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Meditare per ricaricare la mente

Gli Over 65 non devono solo allenare il fisico, ma anche la mente ritagliando ogni giorno momenti adeguati di meditazione ph freepik

La forma mentale non è meno importante di quella fisica per contrastare l’invecchiamento e il correlato restringimento del cervello: il ruolo fondamentale della meditazione

Quando è stata l’ultima volta che avete caricato il vostro telefono? E la vostra mente? La maggior parte di noi non si sognerebbe mai di scaricare a zero la batteria del telefono ma, quando si tratta della nostra mente, spesso la lasciamo funzionare a vuoto.

La meditazione è un ottimo modo per ricaricare le “batterie mentali” e rilassare la mente.

Sintetizzando le varie definizioni che si trovano in letteratura, si può definire la meditazione come una pratica di concentrazione mentale su uno o più oggetti, immagini o pensieri.

Nata per motivi religiosi e spirituali — tra i fedeli cristiani e musulmani, ad esempio, è considerata una forma di preghiera, grazie alla quale i fedeli si avvicinano a Dio; in altre epoche e ad altre latitudini la pratica della meditazione ha sempre fatto parte del processo di iniziazione e purificazione spirituale — nella seconda metà del ventesimo secolo la meditazione si è diffusa nel mondo occidentale secolarizzato come tecnica di rilassamento con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni psicofisiche. Le varie pratiche attuali derivano dall’induismo vedico, datato a prima del II millennio a. C. La prassi della meditazione sarebbe stata ideata nel Punjab, tra India e Pakistan, in relazione alle mistiche indiane.

La meditazione nelle società occidentali si è diffusa come tecnica di rilassamento con l’obiettivo di migliorare le proprie condizioni psicofisiche

La meditazione costante e duratura esercita un’influenza che si prolunga oltre la sessione di meditazione stessa, fino a creare e consolidare una modificazione dei sistemi cerebrali e dei circuiti neurali. [1]

[1] Daniel Goleman–Richard J. Davidson, La meditazione come cura, Rizzoli Bur 2017.

La meditazione è fondamentale per l’equilibrio mente-corpo e per rallentare il processo di invecchiamento del cervello ph freepik

Ecco alcuni passi che puoi seguire per praticare la meditazione e riacquistare energia mentale:

  • Trova un luogo tranquillo: Cerca un posto silenzioso e privo di distrazioni dove puoi sederti o sdraiarti comodamente.
  • Posizione comoda: Scegli una posizione comoda, che potrebbe essere seduta su una sedia o su un tappetino da meditazione, o anche sdraiata, a seconda delle tue preferenze.
  • Respirazione consapevole: Concentrati sulla tua respirazione. Respira lentamente ed in modo regolare. Nota come l’aria entra e esce dal tuo corpo. La respirazione consapevole è un modo efficace per rilassare la mente e ridurre lo stress.
  • Scansione corporea: Inizia a esaminare il tuo corpo mentalmente, dalla testa ai piedi. Rilassa ogni parte del tuo corpo mentre procedi.
  • Concentrazione: Puoi concentrarti su un oggetto specifico, come una candela o una parola o frase ripetitiva (mantra), o semplicemente focalizzarti sulla tua respirazione. L’obiettivo è mantenere la mente concentrata su un unico punto.
  • Accettazione e consapevolezza: Accetta i tuoi pensieri senza giudicarli. Se la tua mente divaga, semplicemente riportala alla tua area di concentrazione. La meditazione non si tratta di eliminare i pensieri, ma di osservarli con distacco.
  • Durata: Inizia con sessioni brevi, ad esempio 5-10 minuti, e gradualmente aumenta il tempo man mano che ti senti più a tuo agio con la pratica.
  • Costanza: La chiave per beneficiare appieno della meditazione è la costanza. Pratica la meditazione quotidianamente, se possibile.
  • Rilassamento: Alla fine della tua sessione di meditazione, rilassati per alcuni minuti. Poi, gradualmente, torna alla tua routine quotidiana.

Qualsiasi tipo di meditazione migliorerà la nostra forma mentale e i benefici si accentueranno con il crescere delle ore complessive di pratica

Come è possibile sperimentare che la regolarità fa ottenere una migliore forma fisica anche nella pratica costante dell’attività motoria, così qualsiasi tipo di meditazione migliorerà, in modo più o meno evidente, la nostra forma mentale e i benefici si accentueranno con il crescere delle ore complessive di pratica, dato che la neuroplasticità consente di plasmare il cervello attraverso la ripetizione delle esperienze.

Un cinquantenne allenato alla meditazione riduce il restringimento del cervello ph like creative by freepik

Come avviene per l’esercizio fisico, dove l’aumento del carico e dell’intensità producono maggiori risultati, ma dove l’abbandono della costanza nell’allenamento fa regredire i progressi allo stato iniziale, così avviene per i cambiamenti nella mente-cervello ottenuti attraverso gli esercizi di meditazione. Uno studio condotto dai ricercatori della UCLA ha mostrato che la pratica meditativa costante riduce il restringimento del cervello dovuto al naturale processo di invecchiamento.

Il cervello dei cinquantenni che praticano la meditazione da lungo tempo è di 7,5 anni “più giovane” dei coetanei non meditatori. [1] Dallo studio è emerso anche che, dopo i cinquant’anni, per ogni anno che passa il cervello dei praticanti risulta più giovane di un mese rispetto a quello dei soggetti coetanei che non praticano la meditazione.

La pratica meditativa costante riduce il restringimento del cervello dovuto al naturale processo di invecchiamento

Uno stile di vita volto a contrastare le cause dell’invecchiamento è fondamentale che preveda anche una forma di esercizio mentale abbinato a quello fisico dato che il cervello si comporta come un qualsiasi muscolo che, quando viene sollecitato in modo appropriato, si rafforza.

La meditazione è un processo che richiede tempo e pratica. Con il tempo, noterai miglioramenti nella tua capacità di gestire lo stress, la chiarezza mentale e la sensazione di benessere. Può essere un modo efficace per ricaricare le tue “batterie mentali” e ritrovare equilibrio ed energia nella tua vita.


[1] Eileen Luders et al. Estimating Brain Age … in long term meditation practitioners, “NeuroImage”, 2016.

Scritto da Gianluca Scazzosi