motivazioni alla base. Gli istruttori desiderano aumentare le proprie competenze al servizio di utenti dalle esigenze sempre più particolari. Quarant’anni fa gli istruttori, quasi tutti, non si adattavano ma solamente “selezionavano” chi era adeguato o meno al nuoto. Il percorso formativo deve affrontare tematiche tecniche, metodologiche, organizzative e strategiche, con attenzione particolare ad ambiti inerenti a comunicazione,  motivazione, apprendimento, invecchiamento. Bisognerebbe anche favorire gli incontri tra operatori di diverse realtà per proficui scambi di esperienze. Lavorando in acqua con queste categorie target, adattando le proposte e personalizzando l’attività, ci si abitua a individuare le caratteristiche della persona con cui si sta lavorando e ideare compiti adeguati a lei: si impara così a offrire un servizio realmente individualizzato.

Un dettaglio della sala fitness di Idea Blu

L’importanza di contare su personale molto specializzato per seguire persone meno giovani e aiutarle a prevenire patologie lievi o croniche, e ad invecchiare in piena salute in palestra o in piscina: un suo parere.

Gestire una piscina è molto costoso ma vale la pena di garantire a tutti i collaboratori compensi e condizioni operative adeguate, in modo che siano nella condizione di poter svolgere il miglior servizio possibile. Questa intervista è orientata “agli estremi” della nostra vita su questa terra, ma ogni frequentatore di piscina ha esigenze personali particolari, indipendentemente dall’età.  Abbiamo bambini e adulti che sembrano sani ma sono ipocinetici, abbiamo tassi di obesità da primato e problemi psichici ad ogni età. Questo richiede personale sempre pronto e attento, dall’apertura alla chiusura, dall’ingresso all’uscita, e abituato al lavoro di squadra.

Come Idea Blu interpreta il nuovo corso più rivolto agli Over 65 e che cosa si sente di suggerire ai colleghi per riuscire a focalizzarsi sui meno giovani facendone i nuovi numerosi clienti che “affolleranno” piscine e palestre nei prossimi anni?

Chi lavora in piscina è innamorato dell’acqua e l’acqua è uno strumento fantastico che, utilizzato in modo adeguato, contribuisce a migliorare sensibilmente la salute di chi la frequenta. Suggerisco ai numerosi colleghi di osservare con attenzione cosa avviene in acqua e a confrontarsi con chi ha esperienze simili o diverse.

Luigi Vecchio mentre interviene ad uno dei tanti convegni cui ha partecipato come esperto ed apprezzato formatore-relatore

L’acqua è uno strumento fantastico che utilizzato in modo adeguato contribuisce a migliorare sensibilmente la salute di chi la frequenta

In Idea Blu abbiamo scelto di proporre ogni attività sempre a piccoli gruppi in modo che l’insegnante abbia la possibilità di seguire con la massima attenzione ogni singolo partecipante, sia per eventuali correzioni, sia per adattamenti negli esercizi proposti, sia differenziando le proposte. In questo modo le persone partecipano ad un corso che è suddiviso per età e nemmeno per abilità. Così esiste realmente una piena integrazione. Abbiamo gruppi in cui sono presenti “allievi” da venti a oltre ottant’anni, e ognuno raggiunge insieme i propri obiettivi. Con vivaci e positivi scambi di vedute intergenerazionali.

L’Acquaticità neonatale di Idea Blu è uno dei marhci di fabbrica dell’alta scuola guidata da Luigi Vecchio

Scritto da Ciro Lo Giudice