In Italia il sistema sanitario è in crisi e si spende di più nella sanità privata, ma nel mondo e in America le cosa vanno anche peggio e la prevenzione diventa fai da te e un assist allo sport
Una notizia diffusa dal portale Fitt Insider segnala la spesa verticalmente crescente per l’assistenza sanitaria dell’americano medio, il quale spende in proporzione meno per cibo e affitti o mutui.
Un segno di come stiano cambiando i tempi e quale sia l’orientamento della spesa del consumatore. Certo, gli USA da sistema leader e di riferimento mondiale, stanno sempre più configurandosi come modello negativo e perdente da cui prendere le distanze: una sistema capitalistico in cortocircuito e in irreversibile declino – complice anche una guida discutibile e molto confusa in materia economica e di relazioni internazionali che tende ad alimentare ulteriori tensioni su scala globale- guidato da soli interessi economico-finanzieri concentrati in una élite che detiene buona parte della ricchezza, relegando ai margini fasce sempre più ampie di popolazione, incluse molte persone del ceto medio.

Ovvio che, partendo da questo quadro preoccupante, il consumatore medio punti a preservare gli aspetti che hanno reale valore: la salute in primo luogo, ma sicuramente anche la prevenzione, elemento che palestre e piscine sanno ben valorizzare e offrire a chi ha capito che con l’esercizio fisico e sani stili di vita la prevenzione è assicurata, riducendo di riflesso anche la spesa privata per l’assistenza sanitaria che il sistema pubblico oggi garantisce sempre meno e in forma piuttosto insufficiente.
Come sottolinea Fitt Insider, traendo spunto da un articolo del New York Times, sta prevalendo una gestione della propria situazione sanitaria FAI DA TE, dribblando i costosissimi centri medici privati e puntando su tecnologia, piattaforme in linea con questo orientamento e altro che sia collegabile a tali scelte.
In Italia, salvo considerare che la penetrazione del fitness e delle piscine rispetto agli USA è dimezzata, contando comunque su un sistema sanitario declinante sì, ma garantito e accessibile a tutti, le scelte su cosa spendere ed investire stanno orientandosi alla stessa maniera: ora spetta a chi guida i centri sportivi essere attrattivi e il riferimento per consumi di valore perché gli italiani indirizzino con convinzione le proprie priorità di spesa.
GLI AMERICANI ORA SPENDONO DI PIÙ PER L’ASSISTENZA SANITARIA CHE PER IL CIBO O L’ALLOGGIO
In qualche modo… Ci stiamo ancora ammalando.

Il sistema attuale non è costruito per mantenerci in salute; è reattivo per progettazione.
→ il 90% della spesa sanitaria è destinato al trattamento delle malattie croniche
→ Solo l’8% degli adulti si sottopone regolarmente a screening preventivi
→ La maggior parte delle persone evita il medico a meno che non sia urgente
Le persone vogliono una salute proattiva.
Stanchi di lunghe attese, visite affrettate e bollette a sorpresa, stanno diventando fai-da-te.
→ Ordinare test a casa per ormoni, intestino, invecchiamento e altro ancora
→ Prenotazione di scansioni di tutto il corpo e diagnostica del concierge
→ Saltare la clinica a favore di protocolli che possono controllare
Entra: prevenzione-as-a-service
Sta emergendo un nuovo livello di cura: proattiva, basata sui dati e incentrata sul paziente.
→ Function Health, Neko Health e Superpower stanno diventando full-stack
→ piattaforme stanno sincronizzando dispositivi indossabili, laboratori e intelligenza artificiale in un unico sistema operativo Personal Health
→ Cliniche come Atria Health and Research Institute, Biograph e Parsley Health stanno reinventando l’assistenza primaria
Abbiamo raggiunto un punto di svolta.
Oggi più che mai, abbiamo bisogno di piattaforme che rendano la prevenzione facile, attuabile e conveniente, definendo una nuova era della salute.
La domanda è: come possiamo riprogettare un sistema che non è mai stato pensato per mantenerci in salute?